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Editoriale di Vincenzo Vita
Un colpo di mano. Di questo si tratta vista la telefonata con cui il direttore generale della Rai, Mauro Masi, avrebbe annunciato a Paolo Ruffini, direttore di Rai 3 che dovrà lasciare l’incarico. Motivazione: nessuna.
Un colpo di mano devastante non solo perché si tenta l’assalto finale alla rete televisiva che ha ottenuto significativi risultati ma è invisa a Berlusconi. In effetti nelle intenzioni di Masi si intravede una vera e propria devastazione della Rai. Addirittura si rfimettono in gioco non solo Rai news 24,RaiCinema, ma anche gli incarichi di Giuliana Del Bufalo Fabrizio Del Noce Evidentemente il Pdl ha bisogno di posti. Al tempo stesso c’è chiaro e dichiarato l’obiettivo di indebolire la Rai. Disarticolare Rai3 fa parte di questo piano. Non a caso il consigliere Nizzo Nervo ha chiesto che si facciano nomine là dove ci sono incarichi scoperti affermando che “ Paolo Ruffini è la linea del Piave. Non si tratto solo della difesa di una professionalità che è patrimonio prezioso dell’azienda. Ma di un punto di resistenza che chiama in causa l’intero Consiglio di amministrazione, il Presidente Garimberti, la Commissione di vigilanza, una difesa dell’autonomia del servizio pubblico, il suo sviluppo, il pluralismo dell’informazione. Non è un caso che l’attacco finale venga portato a Rai3. Qualche giorno fa il “ Fatto quortidiano” non smentito, ha anticipato i contenuti della proposta del nuovo contratto di servizio tra lo Stato e la Rai. Ovviamente, il percorso decisionale deve ancora passare per la Commissione parlamentare di vigilanza dove la battaglia sarà assai aspra. Se davvero il testo assomiglierà a quanto scritto, si cancellerà di fatto la terza rete televisiva, secondo i voleri di Berlusconi. Infatti, il canale tornerebbe esattamente come trent'anni fa ad essere regionalizzato con la probabile fine delle trasmissioni considerate scomode a Villa Grazioli. Senza nulla togliere al decentramento, quest'ultimo dovrebbe riguardare l'insieme del servizio pubblico e non solo la terza rete. Inoltre, entrerebbe in scena una sorta di comitato di valutazione delle trasmissioni, una specie di gran giurì.
E poi vengono quasi abolite le quote obbligatorie di produzione di film audiovisivi italiani ed europei, e così via.
Il contratto di servizio era nato come uno strumento "pattizio", volto a regolamentare le attività tecniche e organizzative dell'azienda pubblica. Non è una legge e neppure un suo decreto attuativo. Insomma, è un "colpetto" di mano che si aggiunge al tentativo di queste ore di cambiare la legge sulla par condicio. Il resto è tristemente noto, a cominciare dal conflitto di interessi. Per non sbagliare, comunque, la Direzione generale , secondo una lista di proscrizione lungamente annunciata, rende noto il siluramento di Ruffini.
Il 3 ottobre vi fu una straordinaria mobilitazione in Piazza del Popolo a Roma promossa dalla Federazione della stampa. Evidentemente non è bastata. L'iniziativa democratica non può avere pause ed è l'occasione per riunire tutte le opposizioni.
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L'unico vero responsabile che dovrebbe essere allontanato dalla Rai dopo i fallimenti e la messa in ridicolo della televisione pubblica è " Mauro Masi " !
Forse sarebbe il caso di cominciare a sottoscrivere una petizione degli abbonati per il Suo allontanamento dalla cabina di strategia di Dg.della Rai.