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Home Italia Cronaca Terremoti, si licenzia chi li studia

Terremoti, si licenzia chi li studia

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Redazione

La lotta dei ricercatori dell'istituto di geofisica e la lettera del presidente dell'INGV  al governo

ROMA - Giovedì 12 febbraio 2009 Dazebao scriveva: i dipendenti dell’Istituto nazionale di Geofisica e vulcanologia scioperano e manifestano davanti alla sede nazionale del Dipartimento di Protezione civile a Roma.

 

La mobilitazione dei lavoratori è stata promossa dai sindacati di categoria aderenti a Cgil, Cisl, Uil nel quadro della lotta contro lo stato di precarietà e la minaccia della perdita del posto di lavoro. L’Istituto svolge un compito di grande importanza, si occupa di monitoraggio dei terremoti e delle attività dei vulcani. Per assolvere a questo compito ha bisogno di sviluppare al massimo la ricerca, ha bisogno di ricercatori preparati che entrano a far parte dell’Istituto, anche a fronte del blocco delle assunzioni. Nel 2007 l’Istituto ha avuto il riconoscimento del più alto numero di  citazioni scientifiche in campo geofisico al mondo. Ma tutto ciò non è sufficiente a garantire il posto di lavoro, a far si che il monitoraggio di terremoti avvenga attraverso turni 24 ore su 24. Stante la legge 133, leggi ministro Brunetta, ben 230 dipendenti con contratto  a tempo determinato rischiano di non vedere comunque rinnovato il contratto mentre 170 atipici non avrebbero neanche l’opportunità di quel contratto. Da qui la lotta dei lavoratori, le manifestazioni, che ci fanno capire  quanto grande sia la responsabilità di chi, di fatto, affossa  Istituto espressioni di grande professionalità,proprio quelli che dovrebbero garantire la nostra sicurezza.   Di questo Istituto  è presidente il professor  Enzo Boschi, che fa parte della Commissione Grandi rischi  il quale in una dichiarazione ha posto il problema della prevenzione per evitare tragedie delle dimensioni di quella che si sta vivendo in Abruzzo. La situazione denunciata dai lavoratori era ben nota anche al governo, perché proprio il presidente dell’Istituto di geofisica e vulcanologia in data 1 ottobre 2008 aveva inviato una lettera all’esecutivo. La riportiamo integralmente perché, oggi ancor di più,  è un  documento emblematico. Naturalmente senza polemiche, come va di moda oggi.

Questo il testo della missiva inviata al Governo il 1 ottobre 2008 da   Enzo Boschi , Presidente INGV  e  Tullio Pepe, Direttore Generale INGV        

Lettera al Governo
L'Ente da me presieduto si avvale dell'apporto di numerose unità di personale con contratti di lavoro subordinato a tempo determinato, assegni di ricerca e, in qualche caso, contratti di collaborazione coordinata e continuativa al fine di soddisfare i crescenti impegni istituzionali inclusi quelli relativi alla sorveglianza (anche tramite la tenuta in funzione di tre sale operative presidiate h 24 per 365 giorni l'anno) della sismicità del territorio nazionale e di sette vulcani attivi in zone fortemente antropizzate.
    In particolare, allo stato attuale, a fronte di 556 unità di personale con contratto a tempo indeterminato sono in servizio:

-    282 titolari di contratti di lavoro dipendente a tempo determinato;
-    68 titolari di assegni di ricerca;
-    7 titolari di contratti di collaborazione coordinata e continuativa in settori tecnico - scientifici,

per un totale di 357 unità di personale "precario".
I 282 contrattisti risultano così distribuiti tra i profili professionali:

-    n. 108 ricercatori
-    n. 59 tecnologi
-    n. 76 collaboratori tecnici enti di ricerca (tecnici specializzati)
-    n. 39 addetti ai servizi amministrativi e di supporto.

    Di essi, circa 175 sono inseriti nelle graduatorie degli "stabilizzandi" 2007 (sono risultati in possesso dei requisiti previsti dalla legge finanziaria 2007 ma non sono rientrati nei contingenti autorizzati dal Governo). Nelle more della stabilizzazione, l'Ente si era attrezzato per continuare ad avvalersi di loro, come previsto dalle norme.
    Altri circa 45 "precari" hanno risposto all'avviso pubblico emanato in applicazione dell'art. 3, comma 90, della legge finanziaria 2008 e presumibilmente sarebbero entrati nelle graduatorie 2008.
In tutti i casi si tratta di personale altamente specializzato che ha contribuito fortemente ai risultati scientifici conseguiti dall'Istituto nei settori tradizionali di attività (sismologia, vulcanologia, geomagnetismo e aeronomia) ma anche in nuovi campi di attività quali la climatologia dinamica e la oceanografia operativa; risultati particolarmente positivi come si evince dal fatto che l'Ente che ha ricevuto sul piano nazionale una ottima valutazione da parte del CIVR (http://vtr2006.cineca.it/php4/vtr_rel_civr_menu_x_area.php?info) e ha conseguito diversi importanti riconoscimenti sul piano internazionale (si veda ad esempio la notizia riportata dal sito http://sciencewatch.com/inter/ins/08/08jul-INGV/).
    La forte incidenza del personale precario sul totale degli occupati non è dovuta ad abusi nel ricorso al lavoro flessibile ma è dovuto essenzialmente al fatto che l'Istituto, essendo nato nel 2001, ha operato quasi esclusivamente in regime di divieto di assunzioni.
    In questi anni, nella quasi totale impossibilità di reclutare addetti alla ricerca con contratti di lavoro a tempo indeterminato, l'Ente si è sforzato di migliorare la propria competitività sul mercato della ricerca nazionale, comunitaria e internazionale, ottenendo crescenti finanziamenti sui quali attivare e rinnovare contratti di lavoro flessibile.
    Il personale in discorso è diventato così parte integrante delle risorse organiche dell'Ente e ha consentito soprattutto all'Istituto di onorare gli impegni internazionali.
    Ora, le norme contenute nell'emendamento all'art. 37 - bis del ddl n. 1441 - quater:

-    cancellerebbero le aspettative di stabilizzazione del personale inserito già da alcuni mesi nelle graduatorie degli "stabilizzandi" 2007 (abrogazione dell'art. 1, comma 519, della legge finanziaria 2007);
-    annullerebbero la procedura di stabilizzazione prevista dalla legge finanziaria 2008 che all'INGV è in avanzato stato di completamento (abrogazione dell'art. 3, comma 90, della legge finanziaria 2008);
-    vanificherebbero lo sforzo realizzato dall'Ente per onorare i rinnovi "ope legis" dei contratti degli stabilizzandi 2007 e quello in programma per gli "stabilizzandi" 2008 (abrogazione dell'art. 1, comma 519, della legge finanziaria 2007 e dell'art. 3, comma 92, della legge finanziaria 2008);

-    costringerebbe l'Istituto a rinunciare a unità di personale sul cui impiego aveva commisurato i propri programmi di attività,

senza contare che quelle contenute nella legge n. 133/'08:

-    bloccano ogni forma di sviluppo dell'Ente, dal momento che il taglio della dotazione organica di cui all'art. 74 della legge n. 133/'08, cancella tutti i posti attualmente vacanti presso l'INGV (n. 28 posti su 584), comportando, quindi, la totale saturazione dell'organico.

    Tutto ciò premesso, mi appello alla sensibilità degli organi di governo affinché le predette disposizioni normative possano essere rivedute e si possa porre in essere quanto necessario per consentire all'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia di salvaguardare e poi, con la dovuta gradualità e previa rigorosa verifica del possesso dei requisiti professionali e dell'attività svolta, assorbire i propri lavoratori precari che costituiscono ormai uno strumento irrinunciabile per le attività dell'Ente e un patrimonio per il Paese.

 


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Commenti (5)Add Comment
E ora che il terremoto è arrivato, chissà se si smuovono invece un po' di fondi per l'INGV...?
scritto da Carlo Casella , aprile 08, 2009
Io sono abbastanza scettico, a riguardo.
Ora tutti i politici cavalcano il dramma pontificando di qua e di là, ma alla fine quando si tratta di elargire fondi alla ricerca trovano mille scuse.
Ammetto che, pur essendo una cosa da farsi, m'è passata per la testa l'idea di augurare d'esser colpiti dal terremoto tutti coloro al potere che si rifiutano di capire quanto serve investire nella ricerca...
Con solidarietà.
Carlo
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...
scritto da vona , aprile 08, 2009
l italia è uno dei paesi europei maggiormente a rischio terremoti..invece di investire soldi per chi può studiare e prevenire disastri ,come l ultimo all aquila, salvando vite prferite spenderne molto di più dopo con la perdita di centinaia di vite? e migliaia di sfollati che hanno perso tutto.IO NON CAPISCO
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Fate sentire la Vs. voce
scritto da anto , aprile 10, 2009
Sarebbe opportuno diffondere le notizie che si leggono sul vs. sito anche a mezzo servizi e stampa pubblici Non riveste un interesse pubblico il conoscere dove e quando sono stati localizzati i terremoti, relative entità ecc.? Forse sarebbero necessari colloqui pubblici (tavole rotonde televisive) con organi rappresentativi del governo. Complementi in ogni caso per il Vs. lavoro.
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...
scritto da Danilo Filippini , aprile 11, 2009
Scopro solo oggi che ben 357 ricercatori si stavano occupando di problemi sismici con a capo il Dott. Boschi...credo che non servano commenti visti peraltro i risultati!
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Napoletano
scritto da 1alessandro , aprile 14, 2009
e ora che il terremoto è arrivato....che responsabilità ! te la senti davvero?
chi era quel PAZZO che aveva annunciato il terremoto? l'hanno ammazzato .....
perchè non ne parlate? non era un precario?
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