di Francesco Sellari
ROMA - Con 466 si e 4 astenuti, anche la Camera ha approvato la legge di conversione del decreto n.3 del 25 gennaio 2010, “recante misure urgenti per garantire la sicurezza di approvvigionamento di energia elettrica nelle isole maggiori”. Il decreto è noto come “salva-Alcoa”. L'azienda statunitense vuole chiudere lo stabilimento sardo di Portovesme a causa degli alti costi per la fornitura del servizio e dei bassi livelli di energia.
Ora, per il triennio 2010-2012, le aziende energivore che operano sulle isole, come il colosso statunitense, potranno beneficiare di una riduzione del costo dell'energia a fronte di una disponibilità ad accettare consistenti riduzioni istantanee nel prelievo. Per garantire la sicurezza del sistema elettrico sulle due isole, il gestore della rete, Terna, potrà decidere se è quando diminuire la potenza erogata per le grandi imprese. La misura, se non verrà bocciata da Bruxelles come aiuto di stato, potrebbe salvaguardare i 714 posti di lavoro dello stabilimento in provincia di Carbonia-Iglesias.
Il decreto introduce anche alcune discutibili disposizioni sulla nomina di Commissari straordinari per la “realizzazione di indifferibili e urgenti opere connesse alla trasmissione, alla distribuzione e alla produzione dell’energia aventi carattere strategico nazionale”, ai quali non si applicheranno le norme previste dall'articolo 11 della legge 400 del 1998. In pratica si fa più celere il meccanismo di conferimento dell'incarico che non deve più passare per un decreto del Presidente della Repubblica. Cade anche l'obbligo del governo di riferire al Parlamento sull'attività portata avanti dal Commissario.
Il Pd, pur votando a favore, non ha mancato di sottolineare la cosa: “Purtroppo - ha detto Paolo Fadda, deputato Pd in commissione Attività produttive della Camera durante la dichiarazione di voto - anche questo provvedimento, importante e atteso, e’ stato usato per varare norme opache come quella sui commissari della Protezione civile, già bocciate dall’opposizione. Non si possono affidare poteri straordinari a commissari che poi non sono chiamati a rendere conto al Paese; e i recenti fatti di cronaca lo dimostrano. In questo modo, il governo trasforma un provvedimento importante in un nuovo schiaffo alla democrazie e alla Costituzione. Le risposte alle necessita’ dei cittadini devono essere date nel rispetto della legge e delle regole”.
Mentre i lavoratori Alcoa per il momento possono ricominciare a sperare, quelli di Agile (ex Eutelia) continuano a denunciare la situazione di stallo della loro vertenza. In queste ore stanno dando vita ad un'assemblea pubblica davanti Montecitorio. Tra loro anche il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani. Oltre 2.000 i posti di lavoro a rischio in tutta Italia. E il governo temporeggia, aspetta la decisione del tribunale fallimentare di Roma, prevista per il 31 marzo, in merito alla richiesta di concordato preventivo avanzata dall'azienda. I lavoratori, che da mesi non percepiscono lo stipendio, chiedono invece il commissariamento
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