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Home Inchiesta Prostituzione Prostituzione. Ci vestiamo (ci spogliamo), abbiamo imparato dalle veline

Prostituzione. Ci vestiamo (ci spogliamo), abbiamo imparato dalle veline

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di Alessandro Ambrosin

Viaggio tra la prostituzione romana. Prima e dopo il decreto della Carfagna. “La Luna piena minchionò la Lucciola - Sarà l'effetto dell'economia, ma quel lume che porti è deboluccio ..... - Sì, - disse quella - ma la luce è mia†Carlo Alberto Salustri alias Trilussa (1871 –1950)

Oggi non esistono più le prostitute sculettanti del lungotevere. Quelle che agitando spavaldamente le borsette per attirare l’attenzione offrivano con tono sboccato il loro corpo. Tuttavia il mondo sommerso della prostituzione riappare ancora improvvisamente nella notte, diverso però da quei tempi, simile solo nel sottofondo sociale che lo compone. Forse anche Pasolini se potesse vedere, avrebbe tratto l’ispirazione giusta per continuare “Ragazzi di vitaâ€, dando il giusto peso e la giusta misura a un fenomeno che si trasforma continuamente ma che non cessa di esistere mai.

Com’era

ROMA –  Sabato 13 settembre ore 23,45. Notte romana, città eterna. Le piazze del centro storico sono colorate di luci, la gente affolla le piazze, le gelaterie, i bar notturni aperti fino all’alba. Ma la notte romana è anche altro. Un camioncino sulla Cristoforo Colombo vende hot-dog, panini e bibite fresche. Sono le ragazze dell’est e i viados sudamericani i primi clienti che vengono a mettere qualcosa sullo stomaco prima di partire per l’odissea della strada. Sì perché di stomaco ce ne vuole per fare questo mestiere†- dice Melange, transessuale brasiliano mentre azzanna un hamburger - “Di notte ti può capitare di tuttoâ€.
Da lunedì a Roma però le cose cambieranno, e lavorare per la strada sarà molto più difficile. L’introduzione del reato di prostituzione nei luoghi pubblici della ministra Carfagna e i provvedimenti presi dal sindaco di Roma Gianni Alemanno tenteranno di arginare il fenomeno, per lo meno apparentemente, ma non a debellare questa piaga sociale, nonostante siano previste sanzioni amministrative e addirittura il carcere.
“Sono contenta – ribatte una giovane polacca che non vuole svelare il suo nome – così arriveranno solo clienti seri.†Serve a ben poco la spiegazione che anche per lei sarà impossibile tornare per la strada, ma secondo la giovane ci sono talmente tanti posti che sarà improbabile per le forze dell’ordine controllare tutto il vasto territorio romano.

Ore 00:20 Mentre qualcuno si appresta a raggiungere il proprio fazzoletto di marciapiede arriva un’auto che fa scendere tre ragazze. Anche loro raggiungono il chiosco mobile della Colombo per prendere una birra. L’abbigliamento è un altra particolarità adottata nella misura di legge che vieta di «assumere atteggiamenti e comportamenti e di indossare abbigliamenti, che manifestino inequivocabilmente l'intenzione di adescare o esercitare l'attività di meretricio». Le ragazze che si avvicinano hanno un’età compresa tra i diciotto e i vent’anni, ma forse sono anche più giovani. “Siamo tutte maggiorenni, ma non abbiamo il permesso di soggiorno – esclama una di loro  – e comunque se devono arrestarci per questi pochi indumenti che indossiamo dovrebbero prima mettere in galera tutte quelle che appaiono alla tivù, come le veline. Anche loro sono vestite come noi.â€Â  “Anzi – ribatte – io almeno un motivo ce l’ho per vestirmi così.â€

Ore 00:30 Diventa alquanto difficile chiedere dell’esistenza di protettori, di coloro che vengono considerati gli artefici criminali della tratta delle ragazze dell’est. “Noi –racconta Valeria, una giovanissima albanese – lo facciamo perché abbiamo bisogno di soldi…sai la guerra in Albania…è difficile spiegare.â€

Ore 00:45 La Colombo ora si è completamente animata di giovani donne dagli abiti provocanti, dai volti pallidi che nascondono un velo di tristezza, viados seminudi, che al passaggio degli automobilisti sorridono e salutano, alcuni di loro mostrando orgogliosamente la loro vera natura. I clienti all’interno delle loro auto, scrutano nell’incertezza della scelta, quasi fossero al supermarket, si fermano, abbassano il finestrino e alla fine contrattano il prezzo. Poi si allontanano dentro le stradine interne, nascoste dalle vie principali per consumare l’amplesso comprato a buon prezzo sulla pelle delle giovani lavoratrici del sesso, obbligate ad accettare la metodica meccanica di una fredda gestualità.

Ore 01:20 La Via del sesso è ora entrata nel pieno ritmo della sua  attività. Il popolo di chi compra e vende corpi  sembra essersi svegliato in questo preciso istante. Ragazzine dell’est avvolte come barbie dentro i loro abiti succinti, viados brasiliani, travestiti, transessuali e tanti volti di clienti alla ricerca di rompere la solitudine attraverso la sprezzante vergogna di essere notati. Dalla zona fiera della Colombo fino al cosiddetto fungo dell’Eur sono tantissimi. Non si riesce neppure a tenere il conto. Sbucano da ogni ciglio della strada, nascoste tra le auto parcheggiate, tra le siepi dei giardinetti, tra gli angoli bui delle vie interne. Sono ovunque.

Ore 02:15 Ma è la zona della Palmiro Togliatti quella che anima di più la notte. Anche qui dopo la Prenestina c’è un chiosco mobile. “Sono tranquille tutte qui e vogliono poco – borbotta un tizio sulla cinquantina mentre dalla camicia aperta sfoggia una catena d’oro spessa almeno un centimetro – chi mejo de n’ex omo sa dà piacè a n’omo – conclude â€.Questo luogo somiglia a un mercato del sesso low cost, ma la maggior parte sono viados brasiliani che ogni notte si trasformano e si vendono per pochi euro. E’ un interminabile carosello di auto che girano attorno al piazzale Pino Pascali  proprio vicino al macello. Basta poco per appostarsi e osservare attentamente, assicurandosi di non usare macchine fotografiche che attirerebbero troppo l’attenzione. Le auto, spesso di grossa cilindrata, sfilano, fanno il giro lentamente, mentre i motorini con a bordo ragazzotti giovani dopo aver lanciato qualche offesa sfrecciano ad alta velocità.  

Ore 2.40 E’ un mondo sommerso questo che emerge solo nel cuore della notte, figlio del frenetico ritmo metropolitano. “E’ sempre più difficile lavorare –  dice Federica, un viados del Brasile mostrando una cicatrice sul polpaccio destro – e c’è sempre più competizione anche tra di noi, che spesso finisce con le botte, se sei fortunata.†Venti o trenta euro per una prestazione sessuale, con un massimo di ottanta a casa.  “A casa però i clienti non ci vengono, - a parlare adesso è Victoria, un altro transessuale sudamericano - perché sono diffidenti e spesso hanno paura, allora preferiscono un rapporto veloce per non esporsi troppo. Quando lavoro molto un po’ di soldi li mando in Brasile a mia madre che non ce la fa a sopravvivere con altri sei figliâ€.
Durante il giorno queste persone, la maggior parte senza permesso di soggiorno, dividono angusti sottoscale, o appartamenti di periferia con altre connazionali. Nascoste come dei topi da tutto e da tutti, solo con la complicità della notte prendono quel poco coraggio  per uscire allo scoperto. Il tempo necessario per guadagnare cià che basta e ritornare nell’oscurità delle proprie vite. “Se non ci sarà permesso di fare questo mestiere – interviene Francisca – dovremmo trovare qualcos’altro da fare per sbarcare il lunario.â€

Ore 3.40
Se però esistesse una legge che consentisse la riapertura delle case chiuse, forse ci sarebbe più tutela per chi offre e per chi richiede la prestazione sessuale. Ci sarebbe un controllo sotto tutti i punti divista. “Sarebbe come tornare al medio evo – dice Maria, una ragazza italianissima non più tanto giovane – come merce esposta in vetrina". Di parere completamente opposto Carmen una transessuale che vuole diventare donna a tutti i costi.  “ Magari, aprissero le case chiuse, almeno si potrebbe lavorare con più tranquillità e sarei disposta pure a pagare le tasse, pur di evitare ciò che comporta il lavoro per la strada, con la paura di non tornare a casa incolumeâ€.

Ore 4.20
Una debole luce inizia ad illuminare la città, e le strade di Roma, quelle più frequentate, iniziano a svuotarsi dalle lavoratrici del sesso.  Ancora qualche auto si aggira lentamente alla ricerca di qualcosa che non troverà mai.

Com’è

Martedì 16 settembre
Ore 23.50 Lungo le strade del sesso la presenza del mondo della prostituzione si è ridotto all’osso. Dalla Salaria, al Prenestino, lungo la Palmiro Togliatti e sulla Cristoforo Colombo tutto tace. Sicuramente le prime multe hanno avuto il loro effetto. Ma anche i maggiori controlli avranno scoraggiato il mondo della prostituzione a scendere per le strade e i clienti a fare il loro abituale giro di ricerca.

Ore 01.05 Ancora qualcuna resiste, ben nascosta tra le auto, ne sbuca fuori una improvvisamente, ma solo per un attimo, per poi accuciarsi nuovamente dietro a un automobile. Ma è un episodio praticamente isolato.

Come sarà

L’effetto Carfagna sembra aver dato i suoi primi frutti. Almeno apparentemente. Qualcuno si sentirà meglio, penserà che il problema è rislolto. Ma quale fine spetterà a quelle centinaia e forse migliaia di giovani ragazze che prima si riversavano per le strade? E ai loro aguzzini?  All’apparenza tutto sembra più ordinato, più pulito da quel finto moralismo che vuole nascondersi dietro il vero problema, scappando di fronte ad una realtà troppo scomoda. La prostituzione va di pari passo alla società e si trasforma con essa. Nella complessa struttura che la compone c’è sempre minor attenzione ai problemi degli altri, e si ignora spesso su quali basi si alimenti . Qualcuno pensa che opprimere, invece di prevenire la prostituzione senza creare un’alternativa, sia l'unica via percorribile. Tuttavia questo fenomeno sociale potrebbe in futuro assumere una dimensione incontrollabile, tanto da rendere ancor più difficile una soluzione adeguata.



 

 


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Commenti (3)Add Comment
non finiràmai.....
scritto da ivanella , settembre 17, 2008
tanto non finirà mai...chi pensa che finisca è ottuso e sonato sul capo ..e ignorante........!
La via è unica e sola, legalizzarla con norme giuste, severe e precise .!!!!
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scritto da Jessica , settembre 18, 2008
Io conosco tante trans e alcune donne che lavorono in questo mestiere e non credo che funzionerà.Il governo ancora non ha visto il veri frutti di questa legge.So che tante prostitute non pagano più l'affito,non mangiano e sono disperati.Il governo vuole persone disperati per strada e ancora non se rende conto che come al "mundo" loro esistono persone buone e cattivi e quando esiste un problema come questo sono capace di quasiasi cosa per soppravivere,sia rubare per fino uscidere.Su giornale vedo spesso dei trans che vogliono rubare e peggiorerà la situazione.Il vero problema é il Vaticano che non acceterà mai le case chiuse,alla fine il governo é controllato da loro.
Poco tempo fa l'ambaciata italiana al sud di Brasile,dove sono l'italiani e suoi descendenti hanno ricevuto un cocktail di fuoco per razzismo.Ma qui non esiste razzismo,esiste solo l'ipocrizia...
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"La Prostituzione"
scritto da matteo , settembre 24, 2008
smilies/cheesy.gifforse non avete capito mio caro governo che la prostituzione nn finirà mai se voi non mettete un multa sui:-/300-600 euro se nn la mettete nn finira mai la prostituzione...e tutte quelle malattie...prese dopo tante scopate...e poi si propagano!!!!da un ragazzinoo---->pensa un po caro governo
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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 18 Settembre 2008 11:31 )  
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