Distributore self service Cannabis legale in Italia

Novità in materia di cannabis legale: nasce il self service h24, come per sigarette e oggetti erotici. La vendita della cannabis legale sta prendendo ormai quota con diverse aperture su tutto il territorio. Ora prodotti del genere non saranno più solo in vendita in negozi ma anche in self service automatici, come accade per le classiche bevande o i sexy shop. E’ uscito infatti in Italia il primo distributore h24 di cannabis light.

Cannabis legale, si può fare con un distributore?

Il negozio in questione, in Romagna, vende già di per sé tutti i prodotti con la canapa light (con Thc entro i limiti consentiti dalla legge), a partire da bevande come tisana di 30 grammi a tutti i tipi di infiorescenze. Inoltre ci sono pure i più svariati accessori per i fumatori, accendini e cartine e anche due o tre prodotti di cosmesi, come le creme.

Sono in vendita insomma, tutti prodotti che di norma sono accessibili solamente ai maggiorenni, non a caso si richiede la tessera sanitaria per la vendita di qualunque articolo, anche l’accendino.

Allora perchè oltre il negozio anche il self service. Secondo i venditori, la cannabis light è un prodotto che si adatta bene alla vendita nella più totale privacy, pure se non bisogno certo vergognarsi. Eppure esistono ancora clienti che sono tendenti a non far sapere che ne fanno uso. Così invece di entrare in un negozio e chiedere, meglio se si servono da soli.

Oltretutto è facile installare un distributore simile, basta una licenza semplice  che non grava nemmeno di accise dello Stato come sulle sigarette, anche se è probabile che tra un po’ ci sia l’intervento dello stesso anche perché già molte tabaccherie lo vendono al banco”.

Diciamo che qui la cannabis, come dicono anche i proprietari del distributore, viene venduta come prodotto tecnico da collezione, ma in altre parti d’Italia è successo che gli spacciatori abbiano dato fuoco al negozio perché dopo la sua apertura c’è stato un gran bel calo dello smercio illegale. Ma la loro roba è chimica e porta allo sballo, quella che viene venduta nei negozi non ha nulla a che vedere con certe schifezze.

Cannabis legale, l’Italia verso la liberalizzazione

Secondo qualcuno l’Italia sta cominciando a muovere il primo passo verso la liberalizzazione, ma è un’operazione del tutto consentita dalla legge, prevista dal nostro ordinamento giuridico. La coltivazione delle piante si può fare allo scopo di ottenere fibre, cippato, oli e carburanti, biomassa a fini energetici, materiali per bioedilizia, ma pure per semplice florovivaismo, anche per tenerla sul balcone e magari sorprendere gli amici con il fascino del “proibito”.

Ecco però che tutto ciò è disciplinato con severo rigore: ogni vaso è contrassegnato dai codici di tracciamento che danno l’identificazione ai semi e viene venduto con una documentazione che l’acquirente deve tenere custodito “per un periodo non inferiore ai 12 mesi”, con anche le fatture di acquisto, per dare prova di fronte a un eventuale controllo che non si tratta di stupefacente, ma di piante legali.

Sulla scia di tanto rigore, nel massimo rispetto della legge, sorge l’azienda di Mattia Guarnera, che ha plasmato la sua attività, la Canapa Republic, una delle prime che nasce per ingranare questo innovativo mercato alternativo. Puoi trovare un’intervista al fondatore su questo link.

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