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Focus Economia

L'effetto domino e la durata della recessione

L'effetto domino e la durata della recessione

di Marco Sarli

Negli anni trascorsi a fare l’economista di una sala operativa di una banca, ho avuto modo di comprendere i motivi della crucialità psicologica di un dato come il Non Farm Payrolls, l’indicatore che misura l’andamento mensile netto delle buste paga al di fuori di quel settore agricolo che non occupa più del 4 per cento della forza lavoro complessiva statunitense che, pur con variazioni significative congiunturali, si aggira intorno ai 120 milioni di donne e di uomini.

 

Le concessioni del sindacato auto Usa e il piano di rinegoziazione dei mutui risollevano le borse

Le concessioni del sindacato auto Usa e il piano di rinegoziazione dei mutui risollevano le borse

di Marco Sarli

Lo sforzo dei tre Chief Executive Officer di General Motors, Ford e Chrysler nel presentare piani industriali ben più credibili dei depliants patinati che avevano offerto al Congresso per strappare finanziamenti pronto cassa per 25 miliardi di dollari ha, per il momento, convinto il maggior sindacato del settore, l’UAW, a fare concessioni molto significative giustificate dal molto concreto timore di dover fare i conti con il possibile default dei tre Big di Detroit, con conseguenze drammatiche per i lavoratori direttamente alle dipendenze della case automobilistiche e per lo sterminato numero di addetti all’indotto inteso in senso lato.

La recessione a stelle e strisce compie un anno. E i mercati crollano

La recessione a stelle e strisce compie un anno. E i mercati crollano

di Marco Sarli

Oramai è ufficiale che gli Stati Uniti d’America sono in recessione sin dal dicembre dell’anno scorso e quella che era l’opinione comune della maggioranza degli americani ha ricevuto ieri l’autorevole conferma da parte del National Bureau of Economic Research, un think thank privato composto da economisti di primo piano che ha il compito di stabilire l’inizio e la fine di un ciclo recessivo e che si è preso tutto il tempo necessario per stabilire che l’inizio della recessione risale a dodici mesi orsono quando il numero degli occupati non agricoli raggiunse un picco dal quale ha iniziato inesorabilmente a calare, con una perdita secca di 1,2 milioni di occupati nei primi dieci mesi del 2008, ai quali se ne aggiungeranno, con ogni probabilità, almeno altri 325 mila venerdì prossimo, quando verrà diffuso il Non Farm Payrolls relativo al mese di novembre.

Ultimo aggiornamento ( Martedì 02 Dicembre 2008 19:58 )

Il macabro ballo di Bermonti sul nodo del Core Tier 1 terrorizza i banchieri italiani

 Il macabro ballo di Bermonti sul nodo del Core Tier 1 terrorizza i banchieri italiani

di Marco Sarli 

Non vi è dubbio alcuno sul fatto che gli operatori, gli analisti ed i risparmiatori/investitori di tutto il pianeta stanno con il fiato sospeso per vedere se le cinque sedute di rialzo consecutivo segnato dai tre principali indici della piazza di New York avranno una replica anche in questa difficile ottava che vede l’affollarsi di notizie economiche di grande impatto, a partire dal Non Farm Payrolls previsto per venerdì prossimo, e che non si è aperta stamane a Tokyo nel migliore dei modi.

Gli Usa ringraziano ancora, Brown nazionalizza e “Bermonti” partorisce un topolino

Gli Usa ringraziano ancora, Brown nazionalizza e “Bermonti” partorisce un topolino

di Marco Sarli

Forse a causa delle pesanti libagioni a base di tacchino ingurgitate nel corso del Thanksgiving Day da operatori, analisti ed investitori/risparmiatori, quella di ieri sul mercato azionario statunitense è stata davvero una seduta soporifera che ha visto abortire sul nascere un’ondata di prese di profitto, immediatamente sovrastata dalla quinta ripetizione consecutiva di quella scommessa sul futuro seguita agli ultimi provvedimenti dell’amministrazione uscente che sono stati visti come largamente condizionati dall’impostazione del Dream Team obamiano che, con la nomina di Paul Volker, può dirsi oramai completato e che vede rafforzato il suo impatto dal sempre più evidente ruolo di cerniera tra il vecchio ed il nuovo rappresentato da Timothy Geithner, al momento presidente della Fed di New York ma, dal 20 gennaio prossimo venturo, nuovo ministro del Tesoro USA.

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