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Home Italia Politica interna Brunetta: “Tremonti, una iattura!”. Maggioranza oramai allo sbando

Brunetta: “Tremonti, una iattura!”. Maggioranza oramai allo sbando

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di Fulloc

All’ultimo consiglio dei ministri hanno battibeccato, fin quasi ad insultarsi. Tremonti e Brunetta, il superministro e il ministrino affetto da furore antifannulloni. L’uno lo specchio dell’altro: Giulio, il pervicace custode di una politica economica basata sull’inazione (vi ricordate la gag di Corrado Guzzanti su Prodi? “Fermo, io non mi muovo, rimango fermo!”; ecco, quello ora è Tremonti); Brunetta, l’ipercinetico, vanesio, guascone riformatore della pubblica amministrazione. Alla fine della riunione, il piccolino si è avvicinato a Tremonti per fare la pace ma è stato apostrofato in malo modo: “Se non te ne vai ti prendo a calci in culo”.

Oramai sono alla frutta e non mancano occasione di mostrarlo al popolo. Forse hanno fatto la pensata che un governo litigarello susciti ammirazione ma certo è che questa maggioranza oramai sembra un’armata Brancaleone allo sbaraglio, incapace di prendere qualsiasi decisione seria. Ripensando ai sarcasmi sulla rissosità del Governo Prodi, con i deputati del Pdl intenti a mangiare mortadella, ora viene il sospetto che il salume li stia facendo strozzare.

Ieri il ministrino non ha mancato l’occasione per gridare ancora contro il titolare di via XX settembre. «Il ministro Tremonti esercita un potere di veto sulle iniziative di tutti i ministri. Un blocco cieco, cupo, conservatore, indistinto» ha dichiarato con il ciuffo sempre più ribelle. «Il Tesoro – ha aggiunto –  esercita un egemonismo leonino, opaco, autoreferenziale. Una iattura. E lo dico convinto di interpretare lo spirito dell'intero governo».

Sono l’un contro l’altro armati, con il premier che, secondo “Repubblica”, ad un ministro Alfano che si mostra perplesso sulla possibilità di presentare addirittura un decreto legge per introdurre il processo breve, dice: “Tu forse non hai capito l’importanza della questione che stiamo affrontando. O noi risolviamo questo problema subito, oppure tu te ne vai, perché sappi che ci sono molti altri che possono fare il ministro della Giustizia al posto tuo”. Alfano deve aver sbattuto i tacchi, rimettendosi mestamente a sedere in un cantuccio.

Nel frattempo, Gianfranco Fini aveva dato degli “stronzi” ai leghisti e questi avevano ribattuto “Stronzo tu!”. Un aplomb istituzionale formidabile, una maggioranza che oramai si insulta e nella quale forse qualcuno sta già pensando di passare alle maniere spicce. In confronto, quella di Prodi era un esercito di ussari pronti a morire piuttosto che a tradire. Come direbbe Emilio Fede, “Che figura di merda!”.


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Commenti (1)Add Comment
Buffone!!!
scritto da maurizio , novembre 22, 2009
La prima cosa che dovrebbe cambiare Brunetta o Mr. Brown sono i mezzi, i termini e le misure (non la sua altezza, ovvio)!!!! La parola fannulloni e quella di meritocrazia, inoltre, dovrebbero prima essere applicate alla Classe Politica. I risparmi di Stato, non vanno fatti sui precari da 1000 euro al mese, ma bisogna iniziare dalle Madame di potere come la Gelmini, che ben poco meritocratica, occupa una poltrona Ministeriale che, per attitudine e competenza, come minimo spetterebbe ad Umberto Eco!!!! Questa è la Rivoluzione vera che Brunetta non riuscirebbe mai a partorire... perché di dare potere al popolo se ne guardano bene... Nel complesso, la filosofia della riforma della pubblica amministrazione è quella punitiva, come lo è stata quella della riforma scolastica e come vuole essere quella della riforma della giustizia, diretta a demotivare più che incentivare gli operatori e a tagliare indiscriminatamente senza una logica di valorizzazione e qualificazione produttiva. Il ministro Brunetta si diletta a riempire le norme di divieti e dettagliate determinazioni sia sul piano organizzativo che su quello relativo alla mobilità dei dipendenti, pur essendo questi compiti specifici dei dirigenti a cui vengono così sottratte le prerogative di autonomia stabilite con le precedenti riforme e conformi ad un assetto di divisione delle competenze con gli organi di direzione politica. A riprova che ci troviamo di fronte a un ministro "giocoliere", ben funzionale ad una logica governativa distante dalla ricerca di soluzioni attese, c'è per un verso la generale delusione verso il connesso provvedimento legislativo con cui si istituisce l'"azione collettiva" o class action – che a differenza di quella inglese a cui si ispira non consente ai ricorrenti il riconoscimento e il risarcimento del danno da parte della burocrazia che è solo invitata alla correzione dell'errore – e per l'altro la generale diffidenza, che è certezza se si prende atto dei falliti tentativi che da più di un decennio sono stati operati, sulla vuota promessa della rivoluzione telematica nella P.A..Ma forse si pecca di ingenuità nel giudicare un semplice bluff la riforma del professor Brunetta. Non è che dietro alle gridate punizioni e minacce di licenziamento si prepara una sorta di mega spoil system della pubblica amministrazione per poter sostituire completamente tutte le risorse "rosse" che negli anni si sono insediate nel corpo di questo importante presidio elettorale e di potere? E come direbbero a Napoli: Cà nisciuno é fesso!!!
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Ultimo aggiornamento ( Lunedì 23 Novembre 2009 18:43 )  

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