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di Alessandro Bongarzone
Con un documento, approvato all’unanimità , sabato scorso, il Consiglio nazionale della Federazione degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (FNOMCeO) ha stabilito che potranno essere sanzionati quei dottori che procederanno alle segnalazioni previste dall’emendamento al DdL 733 sulla sicurezza (approvato dal Senato il 5 febbraio e ora in discussione alla Camera) che, abrogando l’art. 35 del T. U. sull’immigrazione, ha di fatto eliminato il divieto di denuncia nei confronti degli immigrati clandestini che si rivolgono alle strutture sanitarie pubbliche.
Si tratta di una presa di posizione netta e senza appello che si rifà direttamente al codice deontologico e al giuramento d’Ippocrate. Il documento approvato, infatti, dichiara esplicitamente che: “la denuncia si pone in netto contrasto con i principi della deontologia medica, espressi in particolare dal giuramento professionale e dall'articolo 3 del Codice deontologico, che impongono ai medici di curare ogni individuo senza discriminazioni legate all'etnia, alla religione, al genere e all'ideologia; di mantenere il segreto professionale e di seguire le leggi quando non siano in contrasto con gli scopi della professione†e per questi motivi, dunque, il Consiglio nazionale della FNOMCeO ribadisce che “le infrazioni del codice deontologico sono sanzionabili dagli Ordini di appartenenzaâ€. Non si scappa, per l’Ordine dei medici il camice bianco non può e non deve denunciare. Anzi, qualora un medico, non segnalando e dunque non rispettando il contenuto dell’emendamento, dovesse incorrere in eventuali pene “Il Consiglio nazionale - si legge ancora nel documento - sarà vicino ai colleghi che dovessero incorrere in procedimenti sanzionatori per aver ottemperato agli obblighi deontologiciâ€. Ma il documento degli Ordini dei medici si spinge ancora più avanti, fino a chiarire per intero la sua posizione in merito all’emendamento in questione affermando che “la semplice possibilità della denuncia creerà percorsi clandestini di cura, sottraendo al controllo della sanità pubblica le patologie diffusive emergenti che rappresentano un grave pericolo per ogni individuo e per la società tutta e che oggi sono, invece, monitorate e controllateâ€. “Il Consiglio nazionale - prosegue, ancora, il documento dei medici - si appella al Parlamento con un fermo richiamo alle superiori esigenze di tutela della salute oltre che agli imprescindibili principi di solidarietà , patrimonio storico della nostra nazione. E sollecita pertanto la Camera dei deputati a non approvare questo emendamento, contrastante con i principi fondanti del rapporto persona malata e medico, ripristinando quanto previsto dalla normativa precedente. Infine – conclude il testo approvato dalla FNOMCeO sollecita un’audizione urgente presso le sedi istituzionali competenti, allo scopo di motivare compiutamente la posizione espressa dai medici e dagli odontoiatri italianiâ€. Il documento della FNOMCeO, quindi, arriva a prendere atto di un comune sentire dei medici e rafforzare le decisioni già assunte da numerosi Ordini regionali, tra cui quelli della Puglia e dell’Emilia-Romagna che, già la settimana scorsa, aveva previsto la sospensione per i medici delatori. Da segnalare, a tale proposito, la presa di posizione di Giancarlo Pizza, presidente dell’Ordine di Bologna che, durante la conferenza stampa promossa dai medici specializzandi dell’ospedale Sant’Orsola, sabato scorso, ha affermato: “Il sentire dei medici è rivolto al non denunciare e al rispetto del codice deontologico, che sottostà alle leggi dello Stato ma rappresenta un piccolo corpus che regola il rapporto tra medico e paziente. Quindi - ha proseguito Pizza - non ci sarà legge dello Stato che potrà indurre ad infrangerloâ€. Il presidente dei medici bolognesi, quindi, si è detto sicuro che, se anche la norma venisse approvata, i medici non denunceranno. Ma se qualcuno dovesse farlo: “lo mando in commissione medica disciplinare e non ho dubbi che verrà sospeso dall'attività professionaleâ€.
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