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Editoriale di Alessandro Cardulli
Perché Libero, il quotidiano paraberlusconiano, diretto da Maurizio Belpietro, uno dei giornalisti preferiti dal Cavaliere, sempre presente a difesa del capo nel salottino di Bruno Vespa, ha raccontato ai suoi lettori una bugia? Perché ha scritto che Berlusconi e il suo amico Dell’Utri, già condannato nel processo di primo grado, sarebbero indagati per mafia dalla Procura di Firenze, iscritti fino dall’ottobre scorso nell’apposito registro?
Il titolo con cui “Libero†ha dato l’annuncio è di quelli che non ammette dubbi, esprime certezze assolute: “Silvio indagato per mafiaâ€. Si tratta di una soffiata di qualche informatore del giornale, uno di quelli che, come ormai è abitudine, getta fango su qualcuno della opposizione? A volte anche i “soffiatori†possono prendere un abbaglio. Ma si pone, allora, una nuova domanda. Perché proprio uno dei quotidiani, insieme al “Giornale†di Feltri, a totale servizio del premier ha annunciato un qualcosa che mette in cattiva luce l’amato Cavaliere, con qualche macchia e tanta paura? Elementare Watson, direbbe Sherlock Holmes: il premier aveva bisogno di un nuovo argomento per attaccare i magistrati ed ecco che Belpietro, cortigiano di razza, glielo offre su un piatto d’argento.
La smentita della Procura di Firenze
La “notiziaâ€, appunto, affermerebbe che nell’inchiesta sulle stragi del 1993, Berlusconi e Dell’Utri si troverebbero in cattive acque ed i magistrati fiorentini, in gran segreto, come i carbonari, avrebbero indagato la non strana coppia. Come è noto ci sono varie magistrature, oltre a Firenze, Milano, Palermo, Caltanissetta, che si stanno occupando di affari che riguardano il premier, personaggi come Dell’Utri. Ci sono pentiti che parlano, giornali, alcuni, riportano, con grande prudenza, queste notizie. Tutto avviene alla luce del sole. Nessuno ha scritto che queste indagini si sono concluse. I magistrati toscani smentiscono decisamente. Il procuratore capo di Firenze, Giuseppe Quattrocchi afferma: “Libero può scrivere quello che vuole. Berlusconi e Dell’Utri non sono indagatiâ€. Ma non fa niente. Belpietro ha offerto quello che in termini calcistici si chiama un assist, davvero d’oro. Il Cavaliere prende la palla al volo, non la fa neppure rimbalzare per terra e spara a zero contro la magistratura. Si trova ad Olbia, dove incontra i giovani del Pdl, quelli che aspirano a qualche posto, in  politica o nel mondo dello spettacolo, in qualche comune, magari in seconda fila. Berlusconi gioca in casa e attacca: "Sono accuse infondate e infamanti. La maggior parte della magistratura è di sinistra e per questa ragione cerca un pretesto per attaccare il presidente del consiglio".
Strozzerei chi ha fatto le nove serie della ‘Piovra’
Poi si leva un sassolino dalla scarpa, cosa che intendeva fare da tempo. Lui di sentir parlare di mafia non ne può più. Dicono che era un mafioso perfino il suo stalliere, mandato da Dell’Utri, di cui si fidava ciecamente, mentre il sottosegretario Cosentino, quello che per cui la maggioranza ha respinto la richiesta di arresto, è una vittima come lui. E una vittima è la “sua†Finivest “infangata†da articoli di Repubblica come dice la figlia Marina che annuncia querele.
Basta parlare di mafia. “Papi†non ha negato l’esistenza dell’organizzazione criminale che insanguina il meridione d’Italia e s’insinua nell’economia dell’intero Paese, ma c’è andato vicino: “Se trovo chi ha fatto le nove serie de La Piovra e chi scrive libri sulla mafia facendoci fare brutta figura nel mondo, giuro che lo strozzoâ€. Parole che abbiamo già sentito, rivolte per esempio a Leonardo Sciascia e ad altre personalità del mondo della cultura che hanno scritto di mafia, raccontando verità . Non ci fanno fare bella figura, ma sono pagine di storia del nostro paese. Se le nascondiamo facciamo un piacere alla mafia.
Michele Placido: un clamoroso autogol
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