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Home Italia Politica interna Berlusconi. La via del buonismo per affossare la Costituzione

Berlusconi. La via del buonismo per affossare la Costituzione

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di Alessandro Cardulli

Fini  fa gli auguri di Natale a Feltri e gli imvia un flacone di Valium.I tanti “casi†che agitano la maggioranza.  Si invocano le riforme ma in realtà sono solo “salva processi†del  premier

Un’ondata di buonismo, facciamo la pace nel nome di Berlusconi che è tornato a casa. Il capo del governo è molto “avvilito,†vuole prendere lui in mano la situazione. Nei giorni della convalescenza si farà portatore di pace, indicherà ai suoi avversari, che  ora evita di chiamare nemici,  la strada da seguire per eliminare le tensioni, il clima di odio che sarebbe stato scatenato  contro di lui  dai diversi ambienti politici, giornalistici, intellettuali, dal  popolo di Facebook,  da web,  rete,  quotidiani on line.   I giornali “terzistiâ€,le televisioni, Rai in testa, sono contenti che finalmente maggioranza e opposizione tornano a parlarsi. Ma guarda caso, proprio il quotidiano che sta  più a cuore alla “famiglia†berlusconiana, il “ Giornaleâ€, si fa sempre più duro, offensivo,,provocatore nei confronti del presidente della Camera, Gianfranco Fini. Il direttore Feltri sembra scrivere in preda ad attacchi di bile tanto che il cofondatore del Pdl gli invia un flacone di Valium insieme a un biglietto di auguri di Buon Natale. "Egregio direttore- scrive Fini - per festività 'serene' senza ossessioni e allucinazioni. Firmato: Gianfranco Fini". Scrivono al direttore La Russa, parlamentari ex An, per riportare pace. Niente, Feltri continua imperterrito “ Avere un Fini che rema contro -scrive - non è più una risorsa per il Pdl, ma un problema. Da risolvere in fretta"  perché,   "ora viviamo in una situazione di emergenza e il centrodestra ha bisogno di essere unito per agire senza tentennamenti a costo di adottare mezzi e sistemi eccezionali". Eppure proprio il presidente della Camera è stato fra i più solleciti nell’esprimere solidarietà al premier, lo è andato a trovare, dovrebbe fargli visita nella villa di  Arcore. Allora perché?  Siamo alla tipica politica berlusconiana.. Se torniamo ad  essere pappa e ciccia tutto bene, ti meriti la carota. Altrimenti c’è il bastone di Feltri sempre pronto a colpire.

Il “caso “ Galan scuote il Pdl del Veneto

Cosa sta accadendo  tanto da far tornare in primo piano la prospettiva di affidare l’incarico di vicepremier a Gianni Letta, indicato come il capo delle “ colombe†contrapposto ai “falchiâ€tipo Cicchtto? Berlusconi avverte che la “ coesione†di cui parla,la solidità del Pdl, è tutta una frottola. C’è il “caso Fini†che non è poca cosa. Si apre il “caso†Galan il governatore del Veneto che sarà fatto fuori per esaudire i diktat di Bossi che “ conquista†le candidature nel Veneto, appunto, in Piemonte e contatta posti di rilievo in Lombardia. Il capo leghista detta legge ma nel Veneto, proprio su Facebook, c’è una vera e propria rivolta. “ Galan presenta una lista civica, siamo tutti con teâ€, scrivono tanti elettori del Pdl. E sul sito ufficiale di Galan: "La Lega è fautrice della politica del tombino contro la politica delle idee e dei valori".  Ancora: "La Lega è fautrice della politicatombino contro la politica delle idee e dei valori". E si potrebbe continuare.  Berlusconi pensava di tacitare galan con un posto di ministro ma è tutto da vedere.Poi c’è il “ caso†Sicilia con una lotta a coltello tutta interna  alla maggioranza. Ci sono candidature  alle Regionali ancora da definire. Il nodo della Campania dove il coordinatore del Pdl e sottosegretario, Cosentino, non è presentabile. E’ stato salvato dal voto della  maggioranza, con qualche aggregato, dall’arresto richiesto dalla Procura. Ma per fare un passo indietro vuole qualcosa di molto sostanzioso. Berlusconi sente che gli scricchioli della barca Pdl si fanno sempre più insistenti. Ha bisogno di pace interna. Altrimenti tutto il suo castello, stracciare la Costituzione e mandare a carte quarantotto i valori fondanti della nostra democrazia, sarebbe destinato a crollare.

La maggioranza fa l’occhiolino a Pd e Udc

Per un disegno di tal genere ci vuole una maggioranza, davvero coesa, che faccia l’occhiolino all’opposizione Da qui parte l’appello ai partiti che condannano la violenza per un patto che apra la strada alle riforme. Ecco spunta di nuovo la parola magica: il dialogo, appunto, sulle riforme. Ma prima ci sono due o tre cosucce da fare. I berluscones riconoscono che il processo breve, il legittimo impedimento, l’immunità, non sono riforme e quindi vanno avanti come se niente fosse. Vogliono chiudere prima della fine di gennaio. Intanto il ministro Alfano emette  un editto per trasferire d’ufficio centocinquanta magistrati, eludendo il parere del Consiglio superiore della Magistratura. Un atto d’imperio nello stile “alfanianoâ€. Il  dialogo che la maggioranza auspica serve per trovare soluzioni tali da evitare i processi in corso che hanno come imputato Berlusconi  e, se ci saranno, quelli futuri. Insomma un inciucio e per fare questo il buonismo è la carta vincente. Non solo può dividere il Pd e il Pd dall’Udc. Lo stesso D’Alema in una intervista pare farsi sostenitore del “ danno minore†una leggina che riguardi solo il capo del governo. Poi smentisce,spiega, ma il “popolo†del Pd entra in fibrillazione.Bersani deve confermare che non saranno votate leggi ad personam. Qui siamo, e le riforme sulla quali dialogare?  C’è un Parlamento, lì ci si confronta.

Già il Parlamento, ma guarda caso Berlusconi lo ritiene un ente inutile, dannoso. Come la Corte Costituzionale, il Consiglio superiore della Magistratura. E anche quel Napolitano che viene dal Pci. Allora? Il buonismo in vendita non può interessare una opposizione che voglia essere tale. Ognuno metta in tavola le carte che ha in mano e  intende giocare. Alla luce del sole.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


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Ultimo aggiornamento ( Sabato 19 Dicembre 2009 16:50 )  

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