di Antonio Minopoli
MILANO - Come una foglia di autunno così se n’è andata la vita di Alda Merini, come nei paesaggi che ci circondano in questi giorni dai gialli caldi , pieni di speranza, gli arancioni vivi ed accoglienti ed i rossi infuocati di passione , che dietro la bellezza nascondono un velo di struggente malinconia. Così è stato il percorso di vita di questa donna che ha incarnato il senso stesso della poesia.
In occasione della sua morte si sono celebrati funerali di Stato presso il Duomo di Milano officiati dal vescovo Franco Giulio Brambilla , vicario episcopale della diocesi di Milano , alla presenza del sindaco Letizia Moratti ed i ministri Bossi e Gelmini . Gli organi ufficiali si sono fatti carico di rappresentare ed onorare questa grande poetessa, ma quanto conta realmente la vita di un poeta in questa nostra “cultura”? La poesia non fa tendenza né buoni ascolti in questa società degli alti share televisivi , ma è possibile che la poesia debba essere nota solo se passa attraverso un talk show?
Qualche giornale ha scritto che negli ultimi anni Alda Merini aveva scelto consapevolmente la condizione di indigenza in cui versava, ma come si può scegliere l’abbandono, l’isolamento e l’indifferenza ? I mass media dovrebbero prestare maggiore attenzione alla nostra cultura viva ,dedicandole maggiori spazi . Dovrebbe essere “trasmessa” in prima serata piuttosto che aspettare che diventi cadavere , relegandola invece nelle prime ore della notte. Come si può creare interesse se si curano solo quegli aspetti deteriori e “barbarici” della comunicazione?
Ci sentiamo appagati quando le autorità indossano le loro vesti di parata e fanno finta di … perché solo di una finzione si tratta e serve solo ad ingannare i nostri occhi e le nostre anime al pari di quell’antica tecnica che è il “trompe l’oeil” . Letteralmente significa “ingannare l’occhio” ossia il rappresentare una condizione facendola passare per quella che non è. Molti degli “aristocratici del pensiero” se ne continuano a servire per illudersi ed illuderci che il mondo sia solo di facciata e per convincerci che è meglio per il nostro quieto vivere, non indagare cosa sta dietro le quinte di questo “teatrino traballante” dal quale in certe occasioni escono in fila indiana con le proprie divise di ordinanza.
Qualche giornale ha scritto che negli ultimi anni Alda Merini aveva scelto consapevolmente la condizione di indigenza in cui versava, ma come si può scegliere l’abbandono, l’isolamento e l’indifferenza ? I mass media dovrebbero prestare maggiore attenzione alla nostra cultura viva ,dedicandole maggiori spazi . Dovrebbe essere “trasmessa” in prima serata piuttosto che aspettare che diventi cadavere , relegandola invece nelle prime ore della notte. Come si può creare interesse se si curano solo quegli aspetti deteriori e “barbarici” della comunicazione?
Ci sentiamo appagati quando le autorità indossano le loro vesti di parata e fanno finta di … perché solo di una finzione si tratta e serve solo ad ingannare i nostri occhi e le nostre anime al pari di quell’antica tecnica che è il “trompe l’oeil” . Letteralmente significa “ingannare l’occhio” ossia il rappresentare una condizione facendola passare per quella che non è. Molti degli “aristocratici del pensiero” se ne continuano a servire per illudersi ed illuderci che il mondo sia solo di facciata e per convincerci che è meglio per il nostro quieto vivere, non indagare cosa sta dietro le quinte di questo “teatrino traballante” dal quale in certe occasioni escono in fila indiana con le proprie divise di ordinanza.
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