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Home Italia Politica interna Rutelli “il nomade” lascia il Pd per Casini e Montezemolo. Buttiglione: “Benvenuto!”

Rutelli “il nomade” lascia il Pd per Casini e Montezemolo. Buttiglione: “Benvenuto!”

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di Tommaso Vaccaro

ROMA – Né dentro, né fuori. Nemmeno della giornata dell’addio al Pd, Francesco Rutelli, ex esponente di molte cose (tra cui la Margherita), riesce a fare chiarezza sul futuro approdo politico. Che ad affascinarlo sia il ‘Grande Centro’, per adesso solo nella testa di Pierferdinando Casini e Rocco Buttiglione, lo si sapeva da tempo.

 

Ma nel suo intervento a Milano, in occasione della presentazione dell’ultima fatica letteraria (“la svolta”) e a due giorni dalle primarie che incoronano Pierluigi Bersani alla guida democratica, le intenzioni di Rutelli possono soltanto essere evinte da un lungo giro di parole.

L’ex presidente della Margherita, reduce dalla straordinaria sconfitta a Roma, oggi nelle mani nientemeno che di Gianni Alemanno, parte dall’analisi dell’esistente: “Penso che l'Italia stia conoscendo un cambiamento, uno spostamento politico di cui la grande parte dei cittadini non si accorge, calata com'è in un conflitto che sta snervando il Paese”. Se da una parte “il centrodestra è diventato destra”, per Rutelli il centrosinistra rappresentato dal Pd ritrova con Bersani “le sue fondamentali ragioni di sinistra riformista”, per di più alleata “con il movimento dipietrista”.

E quando si parla di sinistra e, ancora peggio, di Di Pietro, al Rutelli di oggi, viene l’orticaria.

Poi azzarda una previsione: “di fronte alla Lega che diventa il contraente della destra nel nord, potremo avere la nascita di un partito al Sud, in tempi molto rapidi. Noi avremo – dice – un cambiamento politico tutto interno alle file della destra, di fronte al quale il centrosinistra che diventi sinistra non avrebbe parole decisive da spendere e si ritroverebbe in minoranza”.

Rutelli trae così le conseguenze e annuncia: “Occorre tracciare un tragitto differente unendo persone diverse che hanno culture diverse e che hanno bisogno di mettersi al servizio operosamente per un'Italia operosa e non per l'Italia del rancore”. Un invito, neanche troppo celato, rivolto direttamente al presidente Luca Cordero di Montezemolo, ai centristi di Casini e agli eventuali insoddisfatti del Pdl e del Pd.

“Occorre dare una risposta che non possiamo affidare al percorrere di binari che vediamo tracciati davanti a noi - continua ancora l’ex presidente della Margherita  - perché sappiamo già quei binari dove vanno a finire ed ecco quindi che occorre iniziare un tragitto differente”.

A coloro i quali lo accusano di aver fatto parte in trent'anni di 4 partiti diversi, vale a dire i Verdi, i Radicali, la Margherita e il Pd, il “nomade della politica” risponde contrattaccando e ricorda come anche coloro che oggi sono nel Pd “sono passati prima dal Pci, poi dal Pds e ai Ds, ma sono convinti di fare parte di uno stesso partito”.

Le reazioni. Fioroni: “non archiviare il caso Rutelli”. Buttiglione (Udc): “Benvenuto!”

Ma riguardo le possibili uscite dal partito che si andrebbero ad accodare al leader teodem, il Popolare Giuseppe Fioroni chiede a Bersani di “ricostruire un comune sentire, in modo che le differenze non vengano festeggiate come qualcosa che se ne deve andare ma come una straordinaria opportunità per rappresentare la società. Se Bersani riuscirà a fare questo – continua l’ex ministro dell’Istruzione –non credo ci saranno liste di 10-15 o 20 [transfughi ndr.]”.

Ma visto che dalla nuova segreteria del partito democratico non arriva in giornata alcun commento sulla “scissione” annunciata dal neocentrista, Fioroni prende nuovamente la parola e afferma: “Trattare la vicenda di Rutelli come se si trattasse di una pratica da archiviare, sarebbe un errore, una mancanza di intelligenza”.

Di tutt’altro avviso è, invece, uno dei candidati alla guida del Pd, il senatore Ignazio Marino.

Per l’ex chirurgo, la situazione del margheritino “ricorda un po’ quella del bambino che si porta via il pallone per impedire agli altri di giocare”. Peccato, aggiunge Marino, che Rutelli “corre via ma rischia di non portarsi via neppure il pallone”.

Il capogruppo dimissionario del Pd alla Camera, Antonello Soro, commenta così la notizia dell’imminente uscita dell’ex sindaco di Roma dal partito: “È giusto - aggiunge - che il segretario vincente abbia la responsabilità e non ho dubbi che saprà cogliere la complessità del Partito Democratico, ma nel Pd si partecipa alle competizioni per rispettarne l'esito, non per scapparne via”.

Rocco Buttiglione, dal canto suo, accelera i tempi e dà il suo “Benvenuto a Rutelli”, al quale, specifica, “Non gli chiediamo di entrare nell'Udc, che già esiste, ma di fare con noi un partito nuovo e più grande”. Magari con “Galan e Micchichè”.

Promessa o minaccia? Al momento, non è dato saperlo.


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Commenti (1)Add Comment
Voltagabbana senza ideali
scritto da Jena , ottobre 28, 2009
Più che Nomade, lo chiamerei Mercenario al soldo di chi lo paga meglio. Da radicale a clericale.
Ma è mai possibile una metamorfosi così paradossale ?
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Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 28 Ottobre 2009 15:30 )  

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