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Home Cultura Spettacolo Letteratura Il supermarket del sacro nell’Era della Globalizzazione

Il supermarket del sacro nell’Era della Globalizzazione

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di Fabrizio Legger

Un saggio dedicato ai nuovi movimenti religiosi

Il mondo odierno assomiglia sempre più ad un immenso supermercato a cielo aperto. Si compra di tutto e si vende di tutto, non solo la dignità e l’anima dell’uomo, ma anche il sacro, la fede, e tutto ciò che riguarda la sfera del soprannaturale.

 

Basta rivolgersi a una qualunque setta, a un qualunque guru più o meno famoso, per sentirsi propinare salvezza spirituale, benessere psicofisico, fortuna e amore nella vita, in cambio, ovviamente, di lauti pagamenti di corsi e di terapie che altro non sono, in fin dei conti, che furti legalizzati.
Così, grazie a questa “mercificazione del sacro”, mai come oggi sono sorte centinaia e centinaia di sette, chiesuole, conventicole e movimenti religiosi che fanno affari col sacro, turlupinano gli ingenui, vendono carismi, spremono i loro adepti come limoni e permettono un arricchimento indecente dei loro furbeschi guru. Si tratta delle cosiddette “religioni alternative”, di cui tratta con molta competenza Giuseppe Dal Ferro nel suo interessante libro intitolato: “Alla ricerca di Dio. Analisi antropologica e teologica delle religioni alternative” (pagine 287, Euro 18,00), pubblicato dalle padovane Edizioni Il Messaggero.

In questo libro, che è una sorta di guida per il Mercato del Sacro, l’Autore ci porta alla scoperta delle tante sette e conventicole che contendono terreno alle religioni tradizionali: psicosette come la Scientologia o la LDP, sette ufologiche come quella dei Raeliani, sette legate alla New Age e ai culti Acquariani, sette pagane, magiche e sataniche come la Chiesa di Satana e i Bambini di Satana, il Cenacolo dei Sacri Lari o la comunità di Damanhur, sette di ispirazione orientale come gli Hare-Krishna, la Mahikari o l’Ananda Marga, sette spiritistiche come la Loggia dell’Aquila Bianca o il Cerchio Firenze 77.

Lo sconcertante di queste assurde sette è che hanno una impostazione commerciale: vendono corsi, stage e seminari, propinano materiale di ogni genere in cambio di denaro, chiedono ai propri adepti di versare contributi economici per il mantenimento delle sedi di culto e degli addetti alle funzioni. Tutto ciò, ovviamente, puzza terribilmente di mercato, di affari e di truffe: spesso, dietro queste pseudoreligioni ci sono dei gran furboni che approfittano della credulità dei gonzi per  spillare loro dei soldi, vendendo dottrine, credenze, miracoli e tecniche di meditazione o di preghiera, che, al contrario, dovrebbero essere gratuite e libere a tutti. Perciò, queste forme di religiosità alternativa, sanno tanto di imbroglio, di truffa, di plagio nei confronti di persone ingenue, ignoranti, o magari che si trovano ad affrontare momenti assai difficili delle loro vite (in seguito a malattie, lutti, disgrazie). In sostanza, un buon libro, questo di Dal Ferro, che ci mette in guardia dagli inganni dei mercanti del sacro e che ci aiuta ad aprire gli occhi sull’assurdità di religioni per poter usufruire delle quali occorre pagare. Dio non chiede soldi ai suoi fedeli: chi fa questo, è più facile che obbedisca ai diavoli delle Tenebre piuttosto che a Dio. Un ottimo libro, che potete chiedere nelle migliori librerie oppure alle Edizioni Il Messaggero: www.edizionimessaggero.it


 




 


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Commenti (1)Add Comment
Perchè il Cerchio Firenze 77 non può essere equiparato ai una setta
scritto da Umberto , ottobre 15, 2009
Concordo che molti movimenti religiosi o spirituali, oggi, possano avere un'organizzazione tesa principalmente all'acquisizione di denaro, piuttosto che a diffondere un'idea.
Però invito a informarsi meglio su quello che NON è l'organizzazione del Cerchio Firenze 77, il quale (unica associazione libera), non solo non ha mai fatto circolare denaro, ma lo ha anche rifiutato come donazione o contributo per le spese della gestione degli incontri, che usano l'esclusivo contributo derivante dai diritti d'autore dei libri.
Inoltre non vi è una sede, nè nessuna persona a cui far capo; non ci sono primi o ultimi, e ogni iniziativa è sempre a titolo personale di chi vuole diffondere un ideale che sente anche il proprio.
Insomma, è solo un gruppo di amici che condivide un ideale comune, non mai una setta.
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Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 14 Ottobre 2009 20:24 )  

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