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di Alessandro Cardulli
ROMA - Il disegno di legge Alfano, meglio noto come uno dei tanti salvaprocessi di Berlusconi è arrivato al Senato. Subito in Commissione giustizia, relatore Giuseppe Valentini, Pdl, avvocato penalista. Non c’è tempo da perdere. Il premier ha fretta. In alcun modo intende presentarsi in un tribunale per rispondere alle accuse che gli vengono rivolte, vedi processi Mills e Mediaset.
Le opposizioni attaccano. Il leader dell’Udc, Casini, annuncia barricate in Parlamento e definisce “aberrante e incostituzionale ilddl che introduce elemento di razzismo nella giurisdizione italiana”. Il segretario del Pd, Pierluigi Bersani chiede il ritiro del provvedimento per aprire un reale confronto sulle riforme della giustizia e non sui problemi che riguardano il premier. Lo stesso Fini, del resto, riconosce che la legge Alfano "non è una riforma". Pur condividendola perchè dici darebbe tempi certi ai processi, sostiene che per fare una vera riforma basterebbe partire dalla bozza predisposta da Violante.
Anna Finocchiaro, capogruppo dei senatori Pd, afferma: “ Tolgano di mezzo il processo breve e discutiamo del resto”. Di Pietro si rivolge al Pd invitando a manifestare “ tutti insieme perché possiamo farcela”. Intanto il presidente del Senato, Renato Schifani, uno dei falchi berlusconiani, che voleva le elezioni cotte e mangiate, si presenta con in bocca il calumet della pace. “ Toni troppo accesi”, dice con invocazione falsamente bipartisan ad abbassarli, dopo che i cortigiani berluscones hanno sparato contro i magistrati a palle infuocate. Il vicepresidente del Csm, Nicola Mancino, sta al gioco.
Nell'incontro dei capi degli uffici requirenti italiani che si sta svolgendo a Roma invita a "tenere basso, anzi, molto basso il livello di scontro" nel panorama della giustizia. "Il confronto c'è - dice - se ci sono proposte precise: dobbiamo cercare di tenere molto basso il livello di scontro; eliminarlo è auspicabile, ma forse impossibile.I magistrati valuteranno le proposte di riforma con animo sereno". Poi lancia l’allarme perché gli uffici di molte Procure sono scoperti, “rischiano di restare vuoti soprattutto nelle zone più nevralgiche, quali Sicilia e Calabria dove è forte la criminalità organizzata”. E forse non si tratta di un caso. Poi conclude affermando che è “essenziale il parere del Csm”
Le buone intenzioni di Mancino si scontrano con l’arroganza del ministro Alfano e di altri esponenti di Pdl e Lega. Attacca l’ Associazione nazionale magistrati parlando di un “ corto circuito comunicativo” in merito ai numeri sui processi che saltano. Parla di “ plateale difformità di analisi dei numeri” e accusa l’Anm di aver fornito una “ cifra iperbolica, infondata”. Di fatto un’accusa, infamante, di falso. L’associazione dei magistrati ha parlato di percentuali di processi che rischiano di essere annullati che variano dal 20% al 50%. Il ministro indica l’1%. Sarebbe interessante che Alfano rendesse nota la sua fonte, forse inesistente. Certo non le Procure che hanno fornito i primi dati resi noti dall’Anm e continuano a disegnare una situazione devastante. Allora da quale indagine ricava che solo l’1% dei processi è a rischio? E si può mandare al dibattito una legge come questa senza avere la minima cognizione degli effetti che può provocare sul sistema giudiziario che già fa acqua da tutte le parti visto che una riforma nell’interesse dei cittadini è ancora al di là dal venire e a questo governo non interessa per niente? L’Anm continua a diffondere3 dati nel segno della ufficialità
A Napoli, per esempio, potrebbero cadere in prescrizione tra i 30 e 50 A mila processi. Lo ha detto il procuratore del capoluogo campano, Giandomenico Lepore, parlando a margine del seminario del Csm in corso a Roma.
"A Messina il 40% dei processi rischia ormai la prescrizione". A lanciare l'allarme il presidente dela Sezione Distrettuale dell'Anm Di Messina, Daria Orlando che venerdì parteciperà al Tribunale di Enna alla manifestazione "Procure in Sicilia. Cronaca di una morte annunciata" che riunirà i componenti delle giunte distrettuali dell'Anm siciliane. Solo per citare due casi che danno il senso della dimensione del problema , così come enunciato dall’Anm . Da tutte le procure arrivano dati allarmanti ed il ministro Alfano non se la può cavare ignorando la realtà Di più. Se la prende con con i sostituti procuratori accusandoli di “ attitudine cinematografiche” e chiede ai Procuratori di intervenire. “ se non fanno-afferma- vuol dire che non anno l’attitudine a dirigere il loro ufficio” .Dal mondo della giustizia il disegno di legge è sempre più sotto tiro. Le prese di posizione si susseguono. Non c’è che l’imbarazzo della scelta. Interviene Pietro Grasso, Procuratore nazionale antimafia: “
Nell'incontro dei capi degli uffici requirenti italiani che si sta svolgendo a Roma invita a "tenere basso, anzi, molto basso il livello di scontro" nel panorama della giustizia. "Il confronto c'è - dice - se ci sono proposte precise: dobbiamo cercare di tenere molto basso il livello di scontro; eliminarlo è auspicabile, ma forse impossibile.I magistrati valuteranno le proposte di riforma con animo sereno". Poi lancia l’allarme perché gli uffici di molte Procure sono scoperti, “rischiano di restare vuoti soprattutto nelle zone più nevralgiche, quali Sicilia e Calabria dove è forte la criminalità organizzata”. E forse non si tratta di un caso. Poi conclude affermando che è “essenziale il parere del Csm”
Le buone intenzioni di Mancino si scontrano con l’arroganza del ministro Alfano e di altri esponenti di Pdl e Lega. Attacca l’ Associazione nazionale magistrati parlando di un “ corto circuito comunicativo” in merito ai numeri sui processi che saltano. Parla di “ plateale difformità di analisi dei numeri” e accusa l’Anm di aver fornito una “ cifra iperbolica, infondata”. Di fatto un’accusa, infamante, di falso. L’associazione dei magistrati ha parlato di percentuali di processi che rischiano di essere annullati che variano dal 20% al 50%. Il ministro indica l’1%. Sarebbe interessante che Alfano rendesse nota la sua fonte, forse inesistente. Certo non le Procure che hanno fornito i primi dati resi noti dall’Anm e continuano a disegnare una situazione devastante. Allora da quale indagine ricava che solo l’1% dei processi è a rischio? E si può mandare al dibattito una legge come questa senza avere la minima cognizione degli effetti che può provocare sul sistema giudiziario che già fa acqua da tutte le parti visto che una riforma nell’interesse dei cittadini è ancora al di là dal venire e a questo governo non interessa per niente? L’Anm continua a diffondere3 dati nel segno della ufficialità
A Napoli, per esempio, potrebbero cadere in prescrizione tra i 30 e 50 A mila processi. Lo ha detto il procuratore del capoluogo campano, Giandomenico Lepore, parlando a margine del seminario del Csm in corso a Roma.
"A Messina il 40% dei processi rischia ormai la prescrizione". A lanciare l'allarme il presidente dela Sezione Distrettuale dell'Anm Di Messina, Daria Orlando che venerdì parteciperà al Tribunale di Enna alla manifestazione "Procure in Sicilia. Cronaca di una morte annunciata" che riunirà i componenti delle giunte distrettuali dell'Anm siciliane. Solo per citare due casi che danno il senso della dimensione del problema , così come enunciato dall’Anm . Da tutte le procure arrivano dati allarmanti ed il ministro Alfano non se la può cavare ignorando la realtà Di più. Se la prende con con i sostituti procuratori accusandoli di “ attitudine cinematografiche” e chiede ai Procuratori di intervenire. “ se non fanno-afferma- vuol dire che non anno l’attitudine a dirigere il loro ufficio” .Dal mondo della giustizia il disegno di legge è sempre più sotto tiro. Le prese di posizione si susseguono. Non c’è che l’imbarazzo della scelta. Interviene Pietro Grasso, Procuratore nazionale antimafia: “
E’ incoerente che vengano propugnate politiche sulla sciurezza e poi tolti ai magistrati e alle forze di polizia gli strumenti di contrasto contro il crimine organizzato, come la normativa che limita le intercettazioni di fatto rendendo inutile il ricorso a questo mezzo di indagine”. Il presidente della Camera penale di Napoli, Michele Cerabona, sostiene che “ il ddl è una burla,un’iniziativa legislativa assolutamente inopportuna”. Il presidente dell’associazione magistrati,Luca Palamara, conferma che se il ddl fosse approvato “farebbe prescrivere la metà dei procedimenti, soprattutto quelli relativi al falso in bilancio e sulla truffa”.
Vi è una grossa preoccupazione poichè nonostante lo sforzo del governo e provvedimenti di trasferimento di pm, molti uffici di procura restano scoperti". E' l'allarme lanciato dal vicepresidente del Csm, Nicola Mancino, secondo cui gli uffici requirenti "rischiano di restare vuoti soprattutto nelle zone più nevralgiche, quali Sicilia e Calabria dove vi è una criminalità organizzata.
Vi è una grossa preoccupazione poichè nonostante lo sforzo del governo e provvedimenti di trasferimento di pm, molti uffici di procura restano scoperti". E' l'allarme lanciato dal vicepresidente del Csm, Nicola Mancino, secondo cui gli uffici requirenti "rischiano di restare vuoti soprattutto nelle zone più nevralgiche, quali Sicilia e Calabria dove vi è una criminalità organizzata.
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Beh ! Alfano deve decidere quali dei due mestieri voglia fare al momento : Oh fa l'avvocato namber one di Berlusconi , oppure il Ministro della giustizia. ... Credo che più conflitto d'interessi di così..non si può.
Solo nello stato delle Bananane esistono tali incronquenze Istituzionali ( se così si può dire ) ..Oh ..No !