di Sergio Vasarri
E’ filo russo il nuovo Presidente. Ribalta l’esito delle ultime presidenziali e batte il premier in carica Iulia Timoshenko, che denuncia brogli elettorali. La Rivoluzioine Arancione al capolinea
ROMA - La Rivoluzione Arancione è arrivata al capolinea? Si direbbe proprio di sì e l’evidenza è sotto gli occhi di tutti. Infatti, quel Viktor Yanukovich che era stato spazzato via proprio dall’onda arancione montata contro i presunti brogli a suo favore nelle elezioni presidenziali del 2005, si prende la sua rivincita.
Gli ultimi dati della Commissione elettorale centrale di Kiev non ammettono repliche: col 98% delle schede scrutinate Yanukovich è al 48,40% dei voti, mentre la pasionaria ucraina Timoshenko si ferma 46%. I seggi che restano da scrutinare, inoltre, si collocano in Crimea, ovvero in uno dei feudi del leader filo-russo.La lotta del ballottaggio si conclude dunque qui, con un esito forse annunciato. E si conclude un po’ per tutti, tranne che per la Timoshenko, che non ammette la sconfitta e denuncia brogli elettorali e pressioni illecite di vario tipo.
Tutto regolare per gli osservatori internazionali
Gli osservatori neutrali internazionali, sotto l’egida dell’OCSE (Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa), hanno seguito le operazioni di voto e dichiarano che tutto si è svolto in maniera regolare: staremo a vedere. Proprio la sollevazione popolare contro i brogli a favore di Yanukovich nella presidenziali del 2005, e il tentativo di avvelenamento alla diossina del leader dell’opposizione Viktor Juščenko, avevano portato quest’ultimo e la Timoshenko al potere, l’uno come Presidente e l’altra come Capo del Governo.
Timoshenko e Juščenko si sono ritrovati da avversari al primo turno, e a spuntarla è stata la giovane premier, che poi ha fatto le spese anche di questa divisione al ballottaggio.
Fragili coalizioni di governo
Infatti, i problemi del fronte arancione nascono quasi all’indomani del successo del 2005. Nel 2006, nel 2007 e nel 2008, per ben tre volte, il popolo ucraino è chiamato alle urne per sostenere fragili coalizioni il cui operato finisce per scontentare un po’ tutte le categorie.
Fino al risultato odierno, che apre nuovi scenari per il Paese, soprattutto nello scacchiere internazionale. Infatti, se Iulia Timoshenko aveva rivolto lo sguardo a occidente, all’UE e alla NATO, agli Stati Uniti e ad un modello di sviluppo liberista, Viktor Yanukovich intende riportare l’incerta – ma potenzialmente importante – economia ucraina sotto l’ombrello di Mosca. E’ infatti nel partner storico russo che Yanukovich ripone le speranze per una normalizzazione dei rapporti nell’area e per una ripresa di proficue relazioni economiche. Anche per superare una volta per tutte, i problemi connessi alle forniture energetiche – gas naturale in primis – ai Paesi della regione e a quelli occidentali.
In attesa dei risultati definitivi, sebbene la vittoria di Yanukovich non sia a rischio, il premier Timoshenko ha minacciato una nuova Rivoluzione arancione contro i nuovi, presunti brogli. Stavolta pero anche Yanukovich mobiliterà la piazza, convocando una grande manifestazione davanti alla Commissione elettorale. L’auspicio è che le manifestazioni abbiamo un esito pacifico.
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