di Alessandro Cardulli ROMA – Tremilioniseicento quarantatremila ottocentotrentasei. E’ perfino difficile leggere questo numero, ma proprio la sua lunghezza ci dà il senso della grande dimensione che rappresenta.
Dimensione fatta di voti, tanti voti, di lavoratrici, lavoratori, pensionati e precari, che hanno partecipato alla consultazione, promossa dalla sola Cgil, sull’accordo separato relativo al modello contrattuale del 22 gennaio. Accordo, questo, firmato fra gli altri da Cisl e Uil. Ben il 96,27% dei votanti ha espresso un no, chiaro e netto. Le assemblee che si sono svolte in tutto il paese sono state ben 59.337. Nel 2007, quando ci fu la consultazione sul protocollo firmato Prodi, le assemblee indette dalle tre Confederazioni furono 51.626, 7.714 in meno rispetto a quelle attuali anche se occorre tenere conto che, allora, il tempo a disposizione fu minore. “Un risultato straordinario” ha affermato Guglielmo Epifani nel presentare i risultati della consultazione nel corso in una conferenza stampa tenuta insieme a Enrico Panini, membro della segreteria e responsabile dell’organizzazione. “Questo voto - ha proseguito - rafforza le posizioni che la Confederazione ha assunto. Non condividiamo l’accordo e non condivideremo gli accordi settoriali che si muovessero su quello. Andiamo avanti con la nostra piattaforma”.
Non ci poteva essere migliore auspicio per la manifestazione di sabato 4 aprile, quando con la Cgil, centinaia di migliaia di lavoratrici, lavoratori, studenti e pensionati, manifesteranno per le vie di Roma. Così come altissima è stata la partecipazione al voto, infatti, si annuncia una altrettanto grande partecipazione ai cinque cortei che percorreranno le vie della Capitale per arrivare al Circo Massimo. La Cgil ha fornito un resoconto, se si vuole anche troppo pignolo, dell’andamento e dei risultati della consultazione. Ma così era necessario – affermano – i dirigenti sindacali a fronte di un attacco portato alla più grande organizzazione dei lavoratori italiani nel tentativo di isolarlo. I numeri parlano più delle parole.
Ricapitoliamo: nel mese di gennaio la CGIL chiede a CISL e UIL di promuovere, come fatto in altre occasioni, una consultazione unitaria sull’accordo relativo al modello contrattuale. A fronte del loro rifiuto, la CGIL promuove la consultazione da sola (il voto si è concluso venerdì 27 marzo).
“Considerato che la democrazia deve sempre sposarsi con la trasparenza, le regole adottate per gestire il voto in questa occasione - afferma il comunicato della Cgi l- sono state le stesse condivise con CISL e UIL nel 2007. Inoltre, grazie alla rigorosa tenuta dei seggi, abbiamo respinto tentativi di inquinare il voto. “Poi l’analisi dei dati. Hanno partecipato alla consultazione 3.643.836 persone, che sono il 71% circa di quanti votarono nel 2007 alla consultazione promossa da CGIL, CISL e UIL in occasione della sottoscrizione con il Governo Prodi del Protocollo relativo al welfare. Nel 2007 votarono 5.128.507 lavoratori e pensionati, pari al 42,41% della rappresentatività di CGIL, CISL e UIL che era di 12.092.687 tra iscritte e iscritti.
Se applicassimo lo stesso rapporto percentuale con gli iscritti alla CGIL, per reggere il confronto con il 2007, avrebbero dovuto votare 2.174.999 persone. Invece i 3.643.836 votanti nel 2009 rappresentano, rispetto ai 5.734.855 iscritti alla CGIL al 31 dicembre 2008, il 63,5 Complessivamente la CGIL da sola porta al voto oltre i 2/3 dei votanti del 2007.
Sempre in materia di confronti, nel 2005, nella consultazione promossa dalle tre Confederazioni in occasione della sottoscrizione del Protocollo, votarono 4.429.096 lavoratori, mentre in occasione della consultazione relativa al Protocollo del 23 luglio 1993 sulla politica dei redditi e sugli assetti contrattuali votarono 1.327.290 lavoratori.
“Siamo quindi di fronte ad un risultato enorme sul versante della partecipazione e del voto,- afferma la Cgil-la dimostrazione concreta che il valore della democrazia è attualissimo per lavoratori, pensionati, precari. Tutte le volte che si mette in campo la richiesta di un pronunciamento, la partecipazione è molto alta perché le persone vogliono poter determinare le scelte che le riguardano. In questa direzione lo slogan che abbiamo adottato per la consultazione “Io voto, io conto” rappresenta al meglio il risultato ottenuto.”
Infine, da segnalare che la CGIL ha portato al voto una quota molto alta di non iscritti che, con la loro partecipazione, hanno rafforzato le ragioni della democrazia nel rapporto con i lavoratori.
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