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Focus Economia

L'America ringrazia, l'Europa è incerta e l'Italia soffre

L'America ringrazia, l'Europa è incerta e l'Italia soffre

di Marco Sarli

Mai come in questo davvero orribile 2008, gli operatori, gli analisti, gli investitori/risparmiatori statunitensi hanno salutato con un sospiro di sollievo la pausa festiva coincidente con il Thanksgivig Day, una salutare pausa dopo quattro rialzi consecutivi abbastanza convinti in gran parte legati alle nuove misure governative che presentano caratteristiche molto più aderenti alle caratteristiche specifiche della tempesta perfetta di quelle che le hanno precedute, anche se non va a assolutamente sottovalutato il fatto che l’impegno complessivo si è portato alla stratosferica cifra di 7 mila miliardi di dollari, mentre lo stock del debito 2009 a stelle e strisce, inclusi gli impegni legati al debito di Fannie e Freddie non potrà in alcun caso essere inferiore ai 16 mila dollari, contro i 9 mila circa della prima metà del 2008.

 

Quello che manca all’Europa è un Governo comune

Quello che manca all’Europa è un Governo comune

di Marco Sarli

Il mercato continua a scommettere da ben quattro giorni sull’efficacia delle nuove mosse che vengono, a torto o a ragione, attribuite all’attuale presidente della Federal Reserve di New York, Timothy Geithner, che già si muove come se fosse lui il ministro del Tesoro in carica enon l’ex (?) investment banker, Hank Paulson, che, pure, assieme al defenestrando Bernspan continua ad apporre la sua firma ai provvedimenti che vengono oramai assunti ad un ritmo quasi quotidiano.

Le ragioni dell’inerzia di Berlusconi e Tremonti sul decreto salva-banche

Le ragioni dell’inerzia di Berlusconi e Tremonti sul decreto salva-banche

di Marco Sarli

La decisione dell’amministrazione uscente di George W. Bush di acquistare titoli della finanza strutturata collateralizzati da varie forme di debito, mutui, prestiti per l’acquisto dell’auto, prestiti a studenti e via discorrendo, nonché mutui veri e propri per 800 miliardi di dollari complessivi porta l’impegno finanziario complessivo dei vari enti federali statunitensi alla stratosferica cifra di 7 mila miliardi di dollari, un volume di fuoco potenziale che non è destinato ad essere speso integralmente, ma tale comunque da far venire il mal di testa ai, allo stato pochi in verità, cultori della religione del pareggio di bilancio.

Crisi economica. Epifani: "Serve una manovra da 23 miliardi in due anni"

Crisi economica. Epifani:

di Fulvio Lo Cicero

ROMA – È un Berlusconi che sfodera tutto il suo inattendibile charme, accumulato in gioventù sulle navi da crociera, quello che si è visto ieri sera durante l'incontro con i sindacati. Un Berlusconi preoccupato dallo sciopero generale e dalla fermezza della Cgil di fronte a misure anti-crisi che, secondo una critica che raccoglie sempre maggiori consensi, non porteranno alcuna conseguenza positiva ma che, soprattutto, non prevedono che briciole per coloro che impatteranno con una drammatica crisi economica.

Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 26 Novembre 2008 19:25 )

Le borse mondiali accolgono con entusiasmo il nuovo ministro Usa

Le borse mondiali accolgono con entusiasmo il nuovo ministro Usa

di Marco Sarli

Le modalità mediante le quali è stata ‘salvata’ Citigroup devono fare riflettere su quanto sia già avanzato il processo di transizione tra l’amministrazione Bush Jr. e quella che va, giorno dopo giorno, indicando il presidente eletto Barack Obama acui sulla carta mancherebbero due mesi e mezzo alla cerimonia ufficiale dell’insediamento, costituzionalmente prevista per il 20 gennaio prossimo.

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