Redazione
ROMA – Bisogna giungere alla verità nel più breve tempo possibile. E’ questo l’appello lanciato nuovamente dalla famiglia del giovane Stefano Cucchi, il ragazzo morto inspiegabilmente mentre era detenuto nel carcere Regina Coeli di Roma, in occasione della conferenza stampa organizzata giovedì al Senato.
Nel corso dell’appuntamento con i cronisti a Palazzo Madama, promosso dal presidente dell’Associazione ‘A buon diritto’, Luigi Manconi, a cui hanno partecipato il legale dei Cucchi, Fabio Anselmo, e alcuni parlamentari, tra i quali Emma Bonino, Rita Bernardini, Felice Casson e Renato Farina, sono state distribuite le foto scattate a conclusione dell’autopsia sul corpo del ragazzo. Immagini che mostrano chiaramente il volto tumefatto di Stefano e i numerosi traumi su tutto il corpo. Il giovane avrebbe riportato, infatti, numerose contusioni, l’arretramento di un bulbo oculare, una frattura alla mascella e numerosi danni alla dentatura.
Segni, questi, che rendono quantomeno discutibile la versione della caduta dalle scale  Â
“L'atto di morte è stato acquisito dal pm - ha spiegato il legale Fabio Anselmo, che ha seguito anche la vicenda del giovane Federico Aldrovandi - per cui non abbiamo in mano nulla, se non le foto scattate dall'agenzia funebre e un appunto del medico legale. Non sono stati riscontrati traumi lesivi, a quanto appare, che possono averne causato la morte. Si parla di ecchimosi ed escoriazioni e sangue nella vescica, per cui è difficile sapere quando e soprattutto come è mortoâ€.
Ciò che è certo è che Stefano venne fermato il 15 ottobre scorso per detenzione di sostanze stupefacenti al Parco degli Acquedotti di Roma e che è morto al nosocomio capitolino Sandro Pertini il 22 ottobre, dopo il ricovero al Fatebenefratelli e la detenzione al Regina Coeli. In tutto questo lasso di tempo, dal fermo alla morte, ai familiari non è stato permesso di visitarlo.
Le spiegazioni fornite in Parlamento dal Ministro della Giustizia, Angelino Alfano, che ha parlato di una “caduta accidentale dalle scaleâ€, non sono per nulla sufficienti. La famiglia continua a chiedere che si faccia piena luce sul caso, senza reticenze di sorta. Il padre di Stefano chiede la verità anche al ministro La Russa. “Mio figlio in quei momenti era sotto la tutela dello Stato – ha detto Giovanni Cucchi - dunque questa vicenda non può passare sotto silenzio. E dato che è stato preso in consegna dai Carabinieri chiediamo chiarezza anche al ministro della Difesa Ignazio La Russaâ€.
Della vicenda si è interessata anche l’associazione Antigone, il cui presidente Patrizio Gonnella afferma: “Abbiamo fatto una ricostruzione fedele dei giorni che vanno dall'arresto di Stefano Cucchi alla sua autopsia, di cui stiamo ancora aspettando l'esitoâ€. All’agenzia Cnr Media, Gonnella sottolinea come “le fotografie [del giovane deceduto ndr.] parlano da sole, così eloquenti da diventare imbarazzantiâ€. Impossibile quindi che sia caduto: “Dovrebbe essere caduto prima di schiena e poi di faccia, molto strano e difficile. Forse solo una caduta sugli sci potrebbe causare danni così disparati e diffusiâ€. Da qui la necessità di “un'inchiesta rapidissima, altrimenti – conclude Gonnella – potrebbe diventare melmosa, come in altri casi. I fatti sono facili da accertare: si possono sapere rapidamente i nomi dei carabinieri che hanno arrestato Stefano Cucchi, si interrogano, si scopre la verità in meno di 48 oreâ€.
ATTENZIONE LE IMMAGINI CHE SEGUONO POTREBBERO URTARE LA VOSTRA SENSIBILITA'
(fonte delle fotografie CnrMedia)
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scritto da paolo losenno , ottobre 29, 2009
spero che i bastardi che lo hanno ammazzato paghino senza sconti....
scusate lo sfogo
scritto da roberto68g , ottobre 30, 2009
Ormai sono fuori da tutto da piu' di 12 anni ma all'epoca come tossicodipendente anche io venivo arrestato a causa dello spaccio per procurarsi la dose quotidiana.Una delle ultime volte di permanenza in carcere sono stato picchiato piu' volte da alcune guardie carcerarie perche' odiavano i tossici.Solo e mi permettevo di chiedere qualche cosa,mi andava bene se mi rispondevano con offese pesanti anche su mia madre,ma se reagivo anche verbalmente vedivo picciato a calci pugni e schiaffi e ovviamente mi mettevano in isolamento.Quando arrivo' la vicinanza della fine della pena chiesi se potevano aiutarmi a trovare un modo per reinserirmi e poter lavorare.Bhe! a due mesi dalla data della carcerazione mi venne rifiutato il permesso che mi serviva per incontrare un prete che mi avrebbe aiutato.Dissero che i tossici non cambieranno mai e quindi non hanno diritto a permessi anche se per due anni il comportamento in carcere e' stato impeccabile.mise la mia richiesta di permesso in fondo ad un cassetto.Bhe! oggi passati 12 anni sono una persona libera da ogni droga e ho una bella famiglia,lavoro e sono stimato.Tutto questo senza l'aiuto dello stato.Lo stato mi ha educato solo a riceverre botte e offese.....grazie!
scritto da patrick , ottobre 30, 2009
Altro che Repubblica,questo è DITTATURA crudele!
scritto da imma , ottobre 30, 2009
scritto da ronegro , ottobre 30, 2009
scritto da Eleonora , ottobre 31, 2009
scritto da daria , ottobre 31, 2009
scritto da alessadro , ottobre 31, 2009
PER QUANTO RIGUARDA A QUELLA SPECIE DI POLITICO ANGELINO ALFANO è MEGLIO CHE LASCI FARE IL MINISTRO AD UN'ALTRA PERSONA!!!!!!
SOLIDARIETÃ ALLA FAMIGLIA DELLA VITTIMA,GIUSTIZIA SIA FATTA!
ALESSANDRO



















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