di Fabrizio Prosperi
ROMA - Dopo i duri attacchi della Padania e del ministro Calderoli al cardinale Dionigi Tettamanzi, colpevole secondo il Carroccio di aver richiamato l’attenzione delle istituzioni milanesi sui temi della moralità e dell’accoglienza esortando gli amministratori a riflettere sul tradizionale “solidarismo ambrosianoâ€, entrano nella polemica in difesa del porporato le istituzioni ecclesiastiche a vari livelli e, oltre a numerosi esponenti politici della opposizione e pure della maggioranza, ma non Berlusconi,anche il Presidente della Repubblica.
Il cardinale segretario di stato Tarcisio Bertone chiede con forza “rispetto e verità per il cardinale di Milano†sottolineando la grande caratura morale di un uomo “pastore della Chiesa, che dà la vita per il suo popoloâ€. “Il cardinale Tettamanzi – gli fa eco padre Federico Lombardi, direttore della sala stampa del Vaticano, che esprime "stupore e disappunto", per quanto detto contro l'Arcivescovo - è una figura di grande rilievo della Chiesa in Italia ed è degna del massimo rispetto. Conosce bene la diocesi di Milano, di cui è autorevole pastore, e sa quali sono i messaggi opportuni per la comunità ecclesiale che gli è affidata e per il popolo di Milano e della Lombardia, per promuovere il senso della solidarietà e della convivenza civile. Non si può parlare di lui con espressioni non rispettose o addirittura offensive e non ha senso cercare di contrapporlo ad altre autorità ecclesiastiche. Non è certo questa la via per contribuire al bene comune, che è al centro delle preoccupazioni del cardinale Tettamanziâ€.
Anche il Cardinale Carlo Maria Martini, di cui Tettamanzi rese il posto a Milano, ha espresso ai suoi collaboratori tutta la sua "amarezza", per gli ingiustificati attacchi al suo successore al quale ha riconfrmato "tutta la sua stima e riconoscenza in un momento così delicato". Di fronte a tanta solidarietà il cardinale Tettamanzi ha commentato con una battuta ironica: "Non sono ancora un martire".
Dalle colonne di Avvenire, giornale dei vescovi, si parla di imbarazzo e vergogna per la Lega: “chi è arrivato a sostenere che l’arcivescovo di Milano si occuperebbe politicamente solo di rom e di musulmani, e non avrebbe mai difeso il crocifisso, sostiene slogan indegni, senza misericordia e senza verità . Sono polemiche che fanno rumore, ma portano vergogna e imbarazzo solo su chi le scatena, non certo su chi le subisceâ€. Elio Sgreccia, presidente emerito della Pontificia Accademia per la Vita, ama ricordare di Tettamanzi “la sua grande competenza in materia di morale e la sua attenzione agli immigrati.
Forse a qualche partito non può far piacere, ma questo non può giustificare un attacco così volgareâ€. E sul caso interviene anche la più alta carica dello Stato, Giorgio Napolitano, che tiene a sottolineare come “l'impegno della Chiesa nella vita sociale è essenziale per la società italiana†e come più volte ha ripetuto: “La religione è un fatto pubblicoâ€.
"I leghisti dicono che Tettamanzi è l'iman di Milano? Siamo contenti, è un segno di fraternità ", così Don Gallo, fondatore della Comunità di San Benedetto, esprime la sua solidarietà al vescovo di Milano.
Si mobilita anche l’associazionismo in difesa del cardinale, con Azione cattolica di Milano che scrive una lettera aperta con l’impegno di “mettere in pratica tutti i suoi insegnamenti†e l’Associazione medici cattolici italiani che gli esprime massima solidarietà . ‘Noi Siamo Chiesa’, un movimento del dissenso cattolico, definisce la Lega “un partito paganoâ€. Il ministro Calderoli fa finta di una sia pur minima mkarcia indietro dichiarandosi "assolutamente d’accordo su quello che ha detto il presidente Napolitano sul ruolo della Chiesa." Poi però ribadisce: "Non vedo perchè pensare sempre a quelli che vengono da fuori", quasi che gli immigrati sia dei privilegiatoi che si godono la vita. Poi, con una botta di demagogia, afferma: " Pensiamo a chi non arriva alla fine del mese, ai poveretti, poi pensiamo agli altriâ€. Ma il governo di cui fa parte non mostra di "pensare" né agli uni né agli altri. Ma Calderoli nopn se ne accorge. Forse è troppo disattento.
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Anche il Cardinale Carlo Maria Martini, di cui Tettamanzi rese il posto a Milano, ha espresso ai suoi collaboratori tutta la sua "amarezza", per gli ingiustificati attacchi al suo successore al quale ha riconfrmato "tutta la sua stima e riconoscenza in un momento così delicato". Di fronte a tanta solidarietà il cardinale Tettamanzi ha commentato con una battuta ironica: "Non sono ancora un martire".
Dalle colonne di Avvenire, giornale dei vescovi, si parla di imbarazzo e vergogna per la Lega: “chi è arrivato a sostenere che l’arcivescovo di Milano si occuperebbe politicamente solo di rom e di musulmani, e non avrebbe mai difeso il crocifisso, sostiene slogan indegni, senza misericordia e senza verità . Sono polemiche che fanno rumore, ma portano vergogna e imbarazzo solo su chi le scatena, non certo su chi le subisceâ€. Elio Sgreccia, presidente emerito della Pontificia Accademia per la Vita, ama ricordare di Tettamanzi “la sua grande competenza in materia di morale e la sua attenzione agli immigrati.
Forse a qualche partito non può far piacere, ma questo non può giustificare un attacco così volgareâ€. E sul caso interviene anche la più alta carica dello Stato, Giorgio Napolitano, che tiene a sottolineare come “l'impegno della Chiesa nella vita sociale è essenziale per la società italiana†e come più volte ha ripetuto: “La religione è un fatto pubblicoâ€.
"I leghisti dicono che Tettamanzi è l'iman di Milano? Siamo contenti, è un segno di fraternità ", così Don Gallo, fondatore della Comunità di San Benedetto, esprime la sua solidarietà al vescovo di Milano.
Si mobilita anche l’associazionismo in difesa del cardinale, con Azione cattolica di Milano che scrive una lettera aperta con l’impegno di “mettere in pratica tutti i suoi insegnamenti†e l’Associazione medici cattolici italiani che gli esprime massima solidarietà . ‘Noi Siamo Chiesa’, un movimento del dissenso cattolico, definisce la Lega “un partito paganoâ€. Il ministro Calderoli fa finta di una sia pur minima mkarcia indietro dichiarandosi "assolutamente d’accordo su quello che ha detto il presidente Napolitano sul ruolo della Chiesa." Poi però ribadisce: "Non vedo perchè pensare sempre a quelli che vengono da fuori", quasi che gli immigrati sia dei privilegiatoi che si godono la vita. Poi, con una botta di demagogia, afferma: " Pensiamo a chi non arriva alla fine del mese, ai poveretti, poi pensiamo agli altriâ€. Ma il governo di cui fa parte non mostra di "pensare" né agli uni né agli altri. Ma Calderoli nopn se ne accorge. Forse è troppo disattento.
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