di Marco Ferri Â
Neuras (Namibia) - Sembra difficile crederci, ma un vino nobile, dal sapore corposo, nasce nella parte sud-est della Namibia, dopo aver attraversato aride colline rocciose e chilometri di deserto dove nulla riesce a sopravvivere. Allan Walkden Davis, anziano direttore generale della Shell in Namibia, conosce palmo per palmo questa parte del Paese: âQui la maggior parte della gente vende le poche cose che ha ed emigra in cittĂ â.
La siccitĂ della zona non lascia scampo alla vegetazione. Ed anche quelle poche attivitĂ tradizionali âcome lâallevamento dellâagnello di Persia, che forniva un minimo di reddito â sono progressivamente cessate a causa della siccitĂ .
Ă in questo contesto di desolazione e di povertĂ che Allan Walkden e sua moglie Silvia hanno acquistato i poderi di Neuras, per pura passione verso questa parte del Paese. Dopo qualche tempo, ecco la scoperta impensata: cinque sorgenti dâacqua pura scaturiscono da una faglia geologica, nascosta nella sterpaglia, che giĂ agli inizi del ventesimo secolo erano state parzialmente sfruttate da un mercante tedesco.
Interviene un enologo sudafricano, della grande regione vinicola di CittĂ del Capo, incuriosito da quanto gli ha raccontato Allan ed inizia a scandagliare le caratteristiche della zona. Unâaltra scoperta: ci sono tutti gli elementi perchĂŠ Neuras possa diventare unâarea di eccellenza per la coltivazione della vigna, unâacqua sotterranea purissima, una terra poco profonda, con la presenza di calcio con un Ph ideale.
Allan si mette al lavoro. Progetta la vegetazione dellâoasi: âPalme e roseti catturano lâumiditĂ che viene dallâAtlantico e la rimandano allâoasiâ dice orgoglioso. Ma non è un esperto di vini. Si è occupato sempre e solo di petrolio. Ma non per questo desiste. Impianta vitigni di Shiraz, a cui aggiunge piĂš tardi quelli di Merlot, su un piccolo appezzamento di un ettaro, sotto al quale canalizza la sorgente dâacqua che ha scoperto.
Confessa che la prima produzione di vino nel 2001 fu un disastro. Decide di imparare dal Sudafrica, dove i vignaioli riescono a produrre un vino apprezzato in tutto il mondo, nonostante la scarsitĂ dâacqua.
Lâanno successivo raccoglie un successo insperato e il suo Shiraz-Merlot. Riesce a produre 3.000 bottiglie allâanno di quello che vari enologi hanno definito uno dei migliori vini del mondo. Lui, Allan non lo esporta ma pretende che gli estimatori si rechino nellâantica zona di Neuras, apparentemente abbandonata da Dio, e lo assaggino, ammirando un vero e proprio miracolo della natura africana.
Interviene un enologo sudafricano, della grande regione vinicola di CittĂ del Capo, incuriosito da quanto gli ha raccontato Allan ed inizia a scandagliare le caratteristiche della zona. Unâaltra scoperta: ci sono tutti gli elementi perchĂŠ Neuras possa diventare unâarea di eccellenza per la coltivazione della vigna, unâacqua sotterranea purissima, una terra poco profonda, con la presenza di calcio con un Ph ideale.
Allan si mette al lavoro. Progetta la vegetazione dellâoasi: âPalme e roseti catturano lâumiditĂ che viene dallâAtlantico e la rimandano allâoasiâ dice orgoglioso. Ma non è un esperto di vini. Si è occupato sempre e solo di petrolio. Ma non per questo desiste. Impianta vitigni di Shiraz, a cui aggiunge piĂš tardi quelli di Merlot, su un piccolo appezzamento di un ettaro, sotto al quale canalizza la sorgente dâacqua che ha scoperto.
Confessa che la prima produzione di vino nel 2001 fu un disastro. Decide di imparare dal Sudafrica, dove i vignaioli riescono a produrre un vino apprezzato in tutto il mondo, nonostante la scarsitĂ dâacqua.
Lâanno successivo raccoglie un successo insperato e il suo Shiraz-Merlot. Riesce a produre 3.000 bottiglie allâanno di quello che vari enologi hanno definito uno dei migliori vini del mondo. Lui, Allan non lo esporta ma pretende che gli estimatori si rechino nellâantica zona di Neuras, apparentemente abbandonata da Dio, e lo assaggino, ammirando un vero e proprio miracolo della natura africana.
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