di Amerigo Rivieccio
Per impedire il dibattito il governo potrebbe porre la fiducia. La storia delle leggi ad personam. I veri problemi della giustizia
ULTIMORA - Il governo ha chiesto il voto di fiducia "considerando l'alto numero di emendamenti presentati". In questo modo, praticamente si troncherebbe il dibattito. Dai banchi dell'opposizione si sono levate immediate proteste.
Grande battaglia oggi al Senato nel corso della discussione sulla norma detta ‘Legittimo impedimento’, il titolo completo è ‘Disposizioni in materia di impedimento a comparire in udienza’ . La norma prevede, come è ormai noto, la possibilità per le più alte cariche dello Stato di non comparire davanti ad un magistrato che ne richiedesse la presenza in un’aula di giustizia sostanzialmente autocertificando l’assoluto impedimento alla presenza davanti al giudice stesso per impegni istituzionali.
Finocchiaro( Pd) .no a tempi contingentati
Sul legittimo impedimento in discussione e sulla questione del contingentamento dei tempi del dibattito la Presidente Finocchiaro ha affermato: “Riteniamo che proprio su questo provvedimento sia impossibile andare ad un contingentamento dei tempi e poniamo a lei [Presidente Schifani] la questione con tutta la forza di cui siamo capaci. Questo non è un provvedimento di routine. Al di là dello straniamento che credo prenda qualunque persona di buon senso per il fatto che, mentre il Paese marcisce, siamo qui a discutere del legittimo impedimento, vorrei ricordare che si tratta di un disegno di legge che ha una lunga storia parlamentare, forse non quella legata alla sua vita nella discussione alla Camera e al Senato: viene infatti da un altro provvedimento, il lodo Alfano, che a sua volta trovava le proprie radici in un altro ancora, quello che porta il suo nome, Presidente, il lodo Schifani. Ci troviamo cioè di fronte ad un provvedimento che ha seguito la storia politica ed ha assecondato la concezione del potere che contraddistingue il Presidente del Consiglio e la sua maggioranza in questi anni, che oggi viene qui per la prima volta (l'Assemblea del Senato non l'ha mai conosciuto) e riteniamo assolutamente impossibile - uso questo aggettivo per non adoperarne un altro, assai più sgradevole - che su questo disegno di legge si proceda per tempi contingentati.
E’ stato poi il turno del relatore di minoranza, il senatore del PD ed ex magistrato Felice Casson, a portare altre stilettate alla proposta governativa.
“ E’veramente paradossale- ha detto- che di fronte ai mali della giustizia e alle gravi disfunzioni del sistema giustizia che tutti conosciamo e denunciamo da tempo - mali e disfunzioni che sono assolutamente inaccettabili - si presenti in Parlamento da parte del Governo con il sostegno della sua maggioranza un disegno di legge che non interviene assolutamente, in alcuna maniera, neanche in minima parte, per cercare di porre rimedio a questi mali e a queste disfunzioni del pianeta giustizia.”
Un fiume di critiche:legge incostituzionale
Ed è un fiume di critiche che piovono dai banchi delle opposizioni: per la senatrice del Pd Maria Incostante, vice presidente della Commissione Affari costituzionali di Palazzo Madama: “Dopo la 'finanza creativa' del ministro Tremonti con questo provvedimento sul legittimo impedimento stiamo passando alla 'legislazione creativa', una legislazione cioe' sempre piu' avulsa dai principi fondamentali dell'ordinamento e che arriva addirittura a proporre l'approvazione di norme 'ponte' incostituzionali che diano la stura a successive leggi costituzionali”
Dichiarando poi: "Siamo al pret a' porter del diritto ,confezionare qualcosa che serve subito e annunciare di preparare un'altra cosa che servira' successivamente o magari non sara' necessaria qualora i reati del premier siano prescritti.
Il senatore dell'Idv Pancho Pardi ha affermato: "Berlusconi non è l'eletto dal popolo ma ha approfittato dell'artificio iconografico di una legge elettorale infame che prevede che ci sia il nome del candidato premier nel simbolo. E la minaccia di Berlusconi è una minaccia da perfetto energumeno istituzionale".
Le magliette bianche: se anche tutti, io no
La maggioranza, pur avendo aggirato la questione delle 5 pregiudiziali di costituzionalità avanzate e respinte, sembra invece decisa a porre la questione di fiducia sul provvedimento, cosa che risolverebbe i 1.700 emendamenti presentati dalle opposizioni e l’ostruzionismo annunciato dall’opposizione interrompendosi la discussione in aula e passandosi direttamente alle dichiarazione di voto.
Ciò che resta di questa lunga giornata al Senato della Repubblica è forse solo un drappello di senatrici democratiche che esibiscono le loro magliette bianche con il motto dei giovani universitari tedeschi della Rosa bianca usato come forma di protesta durante il nazismo per dire no a un sistema dittatoriale.
"Etiam si omnes, ego no", "se anche tutti, io no".
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scritto da danierla , marzo 10, 2010
scritto da vedovabianca , marzo 10, 2010
Senza passamontagna e a viso scoperto Il PDL ( Partito Dei Ladri ) si prepara al 31.mo furto in Parlamento , rapinandoci ancora una volta di un'altra Direttiva Costituzionale in materia di Giustizia.
Si va verso la modifica di : < La LEGGE NON è UGUALE per Tutti > !
























