a cura di Cosimo Pierre
DUBAI - Il rischio default della holding statale Dubai World, alle prese con un debito di 59 miliardi di dollari e che ha spinto la società dell'emirato a chiedere ai creditori una moratoria di sei mesi sui pagamenti, fa scivolare i titoli delle banche più esposte e il settore finanziario, contribuendo alla giornata difficile sui listini mondiali.
Secondo l'agenzia Bloomberg, gli istituti con crediti maggiori nei confronti di Dubai World sono Royal Bank of Scotland, che a Londra sta cedendo il 6,64%, Barclays (-4,88% sempre sul listino inglese che ha ripreso il normale funzionamento dopo un guasto tecnico), Hsbc (-4,57%) e Lloyds (-4,17%) e Credit Suisse (-4,32%) Nel frattempo Standard & Poor's ha messo sotto osservazione con implicazioni negative il rating di lungo periodo delle banche locali Emirates Bank International, National Bank of Dubai, Mashreqbank e Dubai Islamic Bank, vista la loro esposizione su Dubai World.
Il governo dell'Emirato arabo ha comunicato ieri che Dubai World e la controllata Nakheel intendono chiedere a tutti ai finanziatori una moratoria e di estendere le scadenze almeno fino al 30 maggio 2010. La holding statale sta cercando di rinegoziare un 'bond islamicò da 3,52 miliardi di dollari emesso da Nakheel, l'operatore immobiliare famoso per aver realizzato le isole a forma di palma, in scadenza il 14 dicembre prossimo.
Credit Suisse. “Nessun rischio rilevante”
Il Credit Suisse ritiene di non avere rischi rilevanti riguardanti crediti concessi a Dubai World. I rischi di perdita sono trascurabili, ha detto all'Ats un portavoce della banca. Le preoccupazioni sulle difficoltà finanziarie della società statale hanno scosso oggi diversi mercati finanziari internazionali. Dopo l'annuncio dei problemi della società dell'emirato, i valori bancari - fra cui i titoli guida elvetici - hanno registrato cali marcati. Dubai World ieri sera ha chiesto ai creditori una moratoria sul debito. Un sindacato di una cinquantina di banche - fra cui il Credit Suisse - è esposto con 5,5 miliardi di dollari. L'Ubs non figura nell'elenco. L'Emirato ieri ha fatto sorgere dubbi sulla sua solvibilità. Dubai World, la holding a capo dell'operatore immobiliare delle isole a forma di palma, è alle prese con 59 miliardi di dollari di passività. Da circa un anno il Credit Suisse annovera tra i suoi azionisti importanti l'Emirato del Qatar. Anche l'Ubs ha un investitore arabo, la cui identità non è mai stata rivelata. Situazioni che secondo gli operatori hanno contribuito a mettere sotto pressione i titoli delle due banche svizzere. «Coloro che hanno contribuito a trarre in salvo numerosi istituti minacciati dalla crisi sembrano esser finiti a loro volta in difficoltà, ma chi potrà subentrare loro?», si è chiesto un operatore. Gli investitori temono che i paesi del Golfo possano essere costretti a gettare sul mercato i loro pacchetti azionari per tappare i buchi, ha osservato un altro broker.
Terremoto nelle Borse europee: giù i bancari
Gli operatori hanno venduto in modo massiccio anche nel resto d'Europa in particolare nei settori delle banche (-5,04% il Dj Stoxx di settore), materie prime (-5,27%), assicurazioni (-4,33%) e costruzioni (-4,11%). A Londra, sono stati colpiti tutti i maggiori titoli a cominciare proprio da quello del London Stock Exchange che ha perso il 7,37% pagando il fatto di avere fra i suoi maggiori azionisti con il 21% la Borsa di Dubai.
In una giornata caratterizzata anche dalle difficoltà tecniche nell'attività di trading nella City, Barclays ha ceduto il 7,97%, Rbs il 7,75%, Standard Chartered il 5,79%. Male anche Lloyds (-5,75%) nel giorno del via libera degli azionisti al piano di ricapitalizzazione da 13,5 miliardi di sterline. Nel settore delle materie prime, Kazakhmys ha ceduto il 6,4% e Xstrata il 6,84%. A Francoforte, Deutsche Bank ha ceduto il 6,38% e Commerzbank il 3,86%. Negativo anche il settore auto con Daimler che ha ceduto il 4,13% e Volkswagen il 6,11%. A frenare le azioni delle due case tedesche le voci circolate sul listino tedesco secondo cui gli investitori della regione del Golfo avrebbero intenzione di cedere le loro quote. Il Kuwait possiede il 6,9% del capitale di Daimler e Abu Dhabi il 9%, mentre il Qatar detiene il 6,7% di Volkswagen. A Parigi è andato in difficoltà il settore delle costruzioni con Lafarge che ha perso il 6,7%. Fra i bancari Societè Generale (-5,48%), Axa (-5,36%), Credit Agricole (-5,19%) e Bnp Paribas (-5,06%).
La situazione delle banche italiane
D'altra parte, al pari delle grandi banche internazionali, anche i big del credito italiani hanno dovuto fare i conti coi timori su un loro coinvolgimento nelle difficoltà di Dubai World, la holding dell'Emirato cui fanno tra l'altro capo grandi progetti come The Palm, le isole artificiali a forma di palma al largo della città. È il caso di Unicredit e Intesa Sanpaolo dalle quali, in attesa che il quadro sia più chiaro, non arrivano indicazioni sull'esposizione, che gli analisti danno per certa, nè tanto meno sull'entità. La seconda a Dubai è presente con una filiale. Dubai World, alle prese con un debito superiore a 59 miliardi di dollari, ha oltre 70 creditori tra i quali colossi come Credit Suisse (-5,4% il titolo oggi a Zurigo), Hsbc (-5%), Barclays (-8%), Lloyds Banking Group (-5,75%) e Rbs (-7,75%). Non sono invece creditori di Dubai World, tornando all'Italia, banche di medie dimensioni come Ubi Banca, nè gruppi più orientati sul settore assicurativo come Mediolanum.
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