di Giovanni Mazzamati
Stretta securitaria del Governo. Il Consiglio dei Ministri ha deliberato lo stato di emergenza su tutto il territorio nazionale per fronteggiare “un eccezionale afflusso di cittadini extracomunitari”, come specificato dal comunicato stampa di Palazzo Chigi. L'obiettivo del provvedimento, proposto dal Ministro dell'Interno Maroni, è quello di potenziare le attività di contrasto e di gestione del fenomeno dell'immigrazione clandestina.
A spiegare la norma è stato il capo dipartimento per le libertà civili e l'immigrazione del Ministero degli Interni Mario Morcone, che ha precisato come “la misura consentirà, attraverso l'utilizzo di ordinanze della protezione civile, l'adozione di procedure accelerate per la gestione dei nuovi centri di accoglienza”. Nessun intervento delle forze armate, quindi, come ribadito anche dal Ministro della Difesa La Russa. “Si tratta di una esigenza della protezione civile, che tocca essenzialmente aspetti organizzativi e burocratici. Non ci saranno i carri armati nelle strade e non si potrà sparare a vista”. I tre mila uomini messi a disposizione da La Russa, però, destano preoccupazione, anche se si continua ad affermare che lo stato d'emergenza servirà a garantire maggiore flessibilità nei trasferimenti dai Cpt.
Sono 3.690.000 gli immigrati regolari nel nostro Paese, circa il 6,2% della popolazione italiana. Negli ultimi venti anni hanno regolarizzato la loro situazione quasi un milione e cinquecento mila stranieri, un dato nettamente maggiore rispetto al resto d'Europa. La Spagna si attesta a quota un milione, la Francia a 266.100 e l'Inghilterra si ferma a sole 17.511 regolarizzazioni: questi dati testimoniano il perché l'Italia sia considerato un Paese di “prima scelta” tra le destinazioni degli immigrati. Il decreto flussi del 2007 ha fissato a 170 mila il numero dei lavoratori regolarizzabili, ma le domande pervenute sono state 664 mila. Sono tanti, quindi, gli stranieri nel nostro Paese e nei loro confronti l'atteggiamento è essenzialmente di sospetto: il 31% degli italiani sostiene che l'immigrazione sia un fenomeno inevitabile, ma ben il 39% la teme e crede che sia un fenomeno da fermare.
Le reazioni del mondo politico non si sono fatte attendere. Alle lodi della maggioranza, soprattutto della Lega, ha risposto l'opposizione. Il Pd ha chiesto immediatamente chiarimenti attraverso il Ministro ombra Minniti. “Apprendiamo dalle agenzie di stampa che il Governo ha dichiarato lo stato di emergenza nazionale per contrastare l'immigrazione clandestina; è assolutamente necessario che si spieghino immediatamente al Paese e al Parlamento le ragioni, le modalità e la finalità di tale iniziativa”.
Gli attacchi più marcati arrivano dalla sinistra. Dal congresso di Rifondazione Comunista Nichi Vendola, Presidente della Regione Puglia, si scaglia contro la scelta di Maroni, definendola “un pezzo di fascismo”, e ribadisce la sua volontà di proporre alla Conferenza dei Presidenti di Regione l'impugnazione del provvedimento. “''Passo dopo passo stiamo finendo fuori dal recinto della democrazia. Ci sono troppe scelte inquietanti prese dal Governo in questi giorni: la vicenda delle impronte digitali ai bambini rom, l'istituzione del reato di immigrazione clandestina, la militarizzazione di pezzi di territorio e oggi siamo alla proclamazione dello stato d'emergenza per combattere il fenomeno dell'immigrazione”. Concorde con il compagno di partito Paolo Ferrero, ex Ministro della Solidarietà Sociale, che definisce la proclamazione dello stato di emergenza “fumo negli occhi degli italiani per distoglierli dagli effetti dei provvedimenti dell'Esecutivo che impoveriscono il Paese e le fasce deboli”. Significative le prese di pozione dell'Arci, che parla del provvedimento come di un atto che causerà “aumento del disagio sociale e dello sfruttamento dei lavoratori migranti, costretti a subire il ricatto del lavoro nero, favorendo una situazione di illegalità diffusa”.
Questo provvedimento farà discutere a lungo ed intanto il Presidente della Camera Fini ha chiesto al Governo di riferire con urgenza in aula: molto probabilmente l'Esecutivo lo farà martedì.
Sono 3.690.000 gli immigrati regolari nel nostro Paese, circa il 6,2% della popolazione italiana. Negli ultimi venti anni hanno regolarizzato la loro situazione quasi un milione e cinquecento mila stranieri, un dato nettamente maggiore rispetto al resto d'Europa. La Spagna si attesta a quota un milione, la Francia a 266.100 e l'Inghilterra si ferma a sole 17.511 regolarizzazioni: questi dati testimoniano il perché l'Italia sia considerato un Paese di “prima scelta” tra le destinazioni degli immigrati. Il decreto flussi del 2007 ha fissato a 170 mila il numero dei lavoratori regolarizzabili, ma le domande pervenute sono state 664 mila. Sono tanti, quindi, gli stranieri nel nostro Paese e nei loro confronti l'atteggiamento è essenzialmente di sospetto: il 31% degli italiani sostiene che l'immigrazione sia un fenomeno inevitabile, ma ben il 39% la teme e crede che sia un fenomeno da fermare.
Le reazioni del mondo politico non si sono fatte attendere. Alle lodi della maggioranza, soprattutto della Lega, ha risposto l'opposizione. Il Pd ha chiesto immediatamente chiarimenti attraverso il Ministro ombra Minniti. “Apprendiamo dalle agenzie di stampa che il Governo ha dichiarato lo stato di emergenza nazionale per contrastare l'immigrazione clandestina; è assolutamente necessario che si spieghino immediatamente al Paese e al Parlamento le ragioni, le modalità e la finalità di tale iniziativa”.
Gli attacchi più marcati arrivano dalla sinistra. Dal congresso di Rifondazione Comunista Nichi Vendola, Presidente della Regione Puglia, si scaglia contro la scelta di Maroni, definendola “un pezzo di fascismo”, e ribadisce la sua volontà di proporre alla Conferenza dei Presidenti di Regione l'impugnazione del provvedimento. “''Passo dopo passo stiamo finendo fuori dal recinto della democrazia. Ci sono troppe scelte inquietanti prese dal Governo in questi giorni: la vicenda delle impronte digitali ai bambini rom, l'istituzione del reato di immigrazione clandestina, la militarizzazione di pezzi di territorio e oggi siamo alla proclamazione dello stato d'emergenza per combattere il fenomeno dell'immigrazione”. Concorde con il compagno di partito Paolo Ferrero, ex Ministro della Solidarietà Sociale, che definisce la proclamazione dello stato di emergenza “fumo negli occhi degli italiani per distoglierli dagli effetti dei provvedimenti dell'Esecutivo che impoveriscono il Paese e le fasce deboli”. Significative le prese di pozione dell'Arci, che parla del provvedimento come di un atto che causerà “aumento del disagio sociale e dello sfruttamento dei lavoratori migranti, costretti a subire il ricatto del lavoro nero, favorendo una situazione di illegalità diffusa”.
Questo provvedimento farà discutere a lungo ed intanto il Presidente della Camera Fini ha chiesto al Governo di riferire con urgenza in aula: molto probabilmente l'Esecutivo lo farà martedì.
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