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Home Mondo Asia Afghanistan. Bambina di 13 anni uccisa per errore dai soldati italiani

Afghanistan. Bambina di 13 anni uccisa per errore dai soldati italiani

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di Ferdinando Pelliccia

Stamani in Afghanistan, a 4 chilometri a sud di Camp Arena, la base dove ha sede il comando regionale della zona ovest nel Paese, una bambina afghana di 13 anni è rimasta uccisa e altri 3 suoi familiari, che si trovavano con lei, sono rimasti feriti. Dalle prime testimonianze è emerso che si è trattato di un tragico incidente che ha visto coinvolta una pattuglia di militari italiani dell'Omlt, Operation mentoring liason team, che opera nella zona di Herat.

 

Il gruppo di afghani viaggiava a bordo di autovettura che sembra non si sia fermata all'alt imposto dalla pattuglia composta da almeno tre mezzi blindati e che percorreva la stessa strada ma in senso opposto. I militari dopo aver messo in atto tutte le procedure previste dal protocollo: avvertimento con la mano, con un grido, lampeggiando con gli abbaglianti, usando il clacson, lanciando un razzo di segnalazione e infine sparando colpi in aria. I soldati, visto che l'autovettura continuava la propria corsa, hanno atteso che fosse a meno di 10 metri da loro ed hanno fatto fuoco prima sul terreno a lato del veicolo, per evitare il rischio di colpi di rimbalzo, applicando il cosiddetto 'warning shots', e poi è stato aperto il fuoco sul vano motore, come stabiliscono le procedure e sempre in ottemperanza alle regole, il convoglio ha proseguito senza fermarsi, allertando la polizia locale. Purtroppo alcuni proiettili hanno colpito a morte uno dei passeggeri, la bambina, e ferito altri 3, il padre e la madre della bambina e una terza donna.. Solo in seguito la pattuglia ha avuto notizia della morte della bambina e del ferimento degli altri occupanti della vettura. Il tipo di vettura su cui viaggiavano: una Toyota Corolla Bianca Sw è segnalata come una delle macchine maggiormente utilizzate come autobombe.

“Su questo episodio sono in corso indagini e andremo fino in fondo per capire cosa è accaduto”, ha detto, il generale Marco Bertolini, capo di stato maggiore della missione Isaf. Sul tragico incidente sono state aperte 2 inchieste. Una ad opera degli organi di polizia militare del Comando di RCW e un'altra condotta dalla polizia locale. Resta infatti da accertare cosa abbia provocato la morte della bambina che si trovava a bordo dell'autovettura. Con molta probabilità sarebbe stata la pioggia e la scarsa visibilità le cause della tragedia. La conferma sembra sia arrivata anche dallo zio della vittima Ahmad Wali, che si trovava alla guida della Toyota. La famiglia era in viaggio perchè si stava recando a Herat, dalla vicina provincia di Farah, per assistere ad un matrimonio. “Saranno proprio le indagini, spiega il generale Bertolini, che ci faranno capire se nelle procedure c'è stato qualcosa che non ha funzionato, per evitare che incidenti simili si possano ripetere”. Quel che il generale ha dato per certo, commentando l'episodio, è che nessuno vuole uccidere bambini o civili innocenti. “Ma l'Afghanistan non è l'Italia, ha continuato, qui c'è una minoranza che ci combatte, e in un contesto simile purtroppo simili eventi possono accadere”. Anche ieri e l'altro ieri, ha spiegato l'alto ufficiale italiano, nella Regione si sono verificati due scontri a fuoco: “Sappiamo benissimo che le lacrime di una madre afghana sono uguali a quelle di una madre italiana”. “Dobbiamo tenere insieme il rapporto con la popolazione e la salvaguardia dei nostri militari, ha continuato Bertolini, che ogni giorno rischiano la pelle ma che restano sempre 'freddi' anche in situazioni di tensione. “Qui essere inermi vuol dire essere uccisi” ha concluso.

L'episodio si è verificato proprio nello stesso giorno in cui una delegazione di deputati italiani arrivava ad Herat tra l'altro, per la posa della prima pietra di una nuova struttura dell'ospedale pediatrico realizzato proprio dagli italiani ad Herat. A dare loro la notizia dell'accaduto è stato il comandante del contingente italiano Rosario Castellano che ha subito provato a mantenere distesi i rapporti con le autorità locali ed ha incontrato il governatore di Herat e nei prossimi giorni incontrerà anche i familiari della bambina. Anche il vice presidente della Camera Maurizio Lupi, che guida la delegazione di deputati nel Paese incontrando poi, all'ospedale pediatrico il vice governatore e il sindaco di Herat ha espresso il cordoglio della Camera. Insieme all'Onu Lupi fanno parte della delgazione i deputati: Gregorio Fontana, Gianfranco Paglia, Manuela Repetti, Aldo Di Biagio, tutti del Pdl, e Luciana Pedoto, Ettore Rosato, Francesco Tempestini e Caterina Pesso, del Pd. In Italia le reazioni alla notizia del tragico incidente sono state contrastanti. Il ministro degli Esteri Franco Frattini, apprendendo la notizia ha dichiarato che : “Si è trattato di un tragico incidente”. Il ministro ha espresso il suo profondo dolore, per il destino di vittime innocenti in una tragica situazione che, purtroppo, estremisti e terroristi hanno creato in quel Paese, e la sua piena solidarietà alle famiglie delle persone ferite. ''Profondo cordoglio'' è stato espresso anche dal ministro della difesa Ignazio La Russa.

Dal fronte dell'opposizione invece, è stato subito chiesto al Governo di riferire al più presto alle Camere, mentre la sinistra radicale ha invocato il ritiro della missione. Roberta Pinotti, senatrice responsabile Difesa del Pd è tra quelli che si sono mostrati più prudenti. ''In una mia recente visita ad Herat con una delegazione del Senato - dice - i responsabili politici del territorio avevano elogiato il comportamento del contingente italiano. Ci auguriamo che questo terribile incidente non incrini questi rapporti e che non si ripeta mai più”. Molto critica, invece, la sinistra comunista, in particolare il Prc. “Dobbiamo immediatamente far rientrare i nostri soldati anche per evitare episodi tragici come questi”, ha detto il segretario del partito, Paolo Ferrero aggiungendo chee: “La missione militare in Afghanistan è un fallimento totale, una missione solo di guerra che non ha risolto i problemi del Paese”. Anche Alfio Nicotra, responsabile nazionale del Dipartimento Pace del Prc ha ribadito che: “La missione in Afghanistan è un fallimento totale. Uscire dal pantano afgano è una priorità per il nostro Paese”. “Sull'uccisione della bambina occorrerà capire come sia potuta avvenire. Non ci convince la versione del comando militare italiano secondo la quale l'auto su cui viaggiava la bambina con la sua famiglia sarebbe tra le più usate come autobombe. In verità, le Toyota Corolla sw di color bianco sono tra le più diffuse in Afghanistan” ha concluso Nicotra. “Chiediamo al ministro della Difesa, Ignazio La Russa, di riferire al più presto in Aula sulla dinamica dell'incidente”, ha affermato Massimo Donadi, capogruppo dell'Italia dei Valori alla Camera. “La morte in Afghanistan di una bambina di 13 anni sotto i colpi dei mitra italiani non è un incidente ma la conseguenza di una guerra insensata. Non c'è altra strada che il ritiro immediato delle truppe”, ad affermarlo Iacopo Venier della segreteria nazionale dei Comunisti Italiani.


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