Dazebao News l'informazione on line

Sunday
Aug 01st
Text size
  • Increase font size
  • Default font size
  • Decrease font size
Home Società Giustizia Dal carcere di Rimini. Alfano: "La riforma si farà"

Dal carcere di Rimini. Alfano: "La riforma si farà"

E-mail Stampa PDF

di Simone Di Stefano

RIMINI - Sì alla riforma sulla Giustizia «che si farà»,  sì al dialogo purché poi si decida. Ecco il sunto della giornata della visita al carcere di Rimini, del ministro della giustizia, Angelo Alfano, in occasione di un meeting sul sistema carcerario organizzato da Comunione e Liberazione. «La riforma sulla giustizia – ha spiegato il Guardasigilli -  è una sfida e banco di prova tra chi vuole cambiare e chi vuole conservare, dialogando, perchè decidere senza dialogare  è come una dichiarazione di guerra unilaterale e parlare senza decidere è l'esatto contrario di una cultura di governo che vuole dare risposte al nostro paese».

Il ministro apre le porte all'opposizione ma auspica un accordo che qualora non dovesse arrivare, non bloccherebbe comunque l'iter della futura legge. Ma che legge sarà quelle che fin dal prossimo autunno vedrà la sua prima bozza? «Una riforma attenta a tutti – ha spiegato Alfano -  che porrà al centro i cittadini, che non ne possono più di un sistema che dà risposte dopo dieci anni e che comunque sono risposte incerte.  Pensiamo che i cittadini meritino una giustizia
migliore».

Le proposte al vaglio del Guardasigilli sono diverse, tra cui lotta alla mafia «attraverso una missione di contrasto» e alla criminalità organizzata.  Proprio le case confiscate alla mafia potrebbero essere riutilizzate per le mamme detenute con i loro figli: «i bambini sotto i tre anni che vivono in carcere con la mamma detenuta sono meno di 50 in tutta italia, non si tratta di decine di migliaia - spiega il ministro - ritengo che sia ora di dire basta, perchè non importa di chi siano figli ma importa che siano bimbi e i bimbi non possono stare in carcere».

Il ministro, ha poi precisato come tutte le norme saranno contenute all'interno di un quadro di costituzionalità, evitando di commentare l'ipotesi avanzata dalla Lega riguardo ad un'eventuale elezione diretta dei Pm: «Parleremo con la Lega nei prossimi giorni», ha spiegato Alfano.

Non poteva mancare un pensiero sull'indulto:  «Non è stato offerto ai detenuti nessun percorso di recupero. Così, dopo due anni, questo è fallito. Il perdono senza il presupposto della ricostruzione dello spirito è  fine a se stesso».  Per evitare il sovraffollamento carcerario una delle idee del ministro è quella di mettere il braccialetto ai detenuti e lasciarli liberi: «Il braccialetto elettronico - ha osservato - è stato provato in altri Paesi dove, non si è registrata una produzione di recidiva, nè di evasione». Un indulto elettronico, quindi.

Un elenco di alcuni dati forniti dal Guardasigilli danno atto a questa tesi: «Le nostre carceri sono colme come lo erano prima dell'indulto a causa della recidiva e perché non c'è stato un percorso di recupero dell'umanità, perché non è stato offerto il bivio: tornare a delinquere o ricostruire la propria vita». Ma quest'ultima scelta deve essere offerta dallo Stato, assieme a diverse  misure di cui le nostre carceri hanno estremo bisogno, dalle strutture ai pecorsi di reintegro sociale, fino ai trattamenti alternativi che riguardano i detenuti tossicodipendenti. Di tutto ciò la riforma dovrà per forza tenere conto.


CERCA ARTICOLI CORRELATI ____________________

Commenti (0)Add Comment

Scrivi commento
quote
bold
italicize
underline
strike
url
image
quote
quote
smile
wink
laugh
grin
angry
sad
shocked
cool
tongue
kiss
cry
smaller | bigger

security code
Scrivi i caratteri mostrati


busy
 
logo.jpg
 
 

 

 
 
 
 
 

Media Partner

 
 
 
 
 
 
http://www.wikio.it

Seguimi su Libero Mobile

Statistiche

Membri : 1008
Contenuto : 10465
Indirizzi internet : 6
Hits visite contenuto : 9760688

Chi è on line

 176 visitatori online