di Carlo Sandri
ROMA – Berlusconi e i suoi cortigiani non possono tollerare i giornalisti che pongono loro domande scomode. Prima si limitavano ad offenderli, tutti comunisti, mentitori, prezzolati. Stesso trattamento, insomma, riservato ai magistrati. Ora sono passati addirittura a menar le mani. E, guarda caso, mentre Berlusconi offendeva il mal capitato free lance, colpevole di aver nominato Guido Bertolaso, ci pensava il ministro La Russa a strattonarlo in malo modo, colpendolo anche, stante la versione del giornalista.
Il fatto: il capo del governo teneva la sua fantasiosa conferenza stampa, un sacco di bugie sulla pseudo lista del Pdl nel Lazio. Rocco Carlomagno, un frequentatore di conferenze stampa durante le quali pone sempre domande “moleste”, interrompe un collega che parla al microfono per chiedere conto a Berlusconi dell’operato di Bertolaso. Sicuramente lui non faceva parte della scaletta dei giornalisti “abilitati” a rivolgere domande innocue al Berlusca, il quale, in un crescendo di rabbia, lo invita ad aspettare il proprio turno che, ovviamente, non sarebbe mai arrivato.
Ma Berlusconi poi lo caccia e Carlomagno non si muove, facendo onore a tanto nome.
Il premier a questo punto sbotta: "Lei si deve vergognare, lei è un villano. Questa è una conferenza stampa per i giornalisti e non per gli individui come lei..noi non ci saremmo mai permessi di andare a disturbare la conferenza stampa dell'altra parte politica. In questo sta la differenza con la sinistra. Le sarà chiesto di rilasciare le sue generalità affinché il capo della Protezione Civile possa denunciarla". Cosa c’entri la sinistra non è dato sapere, ma “papi” ormai vede rosso ovunque. Poi una battuta da osteria, con tutto il rispetto per gli osti, una volgarità che non fa ridere nessuno ma suscita solo compassione per un capo di governo che scende a livelli così bassi. Volgare ma anche ridicolo. Il Berlusca ironizza sulle calvizie di Carlomagno, quasi che lui fosse un gran capelluto. Dice al giornalista: "Capisco perché lei è cosi, perché tutte le mattine quando va a pettinarsi davanti allo specchio si vede...”.
I cortigiani accusano il “contestatore” di non essere un giornalista. Strano dal momento che alle conferenze stampa si viene registrati mostrando il tesserino dell’Ordine professionale.
Sia come sia, ci pensa La Russa a strattonare il malcapitato, lo prende per il bavero del cappotto cercando di cacciarlo dalla sede di via dell’Umiltà. Lo stesso coordinatore del Pdl, Denis Verdini, cerca di darsi da fare per allontanare il ministro inferocito. Carlomagno, rispondendo ai cortigiani di Berlusconi, grida “sono un free lance”. Non l’avesse mai fatto. Interviene di nuovo La Russa, gli poggia una mano sulla testa e non solo, stando al racconto poi fatto all’agenzia francese Afp che titola il servizio: “Un giornalista malmenato dal Ministro della Difesa”.
"Verdini - afferma il giornalista - mi ha pregato di non querelare La Russa e mi ha detto 'facciamo che la cosa finisce qui”. La vicenda approda su Facebook. Sei gruppi pubblicano la foto di La Russa che lo strapazza. Lo slogan dei sostenitori di Rocco fa il verso a Berlusconi "Siamo tutti un po' villani", e invocano: "Rocco Carlomagno direttore del Tg1". Con buona pace di Minzolini.
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Non ce la fa !
Meno male che c'è il Buttafuori < Ignazio >, stavolta però non ha usato il manganello, il Lupo difatti....perde il pelo ma non la camicia nera !