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Home Società Vita sociale Droga. Il rapporto Onu sul consumo: "La repressione ha fallito"

Droga. Il rapporto Onu sul consumo: "La repressione ha fallito"

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di Alessandro Bongarzone

Roma - Domani, 26 luglio, sarà celebrata la ventiduesima giornata mondiale di lotta contro la droga, un momento di riflessione che l'Onu ha istituito per riflettere sul fenomeno e organizzare gli sforzi per combatterlo. Non è un caso, quindi, che proprio questa mattina, a Washington, il direttore dell'UNODC (l'ufficio delle Nazioni Unite contro droga e crimine), Antonio Maria Costa insieme al capo dell'Ufficio anti-droga degli Stati Uniti, abbiano presentato alla stampa il "Rapporto 2009" sulle tossicodipendenze.

Il quadro che si ricava dalla lettura del Rapporto non è confortante anzi, salta subito all'occhio il fatto che , mentre i mercati della cocaina, dell’eroina e della marijuana restano stabili o, in alcuni casi, sono in declino, si assiste ad un costante aumento di consumo delle droghe sintetiche, in particolare nei Paesi in via di sviluppo.

Il documento, però, affronta per la prima volta la questione da un punto di vista più "laico" e pragmatico al punto che appare evidente una netta presa di posizione contro il sistema di repressione e di "tolleranza zero" nei confronti dei tossicodipendenti rispetto al quale, visto il fallimento di cento anni di provvedimenti contro l'uso di stupefacenti, si pensa sia arrivato il momento di ragionare sulle possibili alternative.
Il direttore dell'UNODC, nella sua presentazione, lo afferma con le inevitabili prudenze dovute al suo ruolo ma il concetto di apertura e di rimessa in discussione della soluzione "carcere per i tossicomani" si evidenzia, comunque, inequivocabilmente.

"La droga continua a essere una minaccia per la salute", si legge nelle prime righe del rapporto dell'Agenzia in cui viene, altresì, ribadito che "legalizzare le droghe sarebbe un errore storico". Ma continuando nella lettura ci si rende conto che l'incipit è solo un modo per avviare una riflessione - finalmente - più profonda, al limite del rivoluzionario tanto che l'agenzia arriva ad ammettere che la pubblica opinione recepisce con chiarezza che "il controllo delle droghe non sta funzionando".
Arrivando, quindi, ad esaminare con un'inedita apertura anche le ragioni degli antiproibizionisti, il documento rivendica all'Agenzia dell'ONU "l'allarme per i grandi incassi che i divieti portano alla criminalità organizzata - sottolineando, ancora - come "Questi siano argomenti validi".

E il direttore Costa si spinge ancora più in là ed entra nel pieno della discussione sulla legalizzazione delle droghe. "Il controllo - afferma - ha generato un mercato illecito di proporzioni macro-economiche tali per cui violenza e corruzione sono diventati metodi di sopravvivenza. Nello stesso tempo, però, la legalizzazione delle droghe sarebbe un errore storico". "Le droghe - prosegue Costa - sono un pericolo per la salute, per questo sono e devono rimanere controllate ma - aggiunge - "la società non deve scegliere tra proteggere la salute pubblica o la sicurezza pubblica. Deve fare entrambi". Un'affermazione che porta, per la prima volta, a dare priorità alla prevenzione nel sistema sociale ed alla lotta alla macro-criminalità piuttosto che al consumo dei singoli tossicodipendenti, che dovrebbero essere considerati malati e non criminali.

"L'obiettivo delle istituzioni internazionali deve essere - aggiunge il direttore dell'UNODC - come punto fondamentale per sconfiggerela droga, il rafforzamento della legge affinché la polizia si focalizzi su quel piccolo numero di criminali di alto profilo che gestiscono ampi giri di affari, piuttosto che sui piccoli consumatori". Evidenziando, quindi, come in alcuni paesi il rapporto tra le persone arrestate per consumo e quelle arrestate per traffico sia di 5 contro 1 il direttore Costa ha affermato: "E' uno spreco di fondi per la polizia e di vite buttate in prigione. Andate appresso ai pirana e non ai pesciolini".

Il documento si sofferma sulle possibili soluzioni che, secondo l'agenzia ONU dovrebbero centrarsi sul "maggior controllo del crimine, ma senza diminuire i controlli sulla droga" fermo restando che va ribadita "l'esigenza della tutela della salute dei tossicodipendenti in quanto per combattere il traffico non è prioritario reprimere il consumo".

Il rapporto, poco più di 314 pagine, ripercorre quindi gli andamenti dei mercati della cocaina, cannabis, oppiacei e droghe sintetiche e approfondisce le loro interazioni con la criminalità organizzata e le sue evoluzioni a livello internazionale. Secondo il rapporto, il mercato delle droghe classiche (oppiacei, cocaina e cannabis) sarebbe vivendo un lento ma costante declino, in relazione a una lenta diminuzione dei consumi di queste droghe (che hanno la loro maggiore espansione in Europa occidentale, Stati Uniti, Canada e Australia). A questa diminuzione della domanda, che si ripercuote nei paesi poveri con una diminuzione della produzione, va affiancata una parallela espansione del mercato delle droghe sintetiche (anfetamine, metanfetamine ed ecstasy).

La crescita dei consumi delle droghe sintetiche, anche se ancora a livelli embrionali, preoccupa l'osservatorio perché porterà con sé lo sviluppo di infrastrutture, localizzate nei paesi emergenti, per la produzione e raffinazione di queste droghe. Un dato importante, la crescita di consumo di queste droghe si è registrata anche in paesi come l'Arabia Saudita, che nel 2007 ha consumato un terzo delle anfetamine prodotte nel mondo (di più della somma dei consumi di Cina ed Usa).

Il rapporto analizza, infine, con attenzione l'impatto dei consumi delle droghe sul microcosmo del crimine collegato allo spaccio. Un dato interessante dimostra come la contrazione dei mercati delle droghe tradizionali (ad esempio l'abbassamento del 27% della produzione di cocaina in Colombia nel 2007) abbia portato ad un inasprimento delle violenze in determinate zone. "Il calo dei consumi e la contrazione del mercato - spiega il rapporto - hanno avuto come conseguenza l'indurimento delle lotte per la supremazia tra i diversi cartelli di droga, che si battono per mantenere il livello di introiti degli anni passati in un mercato con meno domanda".

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Ultimo aggiornamento ( Venerdì 26 Giugno 2009 17:41 )  
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