L’appello che pubblichiamo è stato lanciato dall’Anisa (Associazione Nazionale Insegnanti di Storia dell’Arte) ed ha raccolto più di 4.000 adesioni. Esso pone l’esigenza di introdurre l’insegnamento della Storia dell’Arte, almeno un’ora a settimana, in tutte le scuole dei 27 Paesi membri dell’Unione Europea.
Ogni anno, milioni di cittadini dell’Unione Europea si giovano del principio di libera circolazione per scoprire paesaggi, musei, tracce del passato e opere d’arte contemporanea dei vari paesi membri. Come trasformare questo straordinario movimento, questa incessantescoperta, in un patrimonio europeo, in una risorsa utile alla costruzione dell’Europa? Rendendo possibile, attraverso l’insegnamento della storia dell’arte nella scuola, la promozione di una mera fruizione occasionale a processo di acculturazione, presa di coscienza di un patrimonio comune, appropriazione di una storia artistica maturata all’insegna di uno scambio che, nell’arco dei secoli, ha visto dialogare Segovia con Cracovia, Atene con Edimburgo o Copenhagen, Firenze con Monaco o Budapest.
Conferire una dimensione europea all’insegnamento della storia dell’arte, attualmente presente soltanto in alcuni paesi, ed inserirlo in tutti i paesi dell’Unione, significherebbe incoraggiare l’identificazione dei futuri cittadini europei nella propria storia, offrendo al contempo un significativo impulso al consolidamento di un’Europa della Cultura.
Se nel corso dei secoli la storia europea si è prodotta in un susseguirsi di conflitti tra popoli, di trattati che hanno sancito l’arbitraria separazione dei territori, di lingue imposte ingiustamente e di dominazioni culturali e se, al contempo, il funzionamento dell’Unione appare ai più come qualcosa di complicato e distante, la storia delle forme artistiche rappresenta per l’Europa un continuo processo di scambio e di arricchimento reciproco in tutti i campi della creatività, uno spazio comune all’umile capomastro (che mette in pratica i saperi e le conoscenze architettoniche provenienti da altri paesi), come a Leonardo da Vinci, a Pablo Picasso o a Ingmar Bergman. Allo stesso modo, grazie all’apporto dei “Barbari”, Roma poté rinnovare l’eredità artistica della civiltà greca; nella Spagna degli Omayyadi si realizzò una sintesi brillante tra cultura araba ed europea, specialmente nell’architettura; prima della Grande Guerra, l’Art nouveau (diversamente denominata, nelle varie nazioni, Jugendstil, Stile Liberty, Modern Style o Modernismo), riuscì a concretizzare, a dispetto delle coeve tensioni nazionali e linguistiche, una comunità europea delle arti.
L’introduzione dell’insegnamento della storia dell’arte nelle scuole di tutti i paesi dell’Unione permetterebbe a tutti i cittadini europei di comprendere lo spirito della comunità artistica che, da oltre tre millenni, unisce l’Europa. Le opere d’arte, dalla Moschea di Cordoba alle fotografie dei castelli d’acqua di Becher, studiate nel proprio contesto, costituiscono la migliore introduzione alle religioni, alla trasmissione delle idee e alle civiltà che hanno plasmato la storia del continente, nonché al ruolo artistico che l’Europa può giocare nella civiltà globalizzata attuale, giacché le forme artistiche possono aprire nuove strade laddove gli scambi si fanno più rapidi e si moltiplicano incessantemente.
Il linguaggio delle immagini, così sostanziale nelle forme espressive più recenti, è familiare a tutti i cittadini dell’Unione. Nei 27 paesi membri, l’inserimento di almeno un’ora settimanale di storia dell’arte rappresenterebbe per ciascun giovane europeo un momento prezioso di incontro con la ricchezza artistica della propria città, del proprio paese, dell’Europa tutta, uno stimolo alla mobilità e alla scoperta, un invito all’integrazione culturale nel rispetto della storia. Il nuovo insegnamento sarebbe aperto a tutti gli aspetti della produzione artistica, dal patrimonio industriale alle tradizionali belle arti, dalle vestigia archeologiche alle creazioni contemporanee: aperto a tutte le componenti e a tutti i popoli che formano l’Europa di oggi, pronto a operare confronti con le culture del resto del mondo, aperto al futuro, integrando appieno la creatività del presente.
L’introduzione dell’insegnamento della storia dell’arte in tutti i paesi d’Europa, dalla scuola primaria al liceo, è un gesto che l’Unione deve fare per l’Europa, per le sue generazioni future, per la coscienza del proprio avvenire.
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