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di Pasquale Giordano
L’AQUILA – La gloriosa e indomita l’Aquila rugby è sull’orlo del baratro. Ad un mese dall’inizio del campionato di Eccellenza il destino del rugby aquilano non è ancora scritto. Si naviga a vista in un mare di debiti di circa un milione e mezzo di euro, frutto di una gestione che ha visto venir meno l’apporto importantissimo degli sponsor.
Nei giorni scorsi è stato composto il calendario del campionato 10/11 di Eccellenza, la massima serie del rugby italiano. Per altri motivi il campionato ha già perso le due formazioni più forti (Treviso e Viadana) impegnati in altre competizioni più importanti. Il rischio è che adesso perda anche un pezzo storico dello scacchiere ovale italiano. Servono soldi, sponsor, infrastrutture, ma soprattutto serve un po’ di tranquillità. Quando alla città dell’Aquila era tremata la terra sotto i piedi, i rugbysti si erano caricati sulle spalle la voglia di rinascita di un’intera popolazione, diventando con orgoglio il simbolo riconoscibile della città, di chi piangendo per le ferite si rialza. Conquistato il Super10 (la precedente denominazione del massimo campionato) la squadra ha svolto gli allenamenti sul campo dell’Avezzano Rugby, ma anche da qui è stata costretta ad emigrare a causa del fondo non in perfette condizioni del campo avezzanese. Nonostante questo aveva condotto un buon campionato sfiorando nelle ultime giornate del campionato scorso la possibilità di andare in Europa e quindi fare cassa. Così, finito il campionato, L’Aquila si è promessa, suo malgrado, un’estate di passione.
La società è stata considerata parte integrante del nuovo calendario di Eccellenza, ma è ancora forte la possibilità che i nero verdi siano costretti a ripartire da una serie minore. I tifosi attendono con impazienza l’assemblea dei soci dell’Aquila Rugby 1936 dalla quale dipenderà il futuro della squadra, ma questa assemblea viene rinviata di volta in volta. L’ultimo rinvio, datato qualche giorno fa, dovrebbe essere stato l’ultimo spendibile, visto che i tempi stringono ed uno ulteriore significherebbe implicitamente rinunciare all’Eccellenza (in tutti i sensi). La società aspetta che arrivi uno ‘sponsor’ che porti via dal fango questa nobile decaduta. Su rugbymercato.it si può leggere “È probabile che durante la visita all’Aquila dei parlamentari del Pd, oltre a parlare dei problemi dovuti dal terremoto, si è discusso anche del momento nero dell’Aquila Rugby 1936.”. Insomma un aiuto ‘romano’ che potrebbe giungere da ambienti imprenditoriali vicini al Pd. Il quotidiano abruzzese il centro fa il nome dell’architetto Vincenzo De Masi, già consigliere federale e già presidente nero verde, che potrebbe aiutare la città aquilana a non perdere un simbolo che ha quasi 75 anni di storia.
Duccio Fumero sul suo blog Rugby 1823 dà la parola al consigliere e responsabile marketing Marco Molina "La situazione è grave, anche se qualche spiraglio di luce sembra esserci. Di certo è tardi e non c'è tempo da perdere. Soprattutto è inutile cercare oggi i colpevoli. Istituzioni, dirigenti del passato, quelli attuali, i giocatori, il terremoto. Inutile puntare il dito, ora serve trovare una soluzione, le polemiche lasciamole al poi". Molina, ex giocatore, è consigliere da due mesi. L'Aquila ha un progetto? "Certo. Abbiamo un progetto di 2/3 anni, che punta sui giovani e sui giocatori aquilani e abruzzesi. Bisogna cambiare strada rispetto al passato, e non parlo solo di noi. Riempirsi di stranieri, strapagare giocatori è oggi impossibile. Bisogna puntare sul vivaio, sulla passione. A L'Aquila ogni famiglia ha o ha avuto un rugbista in casa. Perdere tutto questo sarebbe una tragedia".
La rosa, rispetto allo scorso anno è stata snaturata. Molti giocatori sono andati via e altri sono in procinto di farlo. Maurizio Zaffiri, aquilano, capitano e anima di questa squadra, potrebbe essere uno di quelli in procinto di partire. Ha ricevuto diverse proposte da società italiane, ma si è preso del tempo per pensarci. Anche se sarebbe più giusto dire che si è preso del tempo per aspettare che qualcosa accada. Forse già a partire dall’inizio della prossima settimana, quando dovrebbe tenersi la sospirata assemblea dei soci.
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