di Pietro Anastasio
Il popolo della Rete in strada a Roma per chiedere le dimissioni del Cavaliere. Un serpentone umano lungo 2 chilometri tra bandiere di partito e volti nuovi di una lotta in difesa della democrazia
ROMA – Parte puntuale alle 14 il corteo del No-B day di Roma da piazza della Repubblica, a due passi dalla Stazione Termini. L’enorme afflusso di manifestanti giunti nella Capitale sin dalle prime ore della mattina da ogni angolo del Paese, obbliga gli organizzatori ad attivare il serpentone umano per far defluire le 300mila persone in viola che hanno aderito all’appello partito dalla rete.
Viola è il colore di questa giornata di mobilitazione nazionale per chiedere le dimissioni del Cavaliere. Parrucche, magliette, sciarpe, foulard e bandiere di questa tinta sgargiante percorrono la via Cavour, passando dal quartiere Esquilino, per raggiungere dalla via Merulana la piazza delle grandi occasioni: piazza San Giovanni.
Volti, cori e striscioni nuovi nelle strade romane. I più esperti di questo genere di appuntamenti si lamentano per l’inesperienza degli inediti “compagni di piazza”. Una scarsa dimestichezza del popolo ‘No-B’ dalla quale s’intravede un nuovo movimento di lotta in difesa della Costituzione e della democrazia italiana composto da semplici cittadini, molti dei quali non aderenti ad alcun partito.
Nelle strade della Capitale sfilano tante magliette viola, ma anche le bandiere rosse di Rifondazione Comunista e quelle bianche dell’Italia dei Valori di Antonio Di Pietro che hanno aderito ufficialmente all’iniziativa.
A nessun esponente politico sarà permesso salire sul palco di piazza San Giovanni, da dove invece parlano artisti, giuristi, scienziati e rappresentanti della società civile. Ci saranno Dario Fo e Franca Rame, Ascanio Celestini, Antonio Tabucchi, Margherita Hack, Moni Ovadia, Salvatore Borsellino e tanti altri ancora.
A guidare la manifestazione, sfociata ormai in piazza San Giovanni, uno striscione con una richiesta secca: “Berlusconi dimetti!”. A seguire vi è spazio per ogni tipo di rivendicazione. Dal “No alla tav”, al “No al ponte sullo Stretto”, fino alla richiesta da parte di un piccolo gruppo di cittadini dell’Honduras a sostenere la loro lotta per la democrazia in un paese governato dai golpisti di Roberto Micheletti sostenuti, tra gli altri, del governo italiano. Uno striscione annuncia: “Questo è il miglior corteo degli ultimi 150 anni”. Un altro ironizza: “Apicella sona e Spatuzza ha cantato”.
Ma in piazza c’è anche chi richiama, con una buona dose d’ingenuità, il presidente della Camera: “Gianfranco se ci sei salta fuori” e ancora “Grazie Napolitano e grazie Fini” fino addirittura a “Meno male che Gianfranco c’è”.
Tanti i cori cantati dal popolo in viola: “Chi non salta Berlusconi è”, “Fuori dell’Utri dal Senato” e “Fuori la mafia dallo Stato”.
Ma è giungendo a piazza San Giovanni che arriva la sorpresa. “Siamo più di 500mila” annunciano gli organizzatori, stupiti loro stessi da questo straordinario risultato. 500mila per chiedere al Cavaliere, come recita un piccolo cartello di un signore partito stamane alle 5 da Vicenza, “Dimettiti e vai a Panama!”.
Il ‘No-B day’ all’estero
Il primo appuntamento del No-B day si è svolto, per via del fuso orario, a Sydney. Cento-centocinquanta persone si sono riunite al grido di 'Berlusconi go' intorno alle 13 (locali, le 4 in Italia) nella piazza davanti al consolato italiano per un raduno lanciato, sulla scia di quello di Roma, da gruppi di ragazzi sulla rete. Tra i partecipanti, in prevalenza giovani, alcuni italiani che lavorano in Australia e figli di immigrati. Ma da est a ovest sono previsti sit in e mini cortei. Manifestazioni si tengono in queste ore a Berlino, Madrid, Copenaghen, Londra, Parigi, Barcellona, San Francisco, Buenos Aires, Rio de Janeiro, Chicago, New York, Washington e in molte altre città. A Bruxelles, un No-B day' si è tenuto ieri.
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