di Giovanni Mazzamati
La notizia del possibile rinvio a giudizio data da Repubblica. Chiusa l’inchiesta della Procura di Milano. Gli avvocati del premier “protetto†dal lodo Alfano attaccano i magistrati
MILANO – Tutto sembra pronto per l’ennesimo rinvio a giudizio per Silvio Berlusconi. Il pubblico ministero Fabio De Pasquale, come riferisce La Repubblica, unica testata a darne notizia, avrebbe chiuso l’indagine che riguarda i rapporti tra il gruppo Fininvest/Mediaset e la società Wiltshire Trading, di proprietà dell’egiziano naturalizzato americano Frank Agrama, in merito ai presunti fondi neri dei diritti tv.
Il filone Mediatrade, così è stata ribattezzata questa parte dell’inchiesta, avrebbe portato alla luce le modalità con le quali le società televisive del gruppo Berlusconi acquisivano i diritti per trasmettere i film dalle major americane. Invece che contrattare direttamente i diritti ottenendo un prezzo più vantaggioso, Fininvest/Mediaset li acquistava ad un costo maggiore dalla Wiltshire che a sua volta li aveva acquisiti dalle case di produzione d’oltre Oceano. La differenza tra quanto pagato dalla Wiltshire e l’esborso del gruppo Fininvest/Mediaset finiva su alcuni conti in paradisi fiscali con l’approvazione del Cavaliere e di Agrama.
Appropriazione indebita, questa dovrebbe essere l’accusa ai danni del Presidente del Consiglio che, comunque, ad oggi eviterebbe il processo per via del lodo Alfano. Ci sono però ancora perplessità sull’opportunità di chiedere immediatamente il rinvio a giudizio anziché aspettare il pronunciamento della Consulta in merito alla norma che porta il nome del Guardasigilli, per via della grande attenzione dei media sulla vicenda.
La risposta di Berlusconi a queste indiscrezioni è stata affidata al suo avvocato, Pietro Longo, che assieme a Niccolò Ghedini cura le sue vicende giudiziarie. «Premetto che non conosco un atto dell’inchiesta su Mediatrade e parlo esclusivamente alla base di indiscrezioni giornalistiche ribadite oggi dal quotidiano La Repubblica, ma quello che fa la procura di Milano nei confronti dell’onorevole Berlusconi ormai non ci sorprende e non ci indigna più», ha detto Longo, ribadendo che si potrà essere «più precisi solo quando si potrà prendere visione degli atti».
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scritto da maurizio , settembre 23, 2009
























rendono e non ci indignano piu" ci sta tutto. Ciò che preoccupa molto di piu è il fatto che le malefate del mafionano non sorperendano e non indignino la maggioranza degli italiani.