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Home Italia Politica interna Berlusconi attanagliato dai suoi guai giudiziari. “Risolvili o te ne vai” dice ad Alfano

Berlusconi attanagliato dai suoi guai giudiziari. “Risolvili o te ne vai” dice ad Alfano

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di Fulvio Lo Cicero

Vertice da Berlusconi con lo stato maggiore del Pdl. I tempi del ddl sul processo breve non soddisfano il Cavaliere. Intanto prende quota l’ipotesi di Casini: “Legge ad personam per il Cavaliere con il legittimo impedimento”. Il procuratore aggiunto di Milano Armando Spataro spara a zero sulla "riforma"

ROMA – Martedì sarà presentato al Senato il disegno di legge sul processo breve. Ma i tempi della sua approvazione impensieriscono il Cavaliere, la cui agenda è oramai fitta di incontri per risolvere i suoi guai con i magistrati italiani. Le riunioni si susseguono, l’avvocato del principe, Niccolò Ghedini, sull’orlo di una crisi di nervi. È la desolante immagine di un Governo incapace di pensare ad altro, che naturalmente le televisioni di regime si rifiutano di accreditare ma che è nella realtà effettiva di questi giorni. Intanto il procuratore aggiunto di Milano Armando Spataro spara a zero sulla "riforma".

Le critiche del procuratore aggiunto milanese Spataro

Sul ddl governativo è intervenuto oggi Armando Spataro, procuratore aggiunto a Milano nella trasmissione di Lucia Annunziata “In ½ ora”. Caustico il giudizio del magistrato sugli effetti che, secondo Alfano, il ddl avrebbe sui processi in corso. «Il ministro dice che sarà solo l'uno per cento, allora vuol dire che il novantanove per cento dei processi si svolgono nei tempi giusti nei tempi giusti. Allora qual è il problema? Dov'è l'urgenza di intervenire?». Per quanto concerne i rapporti fra pm e polizia giudiziaria, che il ddl prospetta di rendere autonomi, secondo Spataro ciò comporta che «la logica aziendale sia trasferita nei rapporti tra pm e polizia giudiziaria».

La legge sul processo breve

Le cronache registrano un premier sempre più furioso, stretto fra il processo Mills e le notizie che giungono sulle dichiarazioni di Gaspare Spatuzza e sull’eventualità che gli arrivi, da un giorno all’altro, l’ennesimo avviso di garanzia dai pubblici ministeri palermitani o nisseni che seguono il filone investigativo aperto dal nuovo superpentito. Durante uno degli ultimi vertici a Palazzo Grazioli, il premier si è spazientito con il suo ministro della Giustizia al punto di dirgli a brutto muso: «Forse non hai capito l’importanza della questione. O noi risolviamo questo problema subito, oppure tu te ne vai, perché sappi che ci sono molti altri che possono fare il ministro della Giustizia al posto tuo». Non si conoscono le reazioni di Alfano ma si possono immaginare.

Il problema che attanaglia ora il Cavaliere sono i tempi che il ddl sul processo breve può avere. Durante la riunione si sono prospettate le difficoltà della via parlamentare all’approvazione, con il combinarsi delle norme salva-premier con la finanziaria. Un’ipotesi ottimistica darebbe per approvato il disegno di legge non prima di febbraio, salvo incidenti di percorso che non possono del tutto escludersi. Tanto che il Cavaliere avrebbe tirato in ballo addirittura la possibilità di un ricorso all’arma della decretazione di urgenza, che però molto probabilmente sarebbe stoppata da Napolitano.

Una via alternativa: il legittimo impedimento

Insomma, l’ansia sembra montare sempre più pressante anche se Berlusconi mostra in pubblico serenità e self-control. Ma, fra gli altri, è lo stesso leader dell’Udc a smascherarlo, quando afferma che ««c'è la necessità di affrontare il tema della giustizia e di non far finta che sia solo una questione di Berlusconi. È una questione che sta esplodendo sul sistema politico. È una riforma che sfascia quello che rimane del sistema giudiziario italiano. È necessario che la maggioranza abbia il coraggio di porre la questione vera che c'è sul tappeto e che la ponga in Parlamento». 

Casini non solo si mostra favorevole alla reintroduzione del Lodo Alfano per via costituzionale ma suggerisce ciò che nei fatti si sta affermando come unica soluzione possibile per evitare che Berlusconi si presenti davanti ai giudici: ricorrere al legittimo impedimento con l’approvazione di una legge propriamente “ad personam”, cioè valida soltanto per Berlusconi. La novità starebbe nel fatto che la maggioranza dovrebbe assumersi la responsabilità di dire agli italiani la verità e non fingere, come ha fatto finora, che si tratta di “riforme” per fare funzionare meglio la giustizia. Una soluzione democristiana, a dire la verità, ma che ha il pregio di non smontare il sistema penale italiano.

Ma intanto, pur in assenza di una legge, Palazzo Chigi si sta adoperando per raggiungere gli stessi effetti, programmando una nutrita serie di viaggi all’estero del Cavaliere, mai così interessato ad occupare la scena internazionale, in modo tale da invocare il legittimo impedimento. Poco prima di Natale dovrebbe recarsi in Malesia e Singapore e, poi, a Dubai (dove non si è potuto recare adesso), guarda caso, proprio fra il 15 e il 18 gennaio (data fissata per il processo Mills).

Grasso: “Con processo breve tutti assolti”

Nella “querelle” sul processo breve è intervenuto ieri il procuratore antimafia Piero Grasso, il quale si è dichiarato contro l’ipotesi di “riforma”, parlando, ha tenuto a precisare, “come cittadino”: «Intendo liberarmi da un incubo: milioni di processi civili e penali che giacciono in uffici deserti, destinati ad essere definiti chissà quando. Mi sveglio dall'incubo e sento parlare di riforme - ha detto Grasso -. Spero si ponga rimedio. Nulla di tutto ciò. Si è proposta l'introduzione di una inedita e sconosciuta prescrizione di processi che terminino in due anni. Questo provvedimento non risolve il problema, che invece si risolve applicando l'articolo 111 della Costituzione». Con l’introduzione dei dibattimenti, ha aggiunto Grasso, «tanti processi in corso come quelli Parmalat, Cirio, Thyssen saranno estinti per prescrizione e non ci saranno colpevoli».


 

 


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Commenti (2)Add Comment
Nessun commento
scritto da Alessandro197405 , novembre 23, 2009
E come si fà a commentare un articolo simile?? Capi schieramento di opposizione al governo che propongono loro stessi leggi ad personam per salvare il premier e viaggi all'estero programmati per sfuggire ai processi con i nostri soldi...non si può commentare!!
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AL PUNTO DI NON RITORNO
scritto da Ciccio , novembre 23, 2009
Che ci fosse una casta corrotta e collusa a difendere i propri interessi, sempre a scapito del bene e dell'eguaglianza sociale, è ormai chiaro a tutti. Cosa facciamo per abbattere questo stato di cose?

D'accordo che la republica ideale non esiste, ma in questo povero paese è stato passato ogni limite di decenza. Siamo ufficialmente al livello delle peggiori repubblice dudamericane.

Ma tutto questo non cambierà fintanto che noi italiani non avremo recuperato un minimo di VERO SENSO CIVICO, che vuole dire anzitutto rispetto per il prossimo e per le istituzioni democratiche.

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