di Alessandro Ambrosin
ROMA - Dopo le recenti aggressioni di stampo squadrista che si sono consumate all'interno dell'Ateneo di Tor Vergata torna nella capitale un clima di tensione. Lo scorso 15 marzo 6 studenti dei collettivi sono rimasti feriti in seguito a una violenta aggressione da parte dei gruppi legati all'estrema destra romana. Aggressione inquietante visto che è iniziata proprio all'interno della Facoltà di Giurisprudenza, dove alcuni giovani si erano recati dal Rettore proprio per denunciare la presenza di gruppi fascisti.
Ne parliamo con il professor Massimo Rendita, Presidente dell'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia.
Come giudica i recenti episodi di Tor Vergata?
Noi come Anpi, abbiamo preso una posizione chiara contro questi episodi, anche se non ci pare che le autorità pubbliche seguano con doverosa attenzione quello che sta accadendo. Già un anno fa abbiamo fatto una denucia alla Procura della Repubblica su analoghi episodi, che non sono nuovi e contravvengono sia alle leggi dello stato che allo spirito costituzionale e alla Legge Scelba e Mancino. Dalla Procura, nonostante le nostre ripetute sollecitazioni non abbiamo avuto nessuna risposta in merito. Anzi ci hanno comunicato che sono in corso degli accertamenti. Un po’ poco per non dire altro a fronte di episodi di estrema violenza che ci riconducono allo squadrismo giovanile. Eppure per la Procura basterebbe guardare il documentario Nazi Rock per capire di cosa stiamo parlando.
Un fenomeno che gli stessi studenti denunciano ormai da tempo, tanto che proprio a Tor Vergata il clima di tensione si trascina da anni. Secondo il suo parere i gruppi dell’estrema destra si sentono legittimati a Roma, visto che la poltrona di sindaco è occupata da un politico che in epoca giovanile ha fatto parte del Fronte della Gioventù?
Io credo che anche Alemanno sia preoccupato per questo. In un colloquio che ho avuto con lui recentemente si ragionava su questi episodi e si diceva che bisogna farli ragionare perché anche questi ragazzi che vengono coinvolti in queste azioni appartengono a certi gruppi a loro volta in mano a cattivi maestri. Non credo ci sia una relazione con il primo cittadino, ma è pur vero che la pubblica amministrazione, almeno a quanto si vocifera, ha finanziato in passato circoli discutibili come quello di casa Pound a Roma.
Ogni volta che si parla di aggressioni inevitabilmente emergono versioni contrastanti tra i gruppi di destra e quelle di sinistra e lo è stato anche con i fatti di Tor Vergata…
Io ho fatto una ricerca e la provocazione e l'aggressione è avvenuta da questi gruppi neofascisti, senza ombra di dubbio. Anzi, molti degli aggressori che adesso orbitano nell’area di Tor Vergata provengono da un gruppo neo fascista che si è formato proprio nell'ateneo della terza università di Roma.
Come porre rimedio a un fenomeno così invasivo per la società e soprattutto per i giovani…
Stiamo valutando la possibilità di organizzare una manifestazione pubblica, ma solo se esiste una corresponsione tra i movimenti antifascisti e le realtà universitarie, ma ancora prima sarebbe utile pensare ad un incontro con tutte quelle persone che si sentono coinvolte responsabilmente di fronte a questi fatti, creando un collegamento diretto con la società civile, perchè questo non è un problema solo studentesco, ma un fenomeno che coinvolge tutti i cittadini. Contemporaneamente con la prima università di Roma stiamo facendo una ricerca di tipo antropologico per scoprire quali sono i cambiamenti nell’opinione pubblica e nei giovani. Insomma c'è un'anomalia nella società democratica che va compresa e capita. Per questo abbiamo istituito gruppo di studio per capire quali sono i reali cambiamenti che stanno interessando la società.
Sempre ritornando ai fatti di Tor Vergata i collettivi studenteschi ritengono che le forze dell’ordine non siano state proprio imparziali durante le aggressioni...
Preoccupa questa “disattenzione” verso coloro che stanno infrangendo delle leggi dello stato. Quindi non occorrerebbe neppure denunciarli perchè è dovere della polizia e della magistratura indagare anche senza denuncia, su fatti che avvengono in palese violazione delle leggi. Insomma c'è una situazione pesante dal punto di vista dell'ordine pubblico che non viene sufficientemente presa in considerazione da chi dovrebbe far rispettare i principi costituzionali.
Noi come Anpi, abbiamo preso una posizione chiara contro questi episodi, anche se non ci pare che le autorità pubbliche seguano con doverosa attenzione quello che sta accadendo. Già un anno fa abbiamo fatto una denucia alla Procura della Repubblica su analoghi episodi, che non sono nuovi e contravvengono sia alle leggi dello stato che allo spirito costituzionale e alla Legge Scelba e Mancino. Dalla Procura, nonostante le nostre ripetute sollecitazioni non abbiamo avuto nessuna risposta in merito. Anzi ci hanno comunicato che sono in corso degli accertamenti. Un po’ poco per non dire altro a fronte di episodi di estrema violenza che ci riconducono allo squadrismo giovanile. Eppure per la Procura basterebbe guardare il documentario Nazi Rock per capire di cosa stiamo parlando.
Un fenomeno che gli stessi studenti denunciano ormai da tempo, tanto che proprio a Tor Vergata il clima di tensione si trascina da anni. Secondo il suo parere i gruppi dell’estrema destra si sentono legittimati a Roma, visto che la poltrona di sindaco è occupata da un politico che in epoca giovanile ha fatto parte del Fronte della Gioventù?
Io credo che anche Alemanno sia preoccupato per questo. In un colloquio che ho avuto con lui recentemente si ragionava su questi episodi e si diceva che bisogna farli ragionare perché anche questi ragazzi che vengono coinvolti in queste azioni appartengono a certi gruppi a loro volta in mano a cattivi maestri. Non credo ci sia una relazione con il primo cittadino, ma è pur vero che la pubblica amministrazione, almeno a quanto si vocifera, ha finanziato in passato circoli discutibili come quello di casa Pound a Roma.
Ogni volta che si parla di aggressioni inevitabilmente emergono versioni contrastanti tra i gruppi di destra e quelle di sinistra e lo è stato anche con i fatti di Tor Vergata…
Io ho fatto una ricerca e la provocazione e l'aggressione è avvenuta da questi gruppi neofascisti, senza ombra di dubbio. Anzi, molti degli aggressori che adesso orbitano nell’area di Tor Vergata provengono da un gruppo neo fascista che si è formato proprio nell'ateneo della terza università di Roma.
Come porre rimedio a un fenomeno così invasivo per la società e soprattutto per i giovani…
Stiamo valutando la possibilità di organizzare una manifestazione pubblica, ma solo se esiste una corresponsione tra i movimenti antifascisti e le realtà universitarie, ma ancora prima sarebbe utile pensare ad un incontro con tutte quelle persone che si sentono coinvolte responsabilmente di fronte a questi fatti, creando un collegamento diretto con la società civile, perchè questo non è un problema solo studentesco, ma un fenomeno che coinvolge tutti i cittadini. Contemporaneamente con la prima università di Roma stiamo facendo una ricerca di tipo antropologico per scoprire quali sono i cambiamenti nell’opinione pubblica e nei giovani. Insomma c'è un'anomalia nella società democratica che va compresa e capita. Per questo abbiamo istituito gruppo di studio per capire quali sono i reali cambiamenti che stanno interessando la società.
Sempre ritornando ai fatti di Tor Vergata i collettivi studenteschi ritengono che le forze dell’ordine non siano state proprio imparziali durante le aggressioni...
Preoccupa questa “disattenzione” verso coloro che stanno infrangendo delle leggi dello stato. Quindi non occorrerebbe neppure denunciarli perchè è dovere della polizia e della magistratura indagare anche senza denuncia, su fatti che avvengono in palese violazione delle leggi. Insomma c'è una situazione pesante dal punto di vista dell'ordine pubblico che non viene sufficientemente presa in considerazione da chi dovrebbe far rispettare i principi costituzionali.
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scritto da Museo storico della Liberazione , marzo 18, 2010
scritto da Museo storico della Liberazione , marzo 18, 2010
Il Museo storico della Liberazione continua a ribadire che è indispensabile il monitoraggio continuo e sistematico dello squadrismo e delle radici sociali e non solo politiche della violenza urbana. Altrimenti non si sradicano, perché le reazioni e le iniziative risultano inutili o lasciano il tempo che trovano. E' da oltre un anno che ha proposto ad ANPI ed altre associazioni e al Centro MG Favara contro le intolleranze dell'Università di Roma 3 di creare un gruppo di lavoro che operi in questo setrtore. Silenzio assoluto. Neppure l'hanno discussa.
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Rinunciare alla violenza politica.
scritto da SimoneN , marzo 18, 2010
scritto da SimoneN , marzo 18, 2010
Se qualcuno non fosse andato a cercar di far saltare una conferenza organizzata da tempo...
non sarebbe successo nulla.
Alla base di tutto quello che è successo c'è il tentativo di prevaricare e di non far parlare il Blocco Studentesco.
Se il Blocco Studentesco è un gruppo riconosciuto, votato ed eletto, con tanto di rappresentanti nel senato accademico... chi vuole zittirlo con la violenza troverà sempre una giusta reazione.
Se i collettivi accettano di riportare tutto su una dialettica democratica, accettare che esiste un avversario e contrastarlo sul piano POLITICO non ci sarà più violenza negli atenei. Se pretendono invece con lo scontro fisico di impedire all'avversario di parlare...
Oltretutto, le intemperanze dei giovani dei collettivi e gli scontri che ne conseguono vengono sfruttate dai "grandi" per il solito teorema Berlusconi->Alemanno->Violenza->Dimissioni->Sinistra al governo
Ma basta....
non sarebbe successo nulla.
Alla base di tutto quello che è successo c'è il tentativo di prevaricare e di non far parlare il Blocco Studentesco.
Se il Blocco Studentesco è un gruppo riconosciuto, votato ed eletto, con tanto di rappresentanti nel senato accademico... chi vuole zittirlo con la violenza troverà sempre una giusta reazione.
Se i collettivi accettano di riportare tutto su una dialettica democratica, accettare che esiste un avversario e contrastarlo sul piano POLITICO non ci sarà più violenza negli atenei. Se pretendono invece con lo scontro fisico di impedire all'avversario di parlare...
Oltretutto, le intemperanze dei giovani dei collettivi e gli scontri che ne conseguono vengono sfruttate dai "grandi" per il solito teorema Berlusconi->Alemanno->Violenza->Dimissioni->Sinistra al governo
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