La quotazione dell’argento: attenzione ad alcuni requisiti fondamentali

I negozi del compro oro e del compro argento, come Mvsgioielli.it, sono sempre più diffusi. Seguendo delle vere e proprie regole acquistano oggetti preziosi dai privati in cambio di una somma di denaro. Ovviamente previa valutazione dell’oggetto stesso. In tal senso ci sono alcuni requisiti fondamentali che il professionista del settore deve rispettare per rendere al cliente ciò che davvero gli spetta.

La fase della valutazione

Entrare in un negozio compro argento Roma vuol dire andare alla ricerca di una valutazione degli oggetti in nostro possesso al fine di ricavarne una buona somma di denaro.

Ragion per cui la fase della valutazione è quella più importante e delicata. Il professionista infatti analizza il nostro oggetto e decide quale sia il suo reale valore, per dare massima soddisfazione economica.

Valutare l’argento vuol dire pesare il metallo per poi stabilire, con degli appositi test, se all’interno della lega c’è una determinata quantità di argento puro. Questo in quanto la maggior parte degli oggetti reperibili in commercio non sono completamente in argento puro, ma realizzati in varie leghe.

Il peso: quanto conta davvero

Per potersi esprimere circa il reale valore, nel negozio il bene prezioso viene pesato. In tal senso c’è bisogno di fare la massima attenzione alla bilancia: questa deve avere lo schermo in bella vista per farci rendere conto del reale peso dell’oggetto. Senza contare che occorre avere una bilancia a norma, che rispetti i requisiti dettati dalla norma in vigore.

Mai quindi permettere che la pesatura avvenga non in bella vista. Anzi, meglio addirittura andare in negozio preparati, dopo aver, anche se pur grossolanamente, pesato a casa l’oggetto che intendiamo vendere. Dal peso che si ottiene il negoziante si appresta ad effettuare il calcolo della valutazione.

Presentare i documenti personali

Quando il negoziante propina la somma che intende versare e il cliente accetta, occorre presentare tutti i documenti personali. Il che significa semplicemente una cosa: se al compro argento non ci chiedono documenti come carta d’identità e codice fiscale, dobbiamo diffidare. La documentazione infatti è fondamentale per effettuare la registrazione dell’operazione.

Il professionista è tenuto infatti a riportare i nostri dati all’interno di un registro di pubblica sicurezza, appositamente vidimato dalla questura. Così, in caso di eventuali controlli futuri, la transazione risulta regolarmente trascritta.

Controllare le spese sull’operazione di acquisto e vendita

Per ogni transazione andata buon fine, un regolare negozio di compro argento registra la stessa attraverso una marca da bollo di due euro, se l’importo totale va oltre i 77,47€. Ovviamente i due euro vengono detratti dalla valutazione totale (o volendo possiamo anche recarci al negozio muniti di marca). È questa la sola spesa regolamentata.

Altri eventuali addebiti che il negozio intende fare non vanno considerati a norma, a meno che non occorra fare delle procedure peculiari per la vendita di quello specifico oggetto in argento.

Al termine dell’acquisto fatto, il negoziante ha l’obbligo di rilasciare una copia della ricevuta di avvenuta operazione di acquisto e vendita dell’argento. Si tratta di un elemento ulteriore a nostra tutela che possa certificare le specifiche della transazione. Sulla ricevuta occorre la nostra firma, anche per attestare altresì l’informativa sulla Garanzia di Riservatezza. Sono tutte manovre atte a salvaguardare negoziante e cliente da eventuali controlli da parte delle forze dell’ordine.

Qualche ultimo suggerimento

Infine ricordiamo sempre che le quotazioni elevate (che hanno addirittura oltre la quotazione internazionale dell’argento puro) non sono da considerare lecite e convenienti. Si tratta di prezzi gonfiati che servono a celare qualcosa di non legale e che soprattutto nasconde la mancata competenza a riguardo di molte persone.

Di noema le quotazioni sono quelle pubblicate su siti di borse o di istituzioni finanziarie, che valgono cioè in generale per tutto il mercato.

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