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Home Economia Economia Economia. Alla Camera le mozioni dell'opposizone. Il governo elude il confronto

Economia. Alla Camera le mozioni dell'opposizone. Il governo elude il confronto

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di Arnolfo Spizzichini

ROMA - E’ un grido d’allarme forte quello che la CGIL lancia dal presidio organizzato a piazza Montecitorio in occasione del dibattito alla Camera dei Deputati sulle 'misure urgenti da adottare per contrastare la crisi economica in atto'.

 

La crisi economica non è affatto alle spalle. Migliaia di aziende sono ferme o in difficoltà, le multinazionali vogliono abbandonare l'Italia, finora sono state autorizzate un miliardo e 200mila ore di cassa integrazione e i lavoratori interessati vivono con meno di 750 euro al mese, le vertenze in atto non offrono sbocchi credibili e a rischiare il posto sono circa 28mila lavoratori. L’assemblea pubblica tenuta dai lavoratori dell’Eutelia in piazza Montecitorio è l’emblema di questa situazione.
L’occasione di discussione odierna era data dalle mozioni di molti Gruppi parlamentari, documenti presentati dal'Idv, dal Pd, dall'Udc, dal Mpa-Sud, dall'Api e dal Pdl. che disegnano analisi e proposte e puntano ad evidenziare i settori su cui è prioritario intervenire ora per contrastare la crisi economica internazionale. Ma il governo con  il ministro  Tremonti se la cava con la formula “ non ho la bacchetta magica” ma poi loda la sua politica e fa orecchie da mercante a fronte delle proposte contenute nelle mozioni dell’opposizione. Annuncia soltanto che nion verranno tassati i grandi patrimoni.

Le proposte delle forze di opposizione
Il PD con l’intervento di Bersani che ha illustrato la mozione, punta a riduzione e riqualificazione della spesa per acquisti di beni e servizi, alla chiusura della lunga era dei fallimentari condoni e al rilancio della lotta all'evasione. Ed inoltre un piano nazionale anti-crisi a rapido impatto per far rialzare la testa alla domanda interna, sia nella componente dei consumi famigliari che degli investimenti delle imprese attraverso misure una tantum. Proposta inoltre l’istituzione di un'indennita' universale di disoccupazione pari al 60% dell'ultima retribuzione per coloro che non dispongono di ammortizzatori.

Il Gruppo facente capo al partito di Di Pietro chiede di raddoppiare la durata della cassa integrazione ordinaria da 52 a 104 settimane e le detrazioni fiscali per carichi familiari. Oltre ad aumenti per le detrazioni per i redditi da lavoro e da pensione stabilendo al 20% la prima aliquota dell'Irpef ed aiuti per le piccole e medie imprese.
L’UDC propone invece la riforma strutturale della previdenza, della P.a. e delle liberalizzazioni. Tra le proposte anche l'avvio progressivo del quoziente familiare e la riduzione del cuneo fiscale.
L’MPA propone di modificare le politiche nei confronti del sud.

L’’API di Rutelli punta varare riforme strutturali e alla riforma della pubblica amministrazione e a varare riforme strutturali che puntino al rafforzamento dell'integrazione europea.
La proposta del Gruppo del PDL invita il governo a proseguire nelle politiche di controllo della spesa e di salvaguardia dei conti pubblici, fissando anche alcune scadenze.Il processo di riforma fiscale si deve completare entro il 2013 ed in parte dovra' essere autofinanziato. Continuando nella lotta all'evasione e alla elusione fiscale che avrebbe portato alle casse dell'Erario pubblico, negli ultimi due anni, 16 miliardi di euro.

Finalmente si parla dei problemi del Paese
E la discussione in aula è stata, come giustamente ha affermato dagli scranni di Montecitorio l’onorevole Borghesi che ha aperto le danze, l’occasione in cui: “per la prima volta questo Parlamento può discutere di questioni serie ed importanti come la crisi economica perché, in realtà, su questo tema, che è il tema centrale di questo momento, non vi è mai stata occasione di parlare impegnati come eravamo ad approvare leggi che non hanno nulla a che vedere con i problemi reali del Paese”.
L'ex ministro del Lavoro Cesare Damiano (Pd) ha sottolineato che: “lapolitica minimalista del governo ci portera' amare sorprese. Bisogna cambiare passo e tenere insieme tre problemi: la ripresa della politica industriale, il sostegno ai redditi e ammortizzatori sociali piu' estesi. Sono questi tre punti la risposta necessaria e urgente per far uscire il paese dalla crisi".

Non si allungano i tempi  per la Cig
"Come ha fatto questo governo - si chiede l’ex ministro - a trovare i soldi per togliere l'Ici ai piu' ricchi ma non trova 600 milioni di euro per allungare la cassa integrazione ordinaria? Siamo stufi, signor ministro, di vedere risorse stanziate per lavoratori dirottate per salvare saldi di bilancio". “E' necessario ora puntare su ripresa della politica industriale, sostegno ai redditi e ammortizzatori sociali piu' estesi".
Di Pietro ha  affermato: 'Signor ministro lei ha fatto tanti lavori, ma non sapevo che fosse anche un pittore, un pittore astrattista'. 'Lei ha raccontato una balla spaziale, perche' l'Italia che lei ha descritto non esiste. Lei dice che va tutto bene ma il pil e' crollato del 5%, cosa che era successa solo nel 1945! La produzione industriale e' precipitata del 17% e le esportazioni sono crollate del 21%.
Il tasso di disoccupazione in un anno e' passato dal 6,8% all'8,6%. Le imprese hanno il 30-40% in meno di fatturato'  Questa e' la drammatica realta'

La replica del Ministro Tremonti
Il Ministro Tremonti ha affermato che il Governo non è stato immobile, "Non siamo stati immobili sulle cose che si dovevano fare ma irremovibili sulle cose che non si dovevano fare", prima di esprimere parere contrario per il Governo a tutte le mozioni di opposizione e favorevole invece alle mozioni di maggioranza a prima firma Roberto Cota e Fabrizio Cicchitto.
L’aula di Montecitorio ha poi proceduto al voto cui ha sorprendentemente assistito anche il Presidente del Consiglio che sembra aver finalmente compreso che un pizzico di crisi in Italia c’è, rigettando proposte e mozioni, idee alternative per alleviare i disagi di un’Italia che piange.




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Ultimo aggiornamento ( GiovedĂŹ 18 Marzo 2010 19:33 )  

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