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di Ferdinando Pelliccia
BEIRUT - E' un summit storico quello che ieri a palazzo Baabda di Beirut ha visto riuniti il presidente libanese, Michel Suleiman, il re saudita, Abdullah ben Abdelaziz e il presidente siriano, Bashar al-Assad. Scopo dichiarato dellâincontro: stemperare le tensioni seguite alle accuse formulate dal Tribunale speciale per il Libano dell' Aja nei confronti di Hezbollah per l'assassinio dell'ex premier Rafiq Hariri, avvenuto nel 2005./Il movimento sciita ha minacciato una ribellione armata se alcuni dei suoi membri saranno incriminati dal Tribunale ONU. Parole che fanno temere il riaccendersi degli scontri tra le Forze del â14 Marzoâ, guidate da Saad Hariri, figlio dell'ex Primo ministro assassinato, e quelle dellâ'8 Marzoâ, capeggiate da Hezbollah. Gli scontri erano cessati nel maggio del 2008 grazie agli Accordi di Doha.
Abdullah è il primo re saudita a visitare il Libano dal 1957, anche se lui c'era giĂ stato nel 2002 quando era ancora principe ereditario. Il presidente siriano, Assad, è tornato a Beirut dopo otto anni di assenza.  Una visita che certifica la normalizzazione dei rapporti tra i due Paesi, processo riavviato nel 2008 con il âpatrocinioâ dall'Arabia Saudita. Allâincontro di Beirut erano presenti anche il premier libanese, Saad Hariri, il presidente del parlamento, Nabih Berri,  e membri delle delegazioni saudita e siriana. Assad e il re Abdallah, avevano giĂ avuto un incontro bilaterale a Damasco. Il secondo dopo quello avuto nell'ottobre del 2009 che aveva sancito la riconciliazione tra i due Paesi. I due governanti hanno affermato di: âvoler sostenere tutti gli sforzi che possono contribuire alla stabilitĂ e all'unitĂ del Libanoâ. Abdullah prima di Damasco è stato anche a Sharm el-Sheikh dove ha incontrato il presidente egiziano, Hosni Mubarak. Un incontro sempre incentrato sulla questione libanese.
Quella del sovrano saudita va interpretata come una missione inserita nell'ambito degli sforzi per placare le tensioni a Beirut. La stampa è apparsa poco convinta che lâincontro tra i tre leader possa essere utile al Libano. Dai media libanesi e arabi lâevento è stato visto e commentato da angolature differenti, ma concordanti. La visita è stata generalmente percepita come un disperato tentativo di calmare le tensioni. Dalle colonne del quotidiano di Beirut, âan Naharâ si legge: âLa visita congiunta che il re saudita Abdullah ben Abdelaziz e il presidente siriano Bashar al Assad hanno compiuto ieri a Beirut ha costituito âun ombrello araboâ per la stabilitĂ del Libanoâ. Secondo il quotidiano libanese âas Safirâ: âil vertice tripartito ha consolidato le attenzioni arabe per la sicurezza e la stabilitĂ politica in Libanoâ. Sul panarabo âal Hayatâ si legge invece, che: âla riunione senza precedenti di Abdullah e Assad con il presidente libanese Michel Suleiman ha costituito un âombrelloâ per aiutare il Libano ad evitare il collasso. La stampa saudita invece,  continua a sollevare dubbi sulla stabilitĂ del Libano, e sul tabloid âAsharq al Awsatâ si domanda: âse è possibile evitare che il fuoco si propaghi in un Paese che sta bruciando?â. âE' troppo presto per prevedere le ricadute immediate del Summit, ma uno dei risultati è la conferma da parte di Siria e Arabia Saudita del fatto che sono i principali supervisori del Libanoâ, si legge sul quotidiano âAl Akhbarâ, vicino a Hezbollah.
La stampa libanese ha citato anche l'emiro del Qatar, sheikh Hamad bin Khalifa al-Thani giunto ieri in Libano, una visita di tre giorni. Lâemiro avrebbe detto: âle nubi scure si addensano all'orizzonte e noi preghiamo Dio che si dissipino in paceâ. Lâemiro che ha giĂ incontrato il presidente libanese Suleiman ha in programma incontri con il premier Saad Hariri e con il presidente del Parlamento Nabih Berri.
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