di Anna Ferrigno
Il boss Francesco Tagliavia, capoclan della famiglia di Corso dei Mille, è stato raggiunto questa mattina in carcere da un mandato di arresto emesso dal gip di Firenze.
Le accuse nei suoi confronti sono partite da alcune dichiarazioni rilasciate dal pentito Gaspare Spatuzza. Il procuratore capo Giuseppe Quattrocchi ha dichiarato che Spatuzza “ha riferito circostanze e richiamato persone, situazioni e occasioni che hanno trovato rispondenza in una serie di verifiche che vedevano Tagliavia organicamente inserito in Cosa Nostra e capace di manovrare forze operative, gli esplosivisti, che da lui dipendevano e che lui ha orientato nella preparazione e nell'esecuzione delle stragi”. Da quanto riferito dal Gip le dichiarazioni di Spatuzza sembrerebbero attendibili: “Non ci siamo innamorati di una tesi o di una persona. L’attendibilità è riferita alla possibilità di riscontrare fatti, posizioni, soggetti”.
Francesco Tagliavia, già detenuto e condannato all'ergastolo per la strage di via D’Amelio, è accusato di aver partecipato e gestito gli attentati che hanno colpito l'Italia nel 1993/94. Dopo la morte dei giudici Falcone e Borsellino il Paese fu attraversato da un'ondata di violenza che sfociò nelle stragi di Firenze il 27 maggio 1993; Milano il 27 luglio; Roma il 28 luglio; nel fallito attentato a Maurizio Costanzo il 14 maggio, quello all'Olimpico il 23 gennaio 1994 e al pentito Totuccio Contorno il 14 aprile. Le accuse sono gravi. L'uomo dovrà rispondere di strage, devastazione, detenzione di un ingente quantitativo di materiale esplosivo in concorso con Leoluca Bagarella, Giovanni Brusca, i fratelli Giuseppe e Filippo Graviano, Matteo Messina Denaro, Bernardo Provenzano, Salvatore Riina e Vittorio Tutino, tutti già in carcere.
Gli inquirenti sono convinti che la partecipazione del boss negli attentati fosse stata attiva e partecipe, soprattutto in considerazione della sua posizione ai vertici dell'organizzazione criminale. Le indagini, dirette dalla Procura della Repubblica di Firenze e svolte dalla Dia di Firenze in collaborazione con la Direzione investigativa antimafia di Roma e Palermo, sono durate più di 2 anni. In questo periodo sono state ricostruire tutte le mosse compiute dal Tagliavia spostandosi in diverse regioni d'Italia: Toscana, Sicilia, Lombardia, Abruzzo, Lazio e Marche.
Dalla ricostruzione il capoclan prima della strage dei Georgofili si sarebbe incontrato a Santa Flavia, in Sicilia, con i boss Matteo Messina Denaro e Giuseppe Graviano. Qui avrebbe dato la sua disponibilità a partecipare alla strage. Di fatto però venne arrestato 5 giorni prima. L'uomo ha una carriera criminale alle spalle molto fitta: 26 omicidi, traffico internazionale di sostanze stupefacenti, estorsioni. È stato alle dipendenze di Totò Riina. E sembrerebbe essere proprio lui l'uomo che ha rifornito l'organizzazione dell'esplosivo usato negli attentati.
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