Il corsivo di Puck
S’è arrampicata sugli specchi, Emma Bonino, pur di difendere il suo collega di partito, Marco Beltrandi che l’ha combinata proprio grossa contribuendo a mettere il bavaglio alla televisione pubblica per tutto il periodo elettorale, offrendo un’insperata carta alla maggioranza, cui non è parso vero di togliersi dalla schiena (per non dire altre parti del corpo) Santoro, Floris, la Gabbanelli, sacrificando Vespa che si potrebbe reinserire con un Lodo predisposto da Ghedini.
Emma, più volte, è scivolata rischiando pericolose fratture, in senso fisico e in senso politico. Ci chiediamo e Le chiediamo: difendere l’operato indifendibile del suo collega Beltrandi, vale più di una presidenza della Regione Lazio. Sappiamo che la domanda è inquietante, ma c’è venuta spontanea mentre ad Anno zero spiegava, senza che le venisse il minimo dubbio, e se ne aveva faceva di tutto per non mostrarlo, che si era menato tanto scandalo per niente, perché tutto, regolamento alla mano, dimostrava che non cambiava niente, i programmi dovevano solo rispondere alla par condicio. I conduttori, da Santoro a Floris alla Annunziata, tutti gli altri compreso Vespa, seppur con voce flebile, il Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti, la Federazione nazionale della stampa con il sindacato dei giornalisti Rai, Articolo 21, consiglieri di amministrazione Rai, membri della Commissione di Vigilanza che hanno abbandonato la seduta nel corso della sciagurata giornata, come la chiama Vincenzo Vita, una lunga esperienza nel campo dell’informazione, il segretario del Pd, esponenti dell’Idv, l’Udc che pure con il suo deputato ha consentito il numero legale in  Commissione, e infine molti dubbi del presidente della dirigenza della azienda di Viale Mazzini hanno capito che qualcosa era cambiato.
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Basta leggere il testo del regolamento per capire che se tu ai programmi di approfondimento devi applicare le regole della comunicazione politica non fai più informazione. La comunicazione politica non viene decisa dalle redazioni, dai conduttori, dai direttori. Sono altri che decidono di cosa si parla, quali sono gli ospiti, quali collegamenti con l’esterno. E’ la fine dell’approfondimento, dell’inchiesta, delle interviste. Lo dice, con tono trionfalistico quasi portando in mano lo scalpo di Santoro, lo stesso Beltrandi e un gongolante Berlusconi che ha provato più volte a mandare a casa Biagi. Ma la Bonino, imperterrita: se leggete il regolamento vedrete che i programmi così come sono ora si possono fare magari in altri orari lasciando alla comunicazione politica gli spazi che ora occupano ora. Oppure rispettando alcune regole che si possono adattare. Speriamo di aver capito male perché ciò, anche volendo, non è possibile. Il segretario della Fnsi ha colto al volo l’occasione: va bene, facciamo così. Una provocazione, ma la cara Emma non l’ha colta. Pensa davvero che sia possibile cambiare in toto un palinsesto, spostare orari, spostare pubblicità , turlupinare gli inserzionisti? I programmi che dovrebbero adattarsi alle regole delle tribune si calcola, dati Rai, che siano più di trenta. Si parla anche di cinquanta. Già si paventa, grazie a Beltrandi alleato dei berlusconiani, una perdita di tre miliardi di pubblicità , buco che pagheremo noi cittadini che già ci siamo visti aumentare il canone per una televisione che non brilla. Proprio il contrario. Emma ha la capacità e la volontà , l’entusiasmo, per fare bene tante cose, pensate anche per vincere la sfida con la Polverini, che ormai veste sempre più in nero. Il ruolo dell’avvocato di ufficio non le si addice. Soprattutto in una campagna elettorale dove ha impegnato tutta sé stessa, la sua storia, per vincere la sfida con la Polverini, che ormai veste sempre più in nero.
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Commenti (9)

Chi si arrampica davvero?
scritto da Luca Nicotra , febbraio 12, 2010
scritto da Luca Nicotra , febbraio 12, 2010
Ringrazio serena per avermi anticipato ... addirittura mettendo il link al mio post. In ogni caso anche tu Puck, visto che magari uno si esprime senza aver letto il provvedimento, e magari si fida di repubblica.it, dacci un'occhiata e poi magari ne riparliamo ...
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Per la destra è un autogol
scritto da Massimo Preitano , febbraio 12, 2010
scritto da Massimo Preitano , febbraio 12, 2010
Come si fa a dire che questo provvedimento avvantaggia la destra? La Polverini deve tutta la sua notorietà a Ballarò e al fatto di esservi stata invitata di continuo. Un personaggio come Lupi imperversa tra annozero e ballarò al punto che, secondo me, si sarà fatto allestire una foresteria in Rai. Solo l'imprevedibilità ò del cavaliere e la sua sporadica capacità di confezionare degli autogol hanno consentito a questo provvedimento di essere stato approvato. L'accordo era quello di eliminare tutti i partiti minori e le presenze estranee. Sul primo ce l'hanno fatta (voto compatto di PD e PDL), il secondo gli è scoppiato in mano. Adesso per un mese avremo forse la possibilità di vedre qualche faccia nuova! Beltrandi è stato bravissimo
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quante balle
scritto da viviana , febbraio 12, 2010
scritto da viviana , febbraio 12, 2010
non so se puck abia letto kl regolamento ma le cose che dice sono sacrosante. Sia la Bonino che altri radicalòi vedono annozero e altre trasmisioni come luoghi dove si confdrontano i politici. Il punto fondamentale invece è un altro. Queste trasmissioni danno servizi, a partirte da qelli di Ruotolo, moilto belli sulla realtà italiana. le inchieste della Gabanelli sono uno sapaccato di grande livello. se si applicano a questi programmi le regole delle ytribune elettorali tutto questo non si può più fare. forse puck non avrà letto il regolamento ma a ncora èpiù grave e non capoire niente di informazione e televisione e voler tranciare giudizi. grazie puck
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io operaio
scritto da arnaldo , febbraio 12, 2010
scritto da arnaldo , febbraio 12, 2010
sono uin operaio cassa integrato. se voglio che i giornbali, tv pubblica compresa salvo eccezione, parlino dei mie pronblemi devo salore su un tetto, occupare una stazione, una strada. Slolo grazier a quei programmi cui nsi vuole mettere il bavaglio per un mese danno spazio a noi lavoratori. La Bonino non ha pensatoa tutto questo.
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noi ignorati
scritto da attilio , febbraio 12, 2010
scritto da attilio , febbraio 12, 2010
noi operai nella televisione pubblica siamo presenti solo in alcuni servizi nei programmi di Santoro, Floris, Gabannelli. Vogliop capire una cosa. Se in questi servizi noi operai critivchiamo la politivca di Berlusconi, Tremonti e Scajola il giornalista, visto il nuovo regolamento, deve avere anche il parere di uno di loro o comunque una presenza opposta come nelle ttribune èpolitiche. Siamo all'assurdo, cara Emma
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Bonino ! Te la potevi evitare la figuraccia !
scritto da vedovabianca , febbraio 12, 2010
Partita in quarta è riuscita ad inquartarsi da sola. Ad annozero ha fatto il contrario di quanto da radicale ha sempre predicato. La chiamavano < STAMPA DI REGIME > fino a che quasi tutti gli ex radicali non si son confluiti a fare ( si dice da portavoce o portaborse ) ? al Cavaliere. Ha cercato di fare la maestrina con tanto di regolamento a seguito, invitanto tutti gli altri a leggere bene, ma Emma : sei sicura che erano tutti gli altri a non saper dare il senso interpretativo a quel regolamento che si leggeva ?
scritto da vedovabianca , febbraio 12, 2010
Partita in quarta è riuscita ad inquartarsi da sola. Ad annozero ha fatto il contrario di quanto da radicale ha sempre predicato. La chiamavano < STAMPA DI REGIME > fino a che quasi tutti gli ex radicali non si son confluiti a fare ( si dice da portavoce o portaborse ) ? al Cavaliere. Ha cercato di fare la maestrina con tanto di regolamento a seguito, invitanto tutti gli altri a leggere bene, ma Emma : sei sicura che erano tutti gli altri a non saper dare il senso interpretativo a quel regolamento che si leggeva ?
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...
scritto da serena , febbraio 12, 2010
scritto da serena , febbraio 12, 2010
Il programma della Gabanelli resta com'è, solo chi invita abitualmente dei politici nel mese prima delle elezioni deve farlo senza privilegiare qualcuno a danno d'altri, mentre per i servizi – sugli operai, su quel che vuole il conduttore – non cambia nulla. Dov'è il casino?
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scritto da Hyksos , febbraio 13, 2010
scritto da Hyksos , febbraio 13, 2010
1) Il regolamento non si applica a tg o trasmissioni di inchiesta come Report.
2) Il regolamento non dice che i talk show non debbano andare in onda. Dicono solo che per farlo devono ospitare (e solo nell'ultimo mese di campagna elettorale) tutte le voci, come le tribune politiche, senza arbitrio del conduttore. I servizi sugli operai possono rimanere.
2) Il regolamento non dice che i talk show non debbano andare in onda. Dicono solo che per farlo devono ospitare (e solo nell'ultimo mese di campagna elettorale) tutte le voci, come le tribune politiche, senza arbitrio del conduttore. I servizi sugli operai possono rimanere.
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Davvero è impossibile che per l'ultimo mese della campagna elettorale programmi del servizio pubblico, come AnnoZero, conservino la loro impostazione con l'unico vincolo di ospitare equamente candidati e rappresentanti dei partiti? Il vincolo (posto, in questo caso, dal garante) vale anche per i programmi Mediaset.
http://www.lucanicotra.org/sul...atica-sopp