di Pietro Anastasio
MONACO DI BAVIERA – “Deludente” la risposta di Teheran sulla questione del programma nucleare ed un accordo tra l’Iran e l’Occidente è lontano dal realizzarsi. Il segretario americano alla difesa, Robert Gates, gela l’ottimismo mostrato dal ministro degli Esteri del governo di Ahmadinejad, Manuchehr Mottaki, durante la prima giornata della 46esima conferenza internazionale sulla sicurezza, in corso a Monaco di Baviera.
Il ministro iraniano aveva infatti indicato come ormai prossimo, l’accordo sull’arricchimento dell’uranio iraniano all’estero. “Ci avviciniamo a un accordo finale che può essere accettato da tutte le parti”, ha dichiarato Mottaki. Il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad, ha ricordato ancora il ministro, aveva segnalato martedì che il suo paese è pronto a scambiare una parte del suo uranio leggermente arricchito (al 3,5%) con il combustibile molto arricchito (al 20%), destinato al suo reattore di ricerca di Teheran. “Riguardo alle discussioni con le varie parti, penso personalmente che abbiamo creato le condizioni favorevoli per uno scambio in un futuro abbastanza prossimo”, ha proseguito. Di tutt’altro avviso lo statunitense Gates, anche se il consigliere per la Sicurezza nazionale Usa, James Jones, durante la seconda giornata di lavori della conferenza bavarese, assicura che “la porta della diplomazia con l'Iran rimane aperta”.
Gates, in visita ad Ankara, ha precisato che dall'Occidente verrà una risposta solo se l'Iran darà seguito alla “proposta originaria”del gruppo 5+1 (Usa, Russia, Cina, Francia, Gran Bretagna e Germania), comunicandolo all’Aiea. Mottaki aveva invece ribadito la volontà di Teheran di fissare - in base alle proprie necessità - le quantità di uranio che verrebbero esportate per essere arricchite. La proposta originaria del gruppo 5+1 prevede al contrario che l'Iran consegni 1.200 dei 1.500 kg di uranio arricchito al 3,5 per cento di cui dispone, per poi vedersi restituire lo stesso stock arricchito al 20%, da utilizzare per un impianto dove si producono isotopi per la cura dei tumori.
Anche Jones da Monaco ha ammonito Teheran a dare delle risposte sul proprio programma nucleare, pena l'imposizione di nuove sanzioni. “Il livello senza precedenti del consenso internazionale e unità nei confronti dell'Iran rispetto al suo programma nucleare dimostra che Teheran deve assumersi le proprie responsabilità o rischia sanzioni più forti e forse anche un maggiore isolamento”, ha detto Jones.
Jones ha sottolineato l'incomprensibile atteggiamento di sfida di Ahmadinejad . “Un atteggiamento”, ha sottolineato, “che adesso richiede a tutti noi di lavorare insieme, come alleati e partner, su un secondo binario di maggiori pressioni".
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