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Home Mondo Asia Cina. Nuova strage in miniera: 108 morti. La schiavitù dei minatori del carbone

Cina. Nuova strage in miniera: 108 morti. La schiavitù dei minatori del carbone

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di Ferdinando Pelliccia

Sono 108 i morti e almeno 60 i feriti, di cui 6 gravi, tutti ricoverati per problemi respiratori o per fratture. Un bilancio questo conseguenza dell'esplosione avvenuta sabato scorso nella miniera di carbone Xinxing a Hegang nella provincia nordorientale di Heilongjiang.

 

Si tratta del più grave incidente in una miniera cinese verificatosi negli ultimi due anni. Il triste primato andava finora all'incidente verificatosi il 6 dicembre 2007 a Linfen nella provincia dello Shanxi in cui morirono oltre 100 minatori.

Al momento dell'incidente erano 528 i minatori che stavano lavorando nelle viscere della terra. Per un centinaio di loro non c'è stato scampo, mentre gli altri 420 sono stati tutti tratti in salvo dalle squadre di soccorso accorse sul posto.

La causa è da attribuirsi ad una fuoriuscita del micidiale gas grisou che ha provocato un'esplosione la cui potenza è stata avvertita fino a 10 chilometri di distanza. Il recupero dei minatori è stato ostacolato oltre che dalle impalcature crollate nei tunnel e dalle continue esalazioni di gas, dal fatto che i lavoratori erano dispiegati in 20 diversi punti della rete di tunnel che corre nella miniera fino a 500 metri di profondità.

La miniera Xinxing è una delle più antiche e importanti della Cina, il suo giacimento di carbone è stimato a 3 miliardi di tonnellate ed ha una produzione annua di 12 milioni di tonnellate di carbone. La miniera è di proprietà del gruppo 'Heilongjiang Longmay Mining', con sede a Harbin, capoluogo della provincia. Un'inchiesta è stata aperta mentre il numero uno, il numero due e l'ingegnere capo della miniera sono stati sollevati dalle loro funzioni.

Il fabbisogno di carbone e le condizioni di lavoro dei minatori cinesi

In Cina il carbone fornisce circa il 70 percento dell'energia. Un forte fabbisogno energetico del Paese a cui corrispondono livelli di sicurezza per i lavoratori del settore minerario molto al di sotto degli standard internazionali. Un fatto questo che è all'origine di molti dei disastri verificatisi negli ultimi dieci anni. In tal senso, le miniere cinesi di carbone sono considerate le più pericolose al mondo. I morti per l'incidente di sabato si vanno ad aggiunge ad una lunga lista che dal 2000 ad oggi annovera migliaia di vittime. Secondo stime ufficiali sono oltre 3.200 i minatori morti soltanto lo scorso anno. Purtroppo i dati ufficiali sono viziati dal fatto che numerosi incidenti vengono nascosti dalle società che gestiscono le miniere. La legge cinese prevede che ogni incidente con più di 10 vittime vada denunciato alle autorità centrali e provinciali e la miniera, di conseguenza, deve essere chiusa.

La Cina non è tra i Paesi firmatari della ‘Convenzione internazionale sulla sicurezza nelle miniere’ stilata dall’International Labour Organization nel 1995. Pertanto, garantire la sicurezza dei minatori è prerogativa del governo centrale e degli amministratori locali. Le conseguenze sono facilmente riscontrabili. Un minatore cinese lavora un minimo di 14 ore al giorno, con un solo giorno di riposo al mese per uno stipendio di 150 euro al mese. Moltissimi minatori soffrono di gravi danni alla salute. Oltre la metà degli affetti nel mondo da pneumoconiosi, una malattia dei polmoni causata dall’inalazione di polveri, vive in Cina dove si registrano oltre 15mila casi ogni anno  a fronte di oltre 200mila malati che non sono in grado di curarsi per l’estrema povertà.

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Ultimo aggiornamento ( Martedì 24 Novembre 2009 16:48 )  

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