di A.A.
MILANO - Il film denuncia dei lavoratori Alitalia "Tutti giù per aria, l'aereo di Carta" non verrà più proiettato all'Università degli studi di Milano Bicocca. A darne notizia è stato direttamente il Rettore Marcello Fontanesi, il quale ieri ha deciso di non concedere più gli spazi nell'ateneo ed ha comunicato agli organizzatori che il nobel Dario Fo, ospite dell'evento, non sarebbe potuto intervenire sul tema Alitalia. Motivo? Mancanza di competenza.
Questa fuorviante giustificazione del rettore Fontanesi, che tra l'altro riveste un ruolo istituzionale nella Pubblica Istruzione, rispecchia un'anomalia evidente, come un vero e proprio attacco personale nei confronti di Dario Fo, che ricordiamo è stato il vincitore del Premio Nobel per la letteratura nel 1997. E così gli spazi concordati per la proiezione del film, che avrebbero dovuto ospitare l'iniziativa il prossimo 12 ottobre, sono stati improvvisamente negati.
Che sotto ci siano anche delle motivazioni di natura politica, oppure semplicemente la volontà di nascondere la vicenda dei lavoratori Alitalia, non è dato a sapersi.
All'evento avrebbero dovuto partecipare anche Francesco Bonazzi , de Il Fatto Quotidiano, Franco Debenedetti, Vittorio Malagutti dell'’Espresso, l'Onorevole Bruno Tabacci, Marco Ponti del Politecnico di Milano, Francesco Silva, Ugo Arrigo,entrambi dell'Università Bicocca, Andrea Giuricin dell'Istituto Bruno Leoni, gli autori e i produttori del film.
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scritto da Super Proto , ottobre 11, 2009
Il signor Fontanesi è un ottimo rettore: è stato in grado di far crescere in pochi anni un'ottima università che rivaleggia (se non supera)in molti settori con la vicina università statale di Milano1. La qualità della ricerca è indiscutibile e buona è anche la didattica e l'organizzazione (con le dovute eccezioni, qualche mela marcia esiste sempre).
In Bicocca c'è un forte equilibrio politico. Le rappresentanze maggiori sono degli studenti di sinistra, nonostante ciò il clima è sereno e adatto allo studio (scopo di una università ). In molte occasioni sono stati concessi spazi per discussioni e conferenze, sempre cercando di promuovere un clima costruttivo e di confronto.
Questo nonostante i finanziamenti privati che, pur essendoci, sono molto più legati ai settori scientifici di ricerca e poco interessati alle vicende di interesse sociale presenti in università . Essa in molte occasioni ha svolto conferenze che potevano essere ritenute "scomode" senza che ci fossero particolari problemi. Questo perchè erano ben organizzate e ben moderate.
Le conoscenze di un premio Nobel per la letteratura potranno essere vaste, ma non riguardano in nessuna misura una questione economico sociale come è il caso Alitalia.
Forse, il programma di questo documentario, non è una analisi obbiettiva della questione ma, con buona probilità , una vetrina politica (e magari anche di satira politica, viste le attitudini di Fo) che nulla a che vedere con lo spirito di obbiettività e di oggettività che dovrebbe esistere in una università .
In questo caso rischiamo di montare una polemica assai ingiusta.
scritto da JusPrimaeNoctis , ottobre 12, 2009



















Trovo offensivo dire che un nobel come fo non sia all'altezza di discutere un argomento simile.
ricordo al rettore che fo e' stato uno dei piu' grandi diffusori di cultura italiana e non.
grande combattente di diritti umani conosciuto da tutto il mondo.
Lui (il rettore) chi e' che ha fatto chi lo conosce?
E' proprio vero che l'invidia non ha confini ne limiti ne religione.
Dico solo possano i suoi figli e nipoti vivere la stessa situazione di tutti i cassaintegrati Alitalia, se non si prova sulla propria pelle evidentemente per certe persone e' impossibile capire e comprendere.
grazie e saluti