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Editoriale di Alessandro Cardulli
Berlusconi è fuori di sé. Privo di freni, incapace di controllarsi, si esibisce in una squallida sceneggiata telefonica a “Ballaròâ€, inveendo contro i “giudici comunisti†e lo stesso conduttore, Giovanni Floris.
La sentenza con cui la Corte d’Appello di Milano conferma la condanna dell’avvocato Mills per corruzione in atti giudiziari lo ha  sconvolto. Senza più la legge Alfano a salvarlo dal processo, il capo del governo sa bene che a un corrotto corrisponde sempre un corruttore e che lui stesso dovrà presentarsi in Tribunale a rispondere di questa accusa.
L’altro procedimento contro di lui riguarda una complessa vicenda di diritti televisivi. A esasperarlo ulteriormente il “caso Tremontiâ€, rinviato ma non risolto. Arcore, la villa dove soggiorna affetto da scarlattina, è diventata per lui un vero e proprio supplizio. Arrivano i coordinatori del Pdl, La Russa, Bondi e Verdini. Bussa alla porta il senatùr Umberto Bossi, il “tutoreâ€di Tremonti. Quest’ultimo è messo sulla graticola dai numerosi che non gradiscono le sue scelte economiche, rivendica il posto di viceministro, come atto riparatorio per le offese ricevute. Per Berlusconi è come una stilettata al cuore. Lui addirittura pensava di far fuori Giulio con il quale, avrebbe detto, “umanamente il rapporto è chiusoâ€. Non sappiamo se questa battuta corrisponda al vero visto che il premier smentisce sempre quello che ha detto un minuto prima. Fa specie, comunque, sentire Berlusconi pronunciare la parola “umanamenteâ€. Non c’è un suo atto, una sua iniziativa anche in questi ultimi tempi che faccia intravedere un barlume di “umanità â€. Lui pensa di essere al disopra di ogni “umanoâ€. Nessuno lo può giudicare, tanto meno i magistrati. Nessuno può fargli ombra, nessuno si può permettere di contraddirlo, di mettere in dubbio le sue iniziative, lui è il Dux assoluto. Con Tremonti i conti sono solo rinviati. La tregua consiste in un bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto. Il ministro dell’economia voleva il posto di vicepresidente in combutta con Bossi? Se lo sogna. Si torna alla cabina di regia. Certo, presieduta da Tremonti che può vantare di aver strappato un risultato al presidente. Il bicchiere mezzo pieno. Ma Berlusconi, così, lo ha chiuso in una gabbia da sorvegliato speciale, i cui guardiani sono gli altri ministri e i presidenti dei gruppi parlamentari. Il bicchiere mezzo vuoto.
Certo con il capo della Lega se l’è vista brutta. Ma pensa di aver messo a posto anche lui. Qualcuno gli ha fatto rilevare che, forse, la storia del viceministro era tutta una manfrina e che l’obiettivo vero di Bossi era quello di portare a casa più candidati possibili alle prossime regionali. Acquisito il Veneto, nella lista che il leader leghista ha nella mente, ci sono Lombardia, Piemonte, Liguria tanto per gradire.
Poi si è aggiunto il “caso Marrazzoâ€.  Viene a sapere da sua figlia che al rotocalco di famiglia “Chi†è stata offerto, dietro lauta parcella, un video in cui l’ex Governatore del Lazio si intrattiene con una trans. Lo comunica a Marrazzo e gli suggerisce di prendere contatto con chi fa circolare questo video, di pagare per entrarne in possesso. Gli fornisce perciò anche il modo di contattare chi sta cercando di vendere il video. Forse poteva suggerire a Marina, capo della Mondadori, di denunciare l’episodio visto che si è in presenza di un reato commesso nella realizzazione clandestina del video. Ma, se così avesse fatto, Marrazzo, di nuovo candidato alla presidenza della regione Lazio, non sarebbe rimasto sulla graticola, magari fino a pochi giorni prima delle elezioni.
Per Berlusconi e per la sua corte si sarebbe trattato di un gesto “umanitario†che la sinistra non avrebbe mai fatto. Non solo. Si è subito messo in parallelo il “caso†Marrazzo e quello di “papiâ€. Dimenticando un piccolo particolare: che Marrazzo alla fine ha risposto alla domande che gli venivano poste con la verità . Prima si è autosospeso, poi si  è dimesso. Ha pagato di persona, drammaticamente. Berlusconi no. Sfoga la sua disperazione, è accecato dall’ira e dalla paura, vede ovunque complotti, è terrorizzato dal fatto che un Tribunale lo possa giudicare come tutti gli altri umani. Non trova di meglio che prendersela con Ballarò, con il mite Giovanni Floris. Lo chiama al telefono, fa una piazzata, lo offende, non accetta di rispondere alla domande. La scena deve essere tutta sua. Accusa Floris: “Lei con i soldi di tutti fa processi pubblici. E’una cosa inaccettabile. Ora però io parlo e poi lei mi fa le domande. Ora non sono a sua disposizione.
La tv non è sua anche se le trasmissioni sono tutte di sinistraâ€.
Scatenato offende i magistrati milanesi, forse le sue parole possono configurare anche un reato. Non è degno di un capo di governo affermare che “l’anomalia italiana non è Silvio Berlusconi, lo sono i pm comunisti e i giudici comunisti di Milano†Gli fanno eco La Russa e Alfano che mettono sotto accusa “Ballaroâ€, quasi un editto, questa volta non bulgaro, per sollecitare al direttore generale della Rai, Mauro Masi, atti censori o qualcosa di peggio. Insomma la democrazia sotto i piedi. Ma non può finire così.
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Il Governo Italiano (Circo Mediatico), invece di spararle grosse per evitare che sia ancora più palese la crisi profonda in cui è piombato, che sarebbe meglio ragionare se non sia arrivato il momento di mollare questo modo di fare politica senzazionalistica senza mai realizzare niente, basta vedere le riforme che in Italia aspettiamo, e passare ad una nuova fase di lavoro vero? Caro Presidente Berlusconi, non è arrivato il momento anche per lei, di cacciare da palazzo Chigi, ministri come la Gelmini, che in questo periodo tra tagli indiscriminati, accorpamento di classi, ricorsi persi, scioperi, malcontento di tutti gli operatori della scuola, e assoluta incompetenza in materia, come si evince dai papocchi che in questi giorni sono emersi, le hanno causato e ci hanno causato solo guasti e perdita di fiducia nelle istituzioni? E la Carfagna che vuole togliere il velo alle donne islamiche, lei così esperta in fatto di denudamenti vari? crede che questo sia proprio il primo pensiero degli italiani? e della pletora di yes men e personale politico scadente che ogni giorno le fa fare fesserie come il lodo “Alfano� L’opposizione l’accusa di essere un nuovo Duce, ma voglio ricordarle che del Governo Mussolini facevano parte: Alfredo Rocco, Luigi Federzoni, Paolo Thaon di Revel, Alberto De Stefani, Giovanni Giuriati, Aldo Oviglio, Armando Diaz, Giuseppe D’Arzago De Capitani, Gabriello Carnazza, Giovanni Antonio Colonna di Cesarò e alla scuola Giovanni Gentile. Certo nessuno dei citati ha le doti della Carfagna e della Gelmini, due che il mondo ci invidia insieme a Cammarata e Schifani, ma pazienza!