di Alessandro Ambrosin Galleria Fotografica di Aldo Feroce
ROMA - Dopo la giornata di ieri, che ha visto il Popolo Viola e la società civile scendere nelle piazze per protestare contro l'approvazione del cosiddetto decreto salva-liste, oggi migliaia di persone sono tornate nuovamente a gridare il loro dissenso.
Lo hanno fatto dalle maggiori piazze dell'Italia o davanti alle prefetture provinciali, dall'estremo nord al profondo sud: da piazza del Plebiscito a Firenze, da piazza della Repubblica a Ferrara, da piazza Castello a Campobasso, da Arezzo, Sassari, Reggio Calabria, Bari, Messina, Milano, Torino, Catania, Pistoia e Pescara, Bologna, Firenze e Civitavecchia solo per citarne alcune. E non poteva mancare Roma, dove in una delle piazze più suggestive della capitale, piazza Navona, migliaia di persone si sono incontrate pacificamente per difendere la Carta Costituzionale e protestare contro l'incostituzionalità del recente decreto legge varato dal governo Berlusconi che ha rimesso in corsa le liste del Pdl alle regionali.
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Un'iniziativa riuscitissima, se si pensa alla velocità con la quale è stato allestito il palco centrale in questo luogo storico, che fu lo stadio dell'imperatore Domiziano, dove si sono succeduti ad un ritmo incalzante interventi di denuncia e di esasperazione sugli ultimi gravi accadimenti politici. "In piazza Navona ci sono più di 5.000 persone" ha riferito Gianfranco Mascia, uno dei portavoce del Popolo Viola, che ha voluto sottolineare quanti elettori stia perdendo Berlusconi proprio a causa di questo decreto. Anzi, Mascia ha poi ricordato che molte persone del centro destra proprio in queste ore stanno aderendo al movimento viola. Â
"Siamo riusciti a dare risposte che i partiti finora non sono riusciti a dare ai cittadini e solo adesso i partiti hanno capito che si devono mobilitare". E poi: "Non bisogna fare l'Aventino ma è il momento di mettersi in gioco. I cittadini - ha precisato il portavoce dei viola-  rappresentano la parte dura della società che può difendere le istituzioni." Qualche critica diretta è arrivata anche al Presidente della Repubblica: "Secondo noi Napolitano, con tutto il rispetto che abbiamo per lui, ha sbagliato. Non abbiamo capito la rapidità della firma al decreto legge e le motivazioni". Secondo il portavoce del Popolo viola, "in questo modo l'incompetenza e l'illegalità non subiscono la sanzione prevista dalla legge. È l'ennesima dimostrazione - ha commentato Mascia - che le nostre forze politiche e i gruppi di potere dirigenti spingono perchè non ci siano sanzioni per l'incompentenza e l'illegalità ". Â
Altissima la partecipazione anche da parte dell'opposizione. L'Italia dei Valori, il Partito Democratico, i Verdi, Rifondazione Comunista e Sinistra Ecologia e Libertà non hanno voluto mancare a questo appuntamento romano per ribadire ulteriormente la loro adesione alla manifestazione nazionale che si terrà sabato 13 marzo nella capitale. Una data importante, che di fatto raccoglie tutte le piccole e grandi mobilitazioni che si sono svolte finora su tutta la penisola. Insomma il 13 sarà l'ennesima occasione per denunciare lo stato in cui è precipitato il paese, e sarà la società civile a ricordarlo ancora una volta.
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