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Home Italia Cronaca Caso Brenda. Il computer dei misteri finito nell’acqua

Caso Brenda. Il computer dei misteri finito nell’acqua

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di Alessandro Ambrosin

I primi dati dell'autopsia: la trans è morta per asfissia da ossido di carbonio. Nessuna lesione sul corpo

ROMA - Tante sono le ipotesi pronunciate dopo il ritrovamento al civico 180 di Via Due Ponti del corpo senza vita del 32enne Wendell Mendes Paes, la transessuale brasiliana che si faceva chiamare Brenda, e che alcuni proprio per la sua stazza l'avevano soprannominata "Brendona".

 

Era lei il viado che davanti ai magistrati aveva detto di aver tenuto nella memoria del suo computer il secondo scottante filmato che la riprendeva con un'altra trans e Piero Marrazzo mentre tiravano cocaina e di averlo distrutto successivamente per paura. Video a causa del quale l'ex governatore del Lazio si dimise dal suo incarico istituzionale. La procura ha aperto un fascicolo per omicidio volontario, tuttavia la vicenda  rimane costellata da tanti punti oscuri e da elementi spesso contraddittori che danno adito a libere interpretazioni sull'accaduto.

Ieri alle 4,30 i Vigili del Fuoco dopo aver raggiunto il "tugurio" di Brenda, dove si stava sviluppando un incendio, trovano il piccolissimo appartamento di appena 20 metri quadrati invaso dal fumo. Nel soppalco un corpo nudo  senza vita diventato nero dalla fuliggine, tanto da far pensare in un primo momento che fosse carbonizzato. Invece a parte qualche bruciatura il cadavere è intatto e anche il piccolo monolocale non è avvolto da fiamme indomabili, ma solo da un fumo denso, da un'aria irrespirabile.
 
All'interno dell'appartamento un computer tutto bagnato abbandonato sul lavandino, due valigie preparate per una partenza imminente, una bottiglia di whisky e il mazzo di chiavi dell'appartamento che era stato chiuso dall'interno. In un primo momento si pensava ad un incidente causato dall'esalazione dei fumi provocati da un liquido infiammabile contenuto in una borsa vicino all'entrata. Ma di sostanze infiammabili non  ’è traccia, non ci sono mozziconi di sigaretta lasciati per terra e nemmeno candele che possano aver innescato l'incendio.

Così anche anche l'ipotesi di omicidio prende forma in questa vicenda dai contorni oscuri. Brenda, che era solita bere e fare uso di psicofarmaci, aveva confidato  alle sue colleghe di strada di voler tornare in Brasile, ma aveva detto anche di avere una gran paura, specialmente dopo l'aggressione subita pochi giorni fa, quando alcune persone dell'Est l'avevano aggredita per rubargli semplicemente il cellulare.
Una cosa è certa, Brenda ieri notte alle 2,30 era viva. Lo ha testimoniato un tassista che l’ha portata a casa da sola, dalla zona dell'Acqua Acetosa dove era solita prostituirsi.

Se si trattasse di omicidio il presunto assassino avrebbe dovuto conoscere la vittima, tanto da aver una seconda chiave per entrare indisturbato nel piccolo appartamento, dove si è appurato che Brenda non riceveva i clienti, appiccare il fuoco e andarsene indisturbato chiudendo con due mandate la porta dietro di sè, unica via di fuga dal monolocale poichè le finestre sono troppo piccole. E qui sorge un altro interrogativo che riguarda il famoso computer, diventato l’elemento centrale del misterioso episodio. Perchè lasciarlo tutto bagnato dentro il lavandino? Non era questo l'oggetto ritenuto pericoloso, da eliminare per sempre, al cui interno tra i suoi “file” si celavano le immagini che Brenda aveva detto di scattare durante i suoi incontri? L'acqua, infatti, non può alterare la memoria di un hard disk cancellandone i dati.Perchè allora non distruggerlo o addirittura portarlo via dall'appartamento? Quesiti senza risposte, almeno per il momento.

Oggi gli inquirenti hanno fatto un altro sopralluogo nell’appartamento alla ricerca di nuovi indizi, come il secondo cellulare che Brenda possedeva, visto che l'altro le era stato rubato, mentre i tecnici stanno analizzando il contenuto del computer sequestrato ieri.
E' iniziata anche l'autopsia sulla salma di Brenda che terminerà lunedì per far luce sulle cause del suo decesso. Dalle prime analisi  eseguite all Policlinico Gemelli dall'equipe medico-legale del professore Vincenzo Pascali è emerso che la trans è morta per asfissia da ossido di carbonio e attraverso la tac non è stata rsicontrata nessuna lesione.

A prescindere dall’esito dell’inchiesta è comunque presumibile che Brenda dopo l'affaire Marrazzo fosse diventata una testimone scomoda, tanto che agli stessi inquirenti aveva fatto intendere di sapere molte più cose.

Dazebao il 17 settembre del 2008 fece una piccola inchiesta per capire meglio cosa sarebbe accaduto dopo l’introduzione del reato di prostituzione nei luoghi pubblici che il sindaco di Roma adottò per arginare il fenomeno e ci accorgemmo di trovarci di fronte ad un mondo sommerso che approfittando dell'oscurità usciva allo scoperto. Proprio nella zona dell'Acqua Acetosa da un lato pronte a vendere il proprio corpo c'erano i  viados dalle curve artificiali prodotte dalle iniezioni del silicone, quasi tutte provenienti dalle zone più povere e difficili del Brasile, come le Favelas di Rio oppure dalla pericolosa San Paolo dove i pochissimi ricchi dettano legge su una fetta di popolazione sempre più numerosa  ridotta alla fame, alle miserie e alle violenze quotidiane. Dall'altra i clienti e non di bassa estrazione sociale come qualcuno potrebbe pensare, ma bensì agiati, altolocati. A testimoniarlo le lussuose macchine all'ultimo grido, che in un interminabile carosello giravano alla ricerca di forti emozioni.
 
Clienti, che come ci confermarono quella notte alcune transessuali, preferiscono un incontro nascosti tra quattro mura,  lontani dagli occhi indiscreti, lontani dalla paura e dalla vergogna che il loro vizietto possa essere scoperto. Insomma due mondi così diversi che di notte s'incontrano mettendo a nudo quei segreti di cui probabilmente Brenda era venuta a conoscenza nella sua breve vita.
 
Nel frattempo oggi pomeriggio alle 14 le associazioni gay e trans sono scese in piazza per chiedere la verità sulla vicenda di Brenda, e manifestare il clima di paura e terrore che sta attraversando tutta la comunità transessuale della capitale.

 


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Ultimo aggiornamento ( Domenica 22 Novembre 2009 19:20 )  
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