Prestiti personali INPS per invalidità: come ottenerli

In Italia esiste l’istituto economico dell’invalidità che è un sostegno a favore delle persone che soffrono di patologie invalidanti che limitano o rendono impossibile l’attività lavorativa, quindi la produzione di reddito. Non parliamo di una malattia che temporaneamente rende incompatibile lo stato di salute con il lavoro ma di patologie tali da rendere questo continuativo.

Al grado di invalidità viene assegnato un punteggio che permette di usufruire di facilitazioni di vario genere. Ad esempio, se a causa della propria patologia si ha necessità di avere la fornitura di presidi che non sono previsti dalla sola esenzione per patologia, con un grado di invalidità di due terzi, il 66%, lo Stato provvede alla fornitura, sempre previo iter burocratico di autorizzazioni e verifica del presidio fornito ma con un tale livello di invalidità non sono previsti supporti economici, l’invalido non percepirà un solo centesimo per il suo ridotto grado di capacità lavorativa.

Se, invece la persona ha un grado di invalidità riconosciuto dell’80%, potrà richiedere l’indennità di invalidità all’INPS pari a circa 289 Euro al mese. Certo che con tale cifra non si può fare molto, non sostituisce nemmeno in minima parte una mancanza di reddito per l’invalidità di cui si soffre. In caso di invalidità totale, al 100% e dell’impossibilità a causa di questo di provvedere autonomamente anche ai propri spostamenti personali per lo svolgimento dei normali atti quotidiani la Legge prevede un istituto economico aggiuntivo: l’indennità di accompagnamento.

L’indennità di accompagnamento

Il senso di questo supporto economico è di consentire alla persona invalida di pagare una persona affinché accompagni a svolgere le proprie attività all’esterno, a fare la spesa, ad andare in posta o in banca eccetera, che la persona da sola non riuscirebbe a fare. Questa indennità pari a circa 400 Euro, si aggiunge all’indennità di invalidità, portando il totale a circa 700 Euro.

In ogni caso questo non costituisce reddito soggetto a denuncia ed è escluso dalla possibilità di pignoramento, in buona sostanza è intoccabile che se da un lato è un bene, dall’altra in caso di richiesta di prestito rappresenta un problema.

Il Prestito con la sola invalidità

Se la persona invalida ha bisogno di un prestito sorgono dei problemi; infatti, sebbene questo sia in qualche modo una fonte di reddito garantito dall’INPS, in modo analogo alla pensione, l’entità stessa dell’indennità non garantisce banche e finanziarie che per la concessione del prestito valutano la capacità di restituzione, difficile da garantire con meno di 300 Euro e senza la possibilità di prelevare alla fonte il quinto in caso di insolvenza.

L’INPS stessa esclude la possibilità di prelievo del quinto dell’indennità, quindi anche ottenere il prestito direttamente dall’INPS non risulta possibile perché lo stesso Istituto previdenziale non ha possibilità di trattenere dalla stessa indennità la rata di restituzione. Esiste solo la possibilità di richiedere un prestito se si hanno altre garanzie da offrire, come ad esempio la proprietà di un immobile o di terreni o di beni in qualche modo aggredibili da parte del creditore in caso di insolvenza.

Recentemente alcune Banche ma soprattutto alcune finanziarie praticano la via del Pegno, ossia la concessione di prestiti a fronte della garanzia di beni di un certo valore che siano almeno di copertura del capitale prestato. La presenza dell’invalidità serve in questi casi a valutare semplicemente la capacità del debitore di restituire il prestito ma con la garanzia del valore impegnato.

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