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Home Economia Previdenza Pensioni: si possono aumentare per più di sette milioni di anziani

Pensioni: si possono aumentare per più di sette milioni di anziani

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di Sante Moretti

L'avanzo di 11 miliardi e 275 milioni dell'Inps non è una sorpresa, semmai la conferma che il sistema pensionistico è solido e che la grancassa sulla sua crisi finanziaria serviva solo a giustificare interventi (tagli) che hanno portato ad un aumento dell'età per il diritto alla pensione e ridimensionato gli importi.

 

Per chiedere nuovi tagli alle pensioni Casini, Enrico Letta, Cazzola ed alcuni economisti e notisti dei maggiori quotidiani sostengono che il sistema è troppo generoso e garantista rispetto alla tutela che hanno i giovani che sono in gran parte precari.
Figli “abbandonati” dai padri egoisti e scialoni quasi che con pensioni di 500/1000 euro al mese, che è quanto percepisce la maggioranza degli anziani, si vivesse da nababbi. A sostenerlo sono gli stessi che insistono per mettere un tetto di 10.000 euro al mese per le pensioni.
L'avanzo di 11 miliardi è il frutto di sacrifici di chi è in pensione e dei contributi versati dai lavoratori e da tanti immigrati che non hanno nemmeno la certezza di ricevere, un domani, la pensione.
Quegli 11 miliardi vanno utilizzati per migliorare il sistema pensionistico.
Rifondazione Comunista avanza due precise proposte. La prima, mettere a disposizione 5/6 miliardi per aumentare di 800/1000 euro all'anno la pensione a quei 7.300.000 anziani che percepiscono da 458 euro (minimo) a mille euro al mese.
La seconda, attivare un meccanismo che garantisca lo stesso potere di acquisto della pensione rispetto all'aumento del costo della vita che, come è noto, negli ultimi anni lo ha logorato pesantemente.

E' lo stesso presidente dell'Inps che esprime contrarietà ad una “nuova riforma” delle pensioni sottolineando che interventi ogni due/tre anni destabilizzano il sistema. Ma è certo che continueranno ad insistere per “riformare” il sistema pensionistico e non per ragioni economiche in quanto pubblico, solidale, universale.
Se i lavoratori e le lavoratrici sono certi di una pensione dignitosa che garantisca un'anzianità tranquilla non aderiranno ai fondi pensione; se la pensione è strettamente legata al salario (contributi) ed i requisiti per il godimento sono uguali per tutti rappresenta un cemento unitario della classe; se il sistema è solidaristico ed universale (anche il lavoro autonomo, il clero etc.) diventa elemento di coesione sociale.
L'attacco alle pensioni non viene portato avanti con tanta determinazione per ragioni economiche ma per frantumare la solidarietà di classe, per rendere tutto incerto e precario, per affermare l'individualismo.
Non sarà facile difendere gli 11 miliardi dalla fame di denaro fresco degli industriali e dalle banche.
Ci pare già di sentirli: “Aiutiamo le imprese per salvare i posti di lavoro” oppure “Aiutiamo le banche per difendere il risparmio”, “Utilizziamoli per dare un sussidio di disoccupazione decente”.
Va respinto con determinazione il tentativo di depredare di 11 miliardi i lavoratori, quei soldi sono una quota (contributi) di salario dei lavoratori e delle lavoratrici destinati alle pensioni.

                                        

 


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Ultimo aggiornamento ( Sabato 21 Marzo 2009 18:05 )  

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