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Home Economia Lavoro Boom di disoccupati: + 46,13% fra gennaio e febbraio

Boom di disoccupati: + 46,13% fra gennaio e febbraio

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di Fulvio Lo Cicero

Le cifre fornite dall’Inps si riferiscono a coloro che hanno chiesto il sussidio di disoccupazione. Calano gli occupati anche fra i laureati: la maggior parte riesce ad ottenere soltanto un contratto atipico.

ROMA – 370.561. È il numero di coloro che  hanno perso il lavoro fra gennaio e febbraio ed hanno fatto richiesta all’Inps per ottenere l’indennità di disoccupazione. Rispetto ad un anno fa c’è un aumento del 46,13%.

Si tratta di cifre preoccupanti che, però, potrebbero ancora non essere il picco. Le previsioni sull’occupazione, infatti, sono nere. La Cgil, per bocca della segretario confederale Susanna Camuso, dice che questi dati “fanno paura e purtroppo ci danno ragione sui ritardi che si sono registrati sugli ammortizzatori sociali, determinando la perdita di centinaia di migliaia di posti di lavoroâ€. Camuso sottolinea come i dati siano sottostimati in quanto non conteggiano i lavoratori più giovani, che non hanno raggiunto i limiti di tempo di iscrizione all’Inps che danno diritto all’indennità di disoccupazione. “Sarebbe un bene fingere che la crisi non c’è, facendo invece ciò che serve: un tavolo di confronto dove si affronti come salvaguardare l’apparato produttivo attraverso una vera politica industriale†ha aggiunto.

Ma se gli occupati calano, i giovani in cerca di prima occupazione con un titolo di studio adeguato non sembrano trovare più le occasioni di prima. I dati forniti da “Almalaureaâ€, il consorzio italiano che raggruppa cinquantadue università italiane, sono chiari. Nei mesi di gennaio e febbraio le richieste delle imprese di laureati al consorzio sono diminuite del 23% rispetto ad un anno fa (-460 mila in numero assoluto). Ciò significa che le aziende stanno cercando meno laureati per le conseguenze della crisi economica. Insomma, il massimo titolo di studi non assicura più le stesse probabilità di un’occupazione gratificante per chi si è sobbarcato le spese e le fatiche universitarie.

Il calo interessa tutte le facoltà, soprattutto quelle considerate fino ad ora il vero e proprio polmone occupazionale. Le richieste di laureati in materie economiche è diminuita del 35% e quelle riguardanti i laureati in ingegneria del 24%. “Ciò che deve essere scongiurato – dice Andrea Cammelli, direttore del consorzio – è che una preziosa e qualificata risorsa rischi di essere schiacciata fra un sistema produttivo che non assume e un mondo della ricerca privo di mezziâ€.

La minore occupazione dei laureati, però, è una tendenza che non emerge solamente nell’ultimo anno, per effetto della crisi economica. La ricerca condotta dal consorzio “Almavivaâ€, che verrà presentata in un Convegno a Bari il 12 marzo insieme all’XI Rapporto sulla condizione occupazionale dei laureati, ma almeno dal 2001. A tutt’oggi, infatti, la percentuale di laureati che, ad un anno dal conseguimento del diploma di laurea, sono risultati occupati è scesa dal 57,5 al 51,4%. Un calo molto netto. Non solo, ma sono calate anche le retribuzioni: dal 2005 ad oggi, del 6%. Inoltre, fra coloro che si sono laureati con una media quasi massima (109), soltanto il 28% ha un’occupazione stabile, mentre il 49% ha un contratto atipico.

Evidente la necessità di porre dei rimedi ad una situazione non positiva. Secondo Andrea Cammelli, per evitare “una ulteriore fuga di cervelli servono apposite agevolazioni rivolte direttamente alle aziende, alle loro associazioni o a specifici studi o organizzazioni di consulenza e servizio alle imprese stesseâ€. Il Governo potrebbe cogliere in questo modo “un duplice importante obiettivo: sostenere l'iniezione di risorse umane di più elevata qualità nel sistema produttivo e assicurare alle più giovani generazioni, quelle più capaci e preparate, un futuro lavorativo incoraggiante nel proprio paese. Evitando, ancora una volta, che un patrimonio di studi e di conoscenze, costato caro al paese, sia costretto a cercare la propria realizzazione al di là delle Alpiâ€.

Le Borse intanto oggi hanno segnato un rimbalzo, con Milano che ha chiuso con un rialzo di quasi il 7%.


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Ultimo aggiornamento ( Mercoledì 11 Marzo 2009 17:22 )  

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