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Home Italia Politica interna Regionali. Berlusconi rabbioso e fantasioso, assolve i “pasticcioni” del Pdl

Regionali. Berlusconi rabbioso e fantasioso, assolve i “pasticcioni” del Pdl

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di Pietro Anastasio

Se la prende con la “sinistra sovietica”, con i magistrati che hanno escluso il Pdl e con il Tar. Il premier lancia in conferenza stampa la manifestazione del 20 marzo e scatena la bagarre con un giornalista. Adesso tutti gli sforzi "per far prevalere Renata Polverini". L’Opposizione: le solite fantasie di Berlusconi

ROMA – Con un lunghissimo memoriale sotto braccio e atteso da decine di telecamere e microfoni, Silvio Berlusconi si presenta nella sede romana del Pdl, in via dell’Umiltà. Toponomastica orwelliana, si potrebbe considerare alla luce dell’ennesima sparata del Cavaliere contro magistrati, militanti radicali, sinistra “sovietica” e Tar del Lazio.

Nonostante i video, le sentenze di questi giorni e le ammissioni dei diretti responsabili del “pasticcio romano”, il capo del Popolo della Libertà scagiona tutti i funzionari del partito. La verità, afferma il premier, è che “ci è stato impedito di presentare le liste”. A partire da questa considerazione, ripercorre tutta la vicenda e lancia la manifestazione di piazza del prossimo 20 marzo. A questo punto, spiega Berlusconi, della “carta bollata” si occuperanno i legali, perché noi “concentreremo tutti sforzi per far prevalere Renata Polverini”. Con o senza lista del Pdl.

Poi, a proposito di democrazia, ingaggia un battibecco con il giornalista Rocco Carlomagno, colpevole di aver fatto qualche domanda non gradita. Carlomagno viene cacciato fuori dalla sala stampa, strattonato dal ministro della Difesa, Ignazio La Russa.

Dall’opposizione, tanto il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, quanto il presidente dell’Idv, Antonio Di Pietro e persino il centrista Pier Ferdinando Casini, sottolineano la fantasiosità della ricostruzione berlusconiana dei fatti.

Tutta colpa dei magistrati...

“Ci è stato impedito di presentare le liste. non vi è stata da parte nostra nessuna responsabilità riconducibile a nostri dirigenti”. Berlusconi non ha dubbi e organizza una conferenza stampa “per reagire alla assoluta disinformazione che è stata fatta sulla vicenda delle liste e per dare una ricostruzione fedele di quanto è accaduto”.

Nel lungo memoriale letto dal premier, il punto nodale è uno: “Non c'è stata alcuna responsabilità riconducibile ai nostri responsabili al contrario di quello che si è voluto far credere. Ci è stato impedito di presentare le liste, con atti e comportamenti ben precisi”. Una “ricostruzione precisa, documentata, certificata” a partire dalla quale, annuncia, “noi faremo di nuovo ricorso e io sono sicuro che di fronte a questi fatti non potranno darci torto. Se così non fosse - ha sottolineato - sosterremo lo stesso la Polverini con la lista civica”.

Non c’è stato alcun tentativo di manomissione in extremis delle lista da parte dei rappresentanti del Pdl, continua il Cavaliere. “I radicali hanno inscenato una gazzarra senza mai mettere in dubbio la presenza dei rappresentanti del Pdl nella cancelleria ma sostenendo che fosse in atto una manomissione della lista. Cosa impossibile visto che ogni modifica doveva avvenire anche sui 248 atti dello scatolone con la documentazione, che non è mai stato toccato. Anzi, veniva impedito violentemente ai nostri rappresentanti di ritornare vicino alla documentazione”.
Poi ribaltando le ammissioni di Alfredo Milioni, l’uomo del panino, il presidente del Consiglio aggiunge: “I nostri delegati del Pdl del Lazio sono arrivati in tempo e prima del termine previsto all'interno della cancelleria per presentare la liste con tutta la relativa documentazione. Fin dalle 11.40 erano davanti alla cancelleria. E sono rimasti lì fino alla gazzarra inscenata dai radicali”, ha sottolineato il premier.
“Milioni e Polesi  - ha continuato Berlusconi - chiedevano l'intervento del magistrato ma con loro grande sorpresa, il dottor Diamanti, con l'aiuto di Anna Argento, decideva incredibilmente che erano esclusi, asserendo che si trovavano oltre una linea di un centimetro in questo grande salone”.

I rilievi del Tar sono “privi di pregio”

“Alle 17.40 Lo scatolone veniva consegnato ai carabinieri e veniva inventariato dettagliatamente. Solo alle 19.30, terminato l'inventario che è stato particolarmente lungo, veniva redatto il verbale. È Quindi privo di ogni fondamento - ha affermato  Berlusconi - il rilievo del Tar circa il tempo intercorso tra l'arrivo in cancelleria e la consegna ai carabinieri".
“Sia detto per inciso – ma non avevamo dubbi circa il ‘Berlusconi pensiero’ –  anche i rilievi del Tar sono privi di pregio in merito all'applicazione del decreto legge interpretativo”, ha aggiunto il premier, sottolineando che la questione “sarà oggetto di una conferenza stampa” in futuro.
Ciò che chiaro, per il leader del Pdl, è il fatto che “è stata violata la legge che riguarda la registrazione delle liste, perché i nostri delegati erano negli uffici entro l'orario stabilito, e poi sono state infrante anche le regole del buonsenso e verso di noi c'è stato un atteggiamento discriminatorio, come anche in Lombardia, con un atteggiamento fiscale verso di noi, mentre verso errori della sinistra si è chiuso un occhio”. Insomma, è stata violata la legge del “buonsenso” secondo il Cavaliere. Un “buonsenso” magari non previsto dalle normali regole democratiche, ma poco importa.

La sinistra “sovietica”

"Il comportamento della sinistra è stato ed è antidemocratico e meschino - ha accusato Berlusconi - noi ci saremmo comportati nel modo opposto. Ma daremo una lezione alla sinistra”. Dopo le minacce, le promesse.

“La gara vede i nostri avversari con un vantaggio indebito - ha aggiunto - ma vinceremo lo stesso". "Il Pd è come una squadra di calcio che vuole scendere in campo senza avversari, con l'arbitro amico che ha chiuso la squadra avversaria negli spogliatoi", ha detto il premier.

A questo punto, però, “dobbiamo far prevalere le ragioni della politica, i cittadini sono stanchi delle polemiche delle carte bollate - ha affermato Berlusconi - Lasciamo ai legali i ricorsi, noi presentiamo i nostri programmi con i nostri candidati”. “Abbiamo deciso  - ha aggiunto - di impegnarci anche nel Lazio affinché vinca il candidato migliore. Raddoppieremo i nostri sforzi per far vincere la nostra candidata, anche se la nostra lista non fosse presente”.

Il Pdl in piazza

"Dopo tante manifestazioni della sinistra e dintorni ho ceduto anche io alla richiesta di molti deputati, coordinatori regionali e provinciali, di indire una manifestazione in difesa del diritto di voto che presumibilmente si terrà il 20 marzo a Roma", ha detto il premier. "Noi - ha  aggiunto - non siamo abituati a protestare, sarà una manifestazione di proposta. Chiameremo i 13 candidati governatori a un patto".
"Io sono un ottimista e quindi penso che la ragione debba prevalere. Quindi penso che alla fine per gli elettori ci sarà la possibilità di scegliere sulle schede il simbolo del Pdl", ha concluso Berlusconi.
Una piazza, quella del 20 marzo, in cui mancherà di certo Gianfranco Fini. Il numero uno di Palazzo Montecitorio ha infatti annunciato che non parteciperà alla manifestazione a Roma indetta da Silvio Berlusconi. “Il presidente della Camera – ha spiegato Fini - non va a manifestazioni elettorali organizzate dai partiti in campagna elettorale”.

L’opposizione contro le "fantasie" del premier

Di ricostruzione “fantasiosa” del premier parla il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, aggiungendo che: “Noi abbiamo solo chiesto il rispetto delle regole per tutti” e “non abbiamo detto una parola di critica su questa vicenda”. Per il segretario del Pd, questo è comunque il momento “di tornare a parlare di temi che interessano l'agenda politica nel rispetto delle regole basilari. Chiediamo noi al governo un atto di responsabilità reciproco per tornare a discutere delle cose più importante con la certezza che continuando a picconare il sistema non si va da nessuna parte”.
Berlusconi “è un baro” afferma, invece, Antonio Di Pietro. Il presidente dell’Idv dichiara, senza troppi giri di parole, che “Berlusconi è un falsario, un baro che cambia le carte in tavola. Ci sono delle sentenze dei tribunali – ha continuato Di Pietro – che hanno dimostrato che all'ora designata, i rappresentanti del Pdl non hanno consegnato le firme, che le firme non erano sufficienti e che le regole non erano state rispettate”.
Infine per il leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini, il premier “è come il padre che, per il figlio bocciato, se la prende con il professore invece di redarguire il ragazzo che non studia”. “Noi pensavamo - dice il leader dell'Udc nel corso di una conferenza stampa a Montecitorio - che la vicenda si dovesse dipanare chiedendo scusa degli errori fatti. Non è stato così. E' inutile prendersela con la magistratura per gli sbagli fatti dai propri dirigenti e alimentare la sfiducia nelle istituzioni proprio da parte di chi è una delle istituzioni più importanti, come il presidente del Consiglio”.

 


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Commenti (1)Add Comment
Un baro?
scritto da paola friedrichs , marzo 11, 2010
Il linguaggio diplomatico non é adatto per un tipo come B: Una persona che mente cosí sfacciatamente, che gira la veritá giá provata in questo modo é una persona squallida, non sa cosa vuol dite la parola " onore".
Ho assistito alla conferenza stampa, che io non chiamerei cosí. La figura di La Russa, che giá nella sua ultima visita in America si era distinta per il suo comportamento primitivo e non certo degno della posizione che occupa, nei confronti di alcuni dimostranti, ieri ha confermato che tipo di gente ci governi.
Di Pietro usa parole dure, ma non sono meritate? Diversamente il buonismo diventa debolezza ed ipocrisia.
Fino a quando dovremo sospirare cosí profondamente?
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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 11 Marzo 2010 19:36 )  

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