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Home Società Memoria 25 marzo 1970. ‘La radio della nuova resistenza’ che visse solo un giorno

25 marzo 1970. ‘La radio della nuova resistenza’ che visse solo un giorno

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di Amico Dolci

Ricordano Franco Alasia e Pino Lombardo: “All’imbrunire del 25 marzo 1970, intorno alle 19.00 circa, iniziavamo dalla sede del Centro Studi e Iniziative le trasmissioni di Radio Libera, la ‘radio della nuova resistenza’, prima emittente clandestina italiana dal secondo dopo-guerra. Con essa denunciavamo, a più di due anni di distanza dal terre-moto del gennaio 1968, il mancato intervento del Governo italiano nella ricostruzione dei paesi distrutti.

 

Gà dal settembre del ’68 il Centro aveva presentato l’elaborazione di un ‘piano di sviluppo per la città-territorio’: ma di esso le autorità non hanno mai tenuto conto, nonostante l’interesse, la partecipazione e il coinvolgimento, insieme alla popolazione, anche di persone come Carlo Levi, Ernesto Treccani, Bruno Zevi.”

Il programma, della durata complessiva di circa 4 ore, comprendeva:

-    un appello all’opinione pubblica nazionale e internazionale;  (19’)
-    la voce della gente delle Valli Belice, Jato e Carboi  (bambini, donne, agricoltori, sindaci, sindacalisti, medici, educatori);   (75’)
-    il punto esatto sulla non ancora avvenuta ricostruzione: si docu-mentavano le gravissime inadempienze e responsabilità;   (25’)
-    l’espressione di alcuni valori culturali della Sicilia occidentale che non si voleva morissero (la viva voce dei ‘poveri cristi’ raccolta nel poema ‘Il limone lunare’, con musiche originali per flauto dolce di Alessandro Scarlatti.);  (60’)
-    alcuni messaggi di solidarietà provenienti da tutto il mondo e una canzone popolare con versi di Ignazio Buttitta  (15’)
“Oggi - prosegue Pino - denunciare attraverso una radio le inadempien-ze di un Governo ed i bisogni della gente non è più un ‘reato’, non si corre più il rischio di andare in galera: attraverso un rapporto maieutico, un processo di analisi ed autoanalisi popolare, si può ancora dare voce alla gente per esprimere i propri bisogni, reclamare i propri diritti.”

Ci pare importante, oltre la pur significativa ricorrenza del 40° anniver-sario e il dare consistenza al nostro impegno nel riproporre le modalità e le iniziative messe in atto da Danilo Dolci e i suoi collaboratori, poter cogliere l’attualità e l’urgenza del tema della pluralità dell’informa-zione: oggi, soprattutto, nei confronti dei più giovani.





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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 25 Marzo 2010 14:32 )  
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