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Home Italia Manifestazioni Cgil, a Roma le facce e i volti della crisi. La diretta

Cgil, a Roma le facce e i volti della crisi. La diretta

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di Alessandro Cardulli e Alessandro Ambrosin

Straordinaria partecipazione, oltre 100mila lavoratori. Epifani: "Noi non ci fermeremo, la nostra è una battaglia del futuro del paese, una battaglia dei diritti del mondo del lavoro, di libertà e di democrazia".Se Cisl e Uil pronti allo sciopero generale, noi ci saremo

ROMA - "Portiamo a Roma le facce, i volti della crisi. Vogliamo che il paese abbia la percezione del dramma dei disoccupati, dei licenziati, dei cassintegrati, dei precari”, così Guglielmo Epifani, segretario generale della Cgil a pochi minuti dalla partenza del corteo indetto dalla Cgil.

Vogliamo anche – ha ribadito Epifani - che siano stabilite le priorità e sia evitato al paese lo stillicidio di misure inefficaci o inutili, che si ponga fine all’approssimazione. Vogliamo anche che i principi della democrazia e del pluralismo condizionino i comportamenti di chi firma i contratti contro la volontà della maggioranza dei lavoratori”.
 
17, 40 - Guglielmo Epifani chiude la manifestazione mentre calano anche le prime ombre della sera. Epifani si rivolge nel corso dell'intervento anche a Cisl e Uil.

"Se si volesse fare lo sciopero generale sul fisco - ha detto - noi, la Cgil ci saremo e in prima fila". In questi mesi e anche nei 14 giorni in cui i lavoratori hanno dato vita ai presidi a Roma - ha affermato il segretario della Cgil .- ci siamo sentiti dire "Per fortuna la Cgil c'è, non ci lasciate soli, non isolateci nelle fabbriche in crisi". "Il mondo del lavoro - ha proseguito - è il segno , questo, che il mondo del lavoro è in piedi, non ha paura a battersi, cerca di non dividersi".
Si è poi rivolto a tutti i media, ai giornali, alla televisione alla radio ai giornalisti perchè "l'informazione torni a parlare della crisi", raccontando quello che accade nelle fabbriche, nei luoghi di lavoro i drammi delle famiglie che da un giorno all'altro non hanno più fonte di sostentamento.
Ha chiamato in causa con forza il governo.

La finanziaria approvata da un ramo del parlamento , ha detto, iandeguata e sbagliata e taglia fra l'altro i fondi per la ricerca, per i precari.
Siamo in presenza - ha continuato - di un governo forte con gli ultimi fortissimo con i più deboli debolissimo con i forti. L'unico intervento che è stato messo in atto a fronte di una crisi drammatica che manifesta oggi tutti gli effetti devastanti ha fatto un solo intervento: quello sulla Cassa integrazione con i soldi delle regioni ed ha risposto "no" a tutte le richieste che avevano avanzato.
Poi avviandosi alla conclusione ha ripreso il tema della manifestazione rilanciando le proposte avanzate dalla Cgil.
"Non venga in mente a nessuno - ha detto Epifani, affrontando la scottante questione della legge che salvaguardia Berlusconi - di cancellare i processi che riguardano grandi tragedia come quella della Thyssen Krupp e dell'Ethernit", ma anche dei grandi imbrogli finanziari che alla fine si ripercuotono sulla pelle dei lavoratori.
Epifani ha concluso, "Noi non ci fermeremo, la nostra è una battaglia del futuro del paese, una battaglia dei diritti del mondo del lavoro, di libertà e di democrazia."
Risuona l'inno dei lavoratori e ancora le note di "Bella Ciao". E' persino difficile da questa piazza che in poco tempo, dopo la manifestazione per la Liberta dell'informazione, ha vissuto con la Cgil una nuova straordinaria giornata di mobilitazione e di piazza.
 
17,05 - La coda del corte non riesce neppure ad arrivare nei pressi di Piazza del Popolo, gremita fino all'inverosimile. "La partecipazione ha superato anche le nostre migliori previsioni, dice Marco Di Luccio. Non ci piace la guerra delle cifre, ma è veramente una straordinaria giornata di lotta, la riprova del consenso popolare di cui gode la Cgil."
 
17,02 - Ultimo a prendere la parola è un giovane del call center siciliano Domenico Rizzo dipendente della Com Media, acquistata recentemente dal Gruppo Omega S.p.a. che intende tagliare 1.200 lavoratori ritenuti improduttivi. Lavoratori che parlano tre lingue quasi tutti laureati con un alto livello di scolarizzazione.
 
16:57 - “Se lo scordano di chiudere Termini Imerese” ha detto il segretario generale della Fiom, Gianni Rinaldini, commentando in piazza le indiscrezioni sul piano industriale della Fiat. “Non esiste – spiega – che si prendono gli ecoincentivi sulle tasse dei lavoratori italiani e poi chiudono gli stabilimenti. L'Italia produce meno auto dei paesi Ue e non ha senso chiudere, è una favola che a Termini non si possano fare auto, me la devono spiegare bene”.
 
16,50 - Ben oltre 100mila i partecipanti, mentre il corteo sta ancora sfilando per le strade del centro della capitale e i partecipanti stanno invadendo tutte le zone circostanti della piazza.

Subito dopo prende la parola Alessandro Grossi, un lavoratore della Nestlè di Parma, che accusa la multinazionale di usare la Cassa integrazione pur essendo in presenza pur essendo in presenza di utili in ogni parte del mondo., In Italia la Nestlè aveva 8mila dipendenti e ora è ridotta a 3milla e 500 e ogni anno chiede l'utilizzo degli amortizzatori sociali. Grossi chiede che vengano adottati provvedimenti che costringano le multinazionali a rispettare leggi e il diritto al lavoro.
Anche le lavoratrici dell'Answert di Pistoia, call center del Gruppo Omega si rivolgono al presidente Berlusconi ribadendo l'attuale crisi economica e invitando il premier a convocare i padrone dell'Omega e i sindacati.
 
16,39 - Sempre dal palco è la volta di Alberto Pili della Alcoa Coorporation della Sardegna, che denuncia la grave situazione di Sulcis Iglesiente dove su 135mila abitanti 36 mila sono disoccupati con le aziende di alluminio e di zinco e le miniere di carbone in piena crisi. 
 
16,28 - Stefania Capuano della Selfin di caserta, del gruppo ex IBM, un'azienda di informatica che sta scomparendo, denuncia uno scenario di distruzione e di poco impegno. l'accordo del ministro Scajola che di fatto ha favorito l'Ibm ad abbandonare il Mezzogiorno per investire altrove, lasciando i lavoratori nell'incertezza del proprio futuro. Mentre la Capuano parla dalla folla si alza un grido di solidarietà "Vergogna, vergogna".
 
Dal palco parla un bracciante marocchino denuncia le condizioni di lavoro e sfruttamento a cui sono sottoposti i lavoratori impegnati nella raccolta nei campi dei pomodori. Racconta l'episodio dello sgombero di San Nicola Varco, nel campo in cui molti di loro  avevano trovato rifugio ed ora sono privati anche di un semplice alloggio.
 
16,10 - Alessandra Carnicella dell'Eutelia, l'azienda in cui pochi giorni fa il presidio dei lavoraotri ha subito un'aggressione dai body guarda capitanati dall'ex amministratore delegato. è la prima a prendere la parole dal palco di Piazza Navona: "Nessuna solidarietà da parte del comune di Roma che ci ha tolto una commessa trentennale".

Intanto il continua il corteo composto da decine di migliaia di lavoratori. Tanti gli slogan degli operai delle aziende in crisi. L'FMA di Avellino: "La nostra è una situazione critica. Siamo 3mila operai che da un anno e mezzo lavorano 5 giorni al mese e non c'è prospettiva, non c'è piano industriale, non rientriamo neanche in incentivi”. A piazza Barberini sono ancora i lavoraotri della Dalmine di Bergamo che ha annunciato 1.024 esuberi. “Ora oltre alla cassa integrazione che facciamo da marzo scorso dobbiamo fare i conti con la patata bollente di questo piano industriale”, dichiara uno dei lavoratori.
 
16,05 - Piazza del Popolo è gremita, tante bandiere, tanti palloncini colorati. Diventa difficoltoso per chi scende la Pincio entrare in Piazza, mentre la coda del corteo è ancora a Piazza Barberini. Dal palco si leva il canto di Bella Ciao intonato dai Modena City Ramblers. 
 
15,41 - I manifestanti sono entrati a Piazza del Popolo e a breve inizieranno gli interventi dal palco.
 
15,38 - Il corteo si avvicina a Piazza del Popolo scendendo dal Pincio. “La gente è tanta, la crisi morde sulle condizioni reali e il rischio di licenziamento per le persone è rischio è reale. Tutte queste persone - afferma Agostino Megale dirigente della Cgil -  sono qui che chiedono al governo una risposta che fino ad ora non c'è stata”. E ribadisce lo slogan della manifestazione "Il lavoro e la crisi: esigiamo delle risposte".
 
15,35 - Folta presenza anche dei lavoratori dell'Ilva sui quali pende la minaccia di richiesta di cassa integrazione per ben 5mila dipendenti.
"Veniamo da un anno di cig straordinaria per 6mila persone - affermano i lavoratori mentre sfilano al corteo - . C'è gente che non lavora da un anno e al contrario di chi dice che il peggio è alle spalle noi vediamo il peggio crescere giorno per giorno: siamo alla vigilia di una rischiesta di Cig per oltre 5mila lavoratori in esubero che arriverà il prossimo 6 dicembre".
 
15,25 - La testa del corteo arriva a Trinità dei Monti. "Piazza della Repubblica - afferma il coordinatore del dipartimento organizzazione della Cgil Marco Di Luccio - è ancora gremita di lavoratori. Siamo ben oltre le 100mila presenze che era il nostro obiettivo. Si tratta di una grande risposta dei lavoratori che rivendicano adeguate misure per affrontare la crisi economica e al tempo stesso difendere la democrazia. la manifestazione giunge a conclusione dei presidi effettuati dai lavoratori delle aziende in crisi nelle grandi piazze a Roma e precede le manifestazioni che si svolgeranno il 28 di questo mese nelle città del Mezzogiorno".
 
15,10 - Tra gli applausi della folla che segue il passaggio del corteo sfilano gli operai delle miniere. Indossano i caschi come sul posto di lavoro e si presentato con questo slogan: "Berlusconi son dolori, son tornati i minatori".
"Caserta terra di lavoro, Caserta terra di cassa integrazione"cantano in coro i lavoratori dell'Ibm di Caserta. La produzione è stata trasferita all'esterno e tutti i dipendneti dell'azienda si trovano in Cassa Integrazione.

15,07
-  Il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi come sempre ha trovato il modo di esternare il suo odio per la Cgil, lasciandosi andare a battute nel segno della stupidaggine. Sacconi ha affermato che l'opposizone della Cgil è a prescindere. "In generale per Epifani - continua - si può dire che quando si tratta di politiche  del governo, le nostre proposte non le ha lette e non gli sono piaciute".
Immediata dal corteo la risposta del segretario generale della Cgil: “Noi non ce l'abbiamo con il governo - ribatte Epifani - .L'unica cosa che non può dire è che non leggiamo le proposte del governo. Vorremo però leggere cose diverse".

15,06 - In presendenza Rosy Bindi, vice presidente della Camera e presidente dell'assemblea nazionale del Pd esprimendo l'adesione alla manifestazione aveva affermato:  “Il governo non può continuare a minimizzare gli effetti drammatici, sociali e occupazionali che si scaricano su milioni di famiglie italiane. Anziché impegnarsi - prosegue Bindi - per varare leggi 'ad personam' ingombrando il dibattito politico con con i problemi del Presidente del consiglio maggioranza e governo si impegnino in modo serio e senza dividere il mondo sindacale, ad offrire risposte credibili ed efficaci per scongiurare il declino industriale e produttivo del paese e garantire futuro e sicurezza alle imprese e ai lavoratori”.
 
14,58 - Epifani ha posto l'accento sulla Finanziaria definendola inconsistente, dove non vi sono "interventi per le buste paga di lavoratori e pensionati". "Non ci sono risposte alle misure che chiediamo da tempo - ha aggiunto -, non c'è l'alleggerimento del carico fiscale. Ancora una volta il governo non fa attenzione al mondo del lavoro.

Il nostro giudizio sul governo resta negativo". Così il leader della Cgil, Guglielmo Epifani. "Adesso aspettiamo risposte da Cisl e Uil - ha detto -, che hanno fatto sapere di essere disponibili allo sciopero generale". Nella manovra di bilancio "non ci sono gli investimenti richiesti per la scuola, niente sugli ammortizzatori sociali e sul fisco. Non sono state mantenute le promesse fatte, anche il mondo dell'università non è stato rispettato".

14,55 - “Landi dove sono finiti i soldi?”. Con questo striscione i lavoratori della Agile (ex Eutelia) di Roma, che proseguono l'occupazione della sede aziendale, partecipano oggi alla manifestazione nazionale della Cgil che è partita da piazza della Repubblica. “Non ci facciamo di certo intimorire dai recenti spiacevoli episodi”, dichiara  uno dei 200 lavoratori che rischiano il posto di lavoro.  
 
14,45 - Alla testa del corteo Guglielmo Epifani insieme ad una foltissima delegazione dei lavoratori Fiat di Pomigliano. "Dobbiamo provare assolutamente a stanare questo governo – spiega uno degli operai campani arrivati a Roma con la Cgil – noi siamo da un anno in cassa integrazione ordinaria e il 16 novembre scatterà la straordinaria. L'azienda ha già dichiarato che non anticiperà i soldi della cassa e che non garantisce il rientro al lavoro per tutti dipendenti”.

Sono presenti al corteo gli studenti medi: "Partecipiamo alla manifestazione nazionale indetta dalla Cgil - afferma ina nota della Rete -  per chiedere un mercato del lavoro diverso, contro la precarietà e contro il disegno del governo che vuole approfittare della crisi per trasformare i diritti in privilegi e consegnarci a futuro da persone ricattabili e senza garanzie".

14,25 - Partecipano alla manifestazione sfilando in corteo Antonio Di Pietro, leader dell'Italia dei Valori, il vice segretario del Pd Enrico Letta, Oliviero Diliberto, segretario del Pdci e il responsabile del lavoro del Pdci Gianni Pagliarini e ha dato la sua adesione anche Rifondazione con il segretario Paolo Ferrero e l'Anpi Nazionale. Il leader dell'Italia dei Valori afferma che "Il governo è incapace di gestire la grave crisi economica che attanaglia il paese: a differenza dei procedimenti giudiziari del premier, infatti, i loro licenziamenti e gli effetti negativi non subiscono nessuna prescrizione".  Il vice segretario del Pd pone in primo piano l'obiettivo del"rilancio dell'economia e della tutela del reddito dei lavoratori".

14,20 - Mentre il corteo si dirige verso piazza del Popolo continuano ad arrivare migliaia di lavoratori. Oltre 100 pullman arrivano dalla Toscana "per - afferma una nota della Cgil regionale - esprimenre il loro disagio nei confronti del governo che non mette in campo politiche industriali in grado di affrontare con efficacia la crisi e di costruire il futuro del paese".
Da Genova sono arrivati un treno speciale e 15 pullman con molti lavoratori dipendenti delle aziende in crisi. 160 i pullman partiti dall'Emilia Romagna. Considerando chi arriva a Roma con i mezzi propri dalla regione saranno più di 10mila i partecipanti alla manifestazione.

14,05 - La testa del corteo comincia a muoversi molto lentamente da Piazza della Repubblica, già gremita da moltissimi lavoratori giunti da tutta Italia. Striscioni, bandiere di tutte le categorie. "Il posto del lavoro non si tocca. Nord e Sud uniti nella lotta" recita un grande striscione della Cgil di Brescia.Tanti i metalmeccanici della Fiom, che indossano magliette con sopra scritto "E' il mio contratto e io voglio votare". Un chiaro riferimento all'accordo separato firmato da Fim e Uilm con Federmeccanica, che rifiutano il referendum dei lavoratori chiesto dalla federazione di categoria della Cgil.

 


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